Farmaci Equivalenti e Sostenibilità dei Sistemi Sanitari

Il Ruolo dei Farmaci Generici

Negli ultimi anni i farmaci generici hanno contribuito al contenimento della spesa farmaceutica, ma la comparsa di nuovi fattori potrebbe in futuro rendere meno efficace questo loro ruolo. Il report intitolato “Il ruolo dei farmaci generici per la sostenibilità dei sistemi sanitari” pubblicato da IMS Health offre spunti di riflessione e proposte a tale riguardo

 

La sostenibilità dei sistemi sanitari è un tema trasversale che non riguarda solamente la sanità italiana ma anche quella degli altri Stati europei e in genere quella di tutti i paesi avanzati o in via di sviluppo. Il monitoraggio e il contenimento della spesa sanitaria ha avuto delle conseguenze anche sulla spesa farmaceutica, la quale ha subito un forte rallentamento nel suo trend di crescita, e talvolta anche una decrescita, in tutti i sistemi sanitari nonostante ancora nel 2013, prendendo come riferimento l’Unione Europea, essa rappresentava ancora un quinto della spesa sanitaria totale.

L’importanza sempre maggiore che stanno assumendo i fattori di rischio per la sostenibilità dei sistemi sanitari, quali:

  • l’aumento della popolazione anziana con la conseguente richiesta di un sempre maggior numero di prestazioni sanitarie;
  • il costo elevato dei farmaci innovativi e dei nuovi device diagnostici e terapeutici altamente tecnologici;
  • la costante riduzione dei benefici apportati ai sistemi sanitari derivanti dalla scadenza brevettuale di molti farmaci;

impongono l’adozione di politiche sanitarie in grado di garantire la tenuta dei sistemi sanitari nei singoli paesi.

A tal proposito, il Centro Studi IMS Health di Milano nello scorso mese di settembre ha pubblicato un breve rapporto dal titolo Il ruolo dei farmaci generici per la sostenibilità dei sistemi sanitari: una prospettiva europea e italiana con il quale viene analizzato l’attuale ruolo giocato dai farmaci generici nella politica di contenimento dei costi della sanità europea ed italiana, e quali possano essere le azioni da intraprendere per far sì che questo importante contributo sia garantito anche in futuro.

Il Report 2014 dell’Osservatorio Farmaci del Cergas

Nelle scorse settimane con il post intitolato L’andamento della Spesa Farmaceutica convenzionata nel 2014 ho voluto offrire un quadro di quale sia stato l’evolversi della spesa farmaceutica durante lo scorso anno, con particolare riguardo a quella territoriale. Ad integrazione di quanto scritto nel mio precedente contributo, con quello odierno si vuole offrire un quadro più completo di quanto riportato in precedenza attraverso le informazioni contenute nel Report n.35 redatto dall’OSFAROsservatorio Farmaci del Cergas-Bocconi.

Anche da questo rapporto si ha una conferma del calo della spesa farmaceutica territoriale rispetto a quanto si è registrato nel 2013: sia prendendo in considerazione la spesa lorda per i farmaci rimborsabili (fascia A), calata dell’1,8%, sia facendo riferimento alla spesa convenzionata lorda, diminuita del 2,1%, sia in relazione alla spesa convenzionata netta, scesa del 3,0% (dato sostanzialmente simile a quello riportato nell’opuscolo “La spesa Farmaceutica nel 2014” redatto da Federfarma).

L’andamento della spesa farmaceutica convenzionata nel 2014

Da un po’ di anni a questa parte i dati relativi all’andamento della spesa farmaceutica presentano sempre le medesime dinamiche e di conseguenze i medesimi problemi: a fronte di una spesa farmaceutica ospedaliera che sembra fuori controllo e che immancabilmente sfora e non di poco il tetto di spesa previsto del 3,5% (e considerata l’evoluzione della situazione demografica in Italia tale sforamento sarà sempre più consistente nel prossimo futuro), la spesa farmaceutica territoriale non supera il tetto programmato del 11.35% (percentuale che negli anni precedenti era pari al 14% e che nel corso del tempo è stata abbassata più o meno gradualmente fino al livello attuale).

Tale tendenza trova conferma nell’esame dei dati relativi al 2014 pubblicati sia da AIFA che da Federfarma: il rapporto AIFA reso pubblico nel mese di maggio di quest’anno certifica che la spesa farmaceutica territoriale si è mantenuta nei limiti del tetto annuale di spesa, riportando una percentuale apri all’11,18% del Fondo Sanitario Nazionale, mentre la spesa farmaceutica ospedaliera ha raggiunto un livello pari al 4,5% del FSN, con un 1% in più rispetto al limite previsto; l’opuscolo “La spesa farmaceutica nel 2014” edita da Federfarma, in collaborazione con IMS Health e Promofarma, invece descrive come è evoluto il mercato farmaceutico italiano durante lo scorso anno, redigendo una veloce analisi sia dell’ambito internazionale sia di quello prettamente nazionale.

La spesa sanitaria delle regioni e il focus sulla farmaceutica

In molti dei miei interventi ho sempre sostenuto che l’attuale livello della spesa sanitaria pubblica in Italia presa nel suo complesso se rapportata al PIL è pienamente in linea con la media dei paesi OCSE ed è più bassa rispetto a quella di altri grandi paesi europei come la Germania e la Francia. Attraverso alcuni di questi miei contributi ho anche tentato di dimostrare che la spesa sanitaria pubblica è attualmente in calo, ma con la pubblicazione dello studio intitolato “Andamento della spesa Sanitaria nelle Regioni – Anni 2008-2013” redatto da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), è possibile comprendere ancora meglio che, facendo riferimento alle cifre assolute, il calo della spesa sanitaria ha avuto inizio a partire dal 2010, anno in cui la spesa si è attestata su di una cifra pari a 112,6 miliardi di Euro, per arrivare agli 111,6 miliardi di Euro del 2013.

La Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2012-2013

In quasi tutte le attività umane periodicamente si fa un bilancio su quanto fatto fino a quel momento, tentando di individuare i punti deboli della strategia adottata nonché gli errori commessi, ed elaborando nuove strategie e/o proponendo delle innovazioni tese a raggiungere gli obiettivi prefissi. Per la sanità italiana tale momento coincide con la presentazione della Relazione sullo Stato Sanitario del Paese, occasione in cui  viene effettuata una riflessione sul sistema sanitario italiano nel suo complesso.

Quest’anno tale occasione si è avuta lo scorso 18 dicembre presso il Ministero della Salute con la presentazione della Relazione sullo Stato  Sanitario del Paese 2012-2013. Vista la complessità e la corposità della Relazione, sarà mia cura esaminarla nel dettaglio nelle prossime settimane e nel caso trarre degli spunti da condividere. Va comunque rilevato che in essa sono state riportate molte delle dinamiche in essere già anticipate e descritte in precedenti relazioni e in diversi studi pubblicati da altri istituti. 

Over the Horizon: le previsioni di IMS Health sul mercato farmaceutico

In questo periodo sono stati pubblicati e presentati numerosi rapporti ed analisi sullo stato della sanità e dell’industria farmaceutica sia a livello nazionale che internazionale. Questo “ingorgo” non mi ha permesso fino ad ora di studiare l’elevata mole di dati ed informazioni messe a disposizione da queste pubblicazioni, ma gradualmente tenterò di offrire il mio punto di vista sui loro contenuti.

L’argomento del post odierno non si discosta di molto da quest’impegno in quanto  con il contributo di oggi vorrei fornire delle brevi ma significative informazioni rese pubbliche nel corso del convegno “Over the Horizon” organizzato da IMS Health e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 12 novembre. Purtroppo non ho avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, ma molte delle informazioni e dei dati forniti durante i lavori, di assoluto interesse, sono disponibili in rete, principalmente sul magazine on-line di IMS Health Italia.

Il futuro della sanità attraverso dieci possibili punti di svolta

Provare ad immaginare come evolverà l’umanità nel futuro è uno degli esercizi mentali molto spesso sottovalutato e relegato nell’ambito del “gioco”, ma in realtà esso rappresenta il primo passo affinché un’idea anche semplice possa diventare poi realtà. Se tutti coloro che oggi hanno un età fra i 30 e 50 anni dovessero soffermarsi un momento sulle innovazioni tecnologiche e digitali che sono state immesse sul mercato in questi ultimi anni o che saranno disponibili entro breve tempo, non esiterebbero a riconoscere che alcuni oggetti e alcune situazioni erano già state “predette” in alcuni film e telefilm molto in voga negli anni ’80.

Cercare di comprendere in maniera scientifica quali effetti possano avere le scelte e gli avvenimenti odierni sul nostro futuro è un compito che richiede una grande capacità di analisi dei dati (soprattutto nell’incrocio di numerose informazioni provenienti da diverse fonti  alcune volte apparentemente senza alcun correlazione fra loro) e una predisposizione alla conduzione di analisi di scenario molto complesse. E tale tipo di attività richiede un’accuratezza ancora maggiore rispetto allo standard (mediamente già elevato) applicato a questo tipo ricerche nel momento in cui ci si rivolge al mondo della farmaceutica, della sanità, della salute in genere.