Medicina di Laboratorio: Studio di I-Com

Cover Studio I-Com su medicina di laboratorio

La Medicina di Laboratorio rappresenta una nicchia molto vitale del settore life sciences e avrà sempre maggiore spazio nei prossimi anni. Lo studio “Rilanciare il laboratorio del SSN” condotto da I-Com Istituto per la competitività analizza le attuali criticità della medicina di laboratorio e propone delle soluzioni per favorirne la digitalizzazione e aumentare il suo contributo nell’ambito del SSN

 

Quando si parla di digital health solitamente si fa riferimento a tutte le innovazioni che hanno un impatto diretto sulla nostra salute nella vita di tutti i giorni (app, medical device, etc…) oppure a tutti quei strumenti utilizzati in sanità che stanno permettendo di raggiungere significativi miglioramenti nelle prestazioni sanitarie, o ancora tutte quelle applicazioni di supporto all’industria farmaceutica. In realtà esistono tanti ambiti nella life sciences industry che offrono un loro contributo più o meno importante a tutto il settore. Anche in questi ambiti specialistici la rivoluzione digitale può avere un ruolo di rilievo, e uno di questi ambiti è quello della medicina di laboratorio.

Questo tema viene trattato in un recente studio intitolato Rilanciare il laboratorio del SSN. Il ruolo della medicina di laboratorio e della digitalizzazione sull’efficienza e l’efficacia del servizio sanitario italiano scritto dalla Dottoressa Cinzia Aru, dal Dottor Stefano Da Empoli e dal Dottor Davide Integlia e pubblicato da I-Com Istituto per la Competitività proprio nel corso del corrente mese di febbraio 2017. Il rapporto è il frutto di una serie di interviste, alle quali hanno preso parte figure di riferimento del SSN e della medicina di laboratorio, incentrate sul ruolo di quest’ultima sulla qualità dei servizi sanitari e su quali possa essere l’impatto dell’innovazione digitale sulla qualità della diagnostica.

Universalismo diseguale: l’XI Rapporto di Crea Sanità

Poiché la fine dell’anno in corso è ormai prossima, molti centri studi e associazioni di categoria concentrano la pubblicazione di rapporti e studi proprio in questo periodo al fine di poter fornire una loro visione sullo status quo delle materie di loro interesse ed offrire dei suggerimenti al legislatore.

Quest’anno la sanità è uno dei principali argomenti all’ordine del giorno dell’opinione pubblica per il mancato inserimento degli aumenti si spesa previsti dal Patto della salute nella proposta di legge di stabilità presentata dal governo. Questo ulteriore intervento sul budget della sanità pubblica non tiene conto dei non pochi dati riportati in numerosi rapporti e più volte ricordati in molti post di questo blog. Dati e informazioni che vengono ribaditi ulteriormente nell’XI Rapporto Sanità redatto da Crea Sanità e presentato lo scorso 29 ottobre presso la Camera dei Deputati a Roma e che ha come suo assunto principale la constatazione di doversi confrontare con un sistema sanitario italiano caratterizzato da un universalismo diseguale (o imperfetto).

L’Innovazione Digitale e i risparmi in Sanità

Le risorse destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale sono perennemente in pericolo: periodicamente c’è qualche tecnico o qualche politico che cerca di mettere in discussione il principio dell’universalità del SSN per cercare di recuperare delle risorse da destinare alla diminuzione del deficit del bilancio statale: già alcuni interventi sono stati concordati con l’accordo del 2 luglio nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni la quale ha “tagliato” gli aumenti precedentemente previsti per il finanziamento del SSN come stabilito dal Patto per la Salute; poi c’è stata l’intervista al commissario alla revisione della spesa Yoram Gutgeld pubblicata da Repubblica  lo scorso 26 luglio dove veniva ipotizzato un risparmio di circa 10 miliardi di Euro rispetto all’attuale budget pubblico complessivo stanziato per garantire l’operatività del sistema sanitario italiano a cui a fatto seguito in questi giorni il decreto sull’appropriatezza prescrittiva delle prestazioni diagnostiche. Ma questi sono solo gli esempi più recenti.

Eppure in tutti i raffronti con i sistemi sanitari di altri paesi, la parte pubblica della spesa sanitaria viene individuata in una quota pari al 7,0/7,1% del PIL, vale a dire una percentuale inferiore a quella di tutti i maggiori paesi europei e non.

La valutazione della Sanità Pubblica nel Rapporto Annuale ISTAT 2015

Nonostante tutto gode ancora di una buona reputazione. Anche se attaccato, considerato (a torto o a ragione) poco efficiente, costoso, assolutamente non in linea con gli standard raggiunti da altri modelli; nonostante scandali, corruzione, inchieste, sprechi, baronie, nepotismi vari. Nonostante tutto ciò, il nostro Sistema Sanitario Nazionale sembra godere ancora di una buona reputazione. Almeno questo è quello che  risulta leggendo le pagine del Rapporto Annuale Istat 2015, nel quale il criterio della qualità percepita, oltre a quello dell’accessibilità all’assistenza, viene preso come parametro per misurare l’equità allocativa presente nelle varie regioni italiane.

Nel complesso, il 60,8% della popolazione adulta esprime un giudizio positivo sul SSN pubblico, anche se, “spaccando” tale dato su scala regionale, risultano esserci forti differenze di valutazione fra regione e regione, in particolare fra quelle sottoposte a piani di rientro e quelle che non sottostanno a tali programmi di controllo dei costi sanitari. E, come riporta l’ISTAT, si sta assistendo ad una polarizzazione dei giudizi, con punte del 30% di cittadini molto soddisfatti della sanità pubblica nelle regioni del Nord, mentre in quelle del Sud Italia la quota dei fortemente insoddisfatti tocca punte del 30%.

I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

In molti dei miei precedenti contributi ho fatto riferimento ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), senza tuttavia illustrare a cosa si riferisca questa espressione e come si manifesti concretamente nell’ambito del nostro Servizio Sanitario Nazionale.

I LEA sono tutte quelle attività, quei servizi e quelle prestazioni che vengono erogate dal SSN in via del tutto gratuita o dietro il pagamento di un ticket, senza tenere conto di alcuna discriminante reddituale o geografica. Essi sono stati introdotti in via legislativa con il D.Lgs. 502/1992 e il D.Lgs. 299/1999, atti con i quali si è stabilito che il Servizio Sanitario Nazionale non deve essere tenuto ad assicurare tutte le prestazioni sanitarie possibili, ma solo quelle definite nel Piano Sanitario Nazionale e improntate al rispetto dei principi di dignità della persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità delle cure e della loro appropriatezza, e dell’economicità dell’impiego delle risorse.

SSN e Sostenibilità: il Rapporto OASI 2014

Una delle principali tesi che ho cercato di sostenere attraverso alcuni miei post sul presente blog in questi ultimi quindici mesi (vale a dire da quando ho dato avvio all’avventura di MioPharma Blog) è quella di ritenere il nostro sistema sanitario nazionale e le prestazioni da esso garantite assolutamente sostenibili. E’ vero che ci sono ancora ampie sacche di inefficienze e sprechi su cui poter intervenire e veri e propri casi di corruzione da dover perseguire, ma in vari studi e pubblicazioni il rapporto della spesa sanitaria pubblica sul PIL risulta essere in linea con la media dei paesi OCSE.

E devo dire di essere rimasto rinfrancato quando ho potuto constatare che anche il Rapporto OASI 2014, redatto da Cergas e SDA Bocconi e presentato lo scorso 24 Novembre a Milano, giunge alla medesima conclusione. Infatti, stando alle cifre e alle percentuali riportate nel rapporto, nel 2013 si è verificato un calo della spesa dell’1,2% rispetto al 2012 pari a 112,6 miliardi di Euro, determinando il calo del rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL dal 7,3% del 2012 al 7,2% del 2013. In questo quadro, il disavanzo sanitario si è attestato all’1% della spesa corrente (pari a circa 1-1,5 miliardi di Euro), una percentuale che è rimasta stabile a partire dal 2011.

Over the Horizon: le previsioni di IMS Health sul mercato farmaceutico

In questo periodo sono stati pubblicati e presentati numerosi rapporti ed analisi sullo stato della sanità e dell’industria farmaceutica sia a livello nazionale che internazionale. Questo “ingorgo” non mi ha permesso fino ad ora di studiare l’elevata mole di dati ed informazioni messe a disposizione da queste pubblicazioni, ma gradualmente tenterò di offrire il mio punto di vista sui loro contenuti.

L’argomento del post odierno non si discosta di molto da quest’impegno in quanto  con il contributo di oggi vorrei fornire delle brevi ma significative informazioni rese pubbliche nel corso del convegno “Over the Horizon” organizzato da IMS Health e che ha avuto luogo a Milano lo scorso 12 novembre. Purtroppo non ho avuto la possibilità di prendere parte a questo evento, ma molte delle informazioni e dei dati forniti durante i lavori, di assoluto interesse, sono disponibili in rete, principalmente sul magazine on-line di IMS Health Italia.

SSN: che percezione ne hanno i cittadini?

Qual è la percezione che i cittadini italiani hanno del Servizio Sanitario Nazionale e dei vari attori che gravitano intorno ad esso? Quali i problemi che lo affliggono? E quali potrebbero essere le possibili soluzioni in grado di permettere ad esso di essere sostenibile?

Queste sono parte delle domande che sono state trattate nell’indagine intitolata “La sostenibilità della cura” condotta da Doxa Marketing Advice in collaborazione con Value Relations, e commissionata da TEVA, la cui presentazione è avvenuta a Milano lo scorso 30 ottobre. I risultati evidenziano una percezione generale del SSN abbastanza impietosa, con giudizi in termini di efficienza e performance estremamente severi (fatto comunque già segnalato in buona parte nel post Gli italiani e il loro giudizio sul SSN).

Il Convegno Internazionale “Corruzione e Sprechi in Sanità” 2014

Con mio colpevole ritardo riesco solamente ora  a trattare uno degli eventi che dal mio punto di vista ha avuto una grande importanza per il mondo sanitario: il Convegno Internazionale “Corruzione e Sprechi in Sanità” 2014, organizzato da Transparency International Italia, Riscc e Ispe-Sanità, che ha avuto luogo a Roma lo scorso 18 settembre 2014.

Durante il convegno sono state confermate ancora una volta le cifre e le considerazioni riportate nel Libro Bianco sulla Corruption in Sanità presentato il 16 aprile presso la sede della Camera di Commercio di Roma (ora disponibile nella sua versione definitiva) e che ho brevemente desctitto in un mio post precedente (Corruzione in Sanità: il Libro Bianco di ISPE-Sanità): il valore della corruption complessiva nell’ambito della sanità italiana raggiunge l’impressionante cifra di 23 miliardi di Euro,  nel quale la corruzione in senso stretto (vale a dire rientrante nell’illecito penale) vi è ricompresa con un valore pari a 6,4 miliardi di Euro, mentre il rimanente rientra nella voce “inefficienze e sprechi“.

Indicatori in sanità – Terza parte: Efficacia

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Nel precedente mio post relativo agli indicatori in sanità ho cercato di offrire una breve descrizione degli indici impiegati per misurare l’efficienza di un sistema sanitario. Ma l’aver trattato il tema dell’efficienza pone anche l’obbligo di misurare quanto i servizi offerti da un sistema sanitario attraverso le sue prestazioni mediche, diagnostiche, ambulatoriali e ospedaliere, siano in grado di migliorare lo stato di salute dei pazienti. In pratica, occorre misurare la loro efficacia.

Come già osservato in riferimento all’efficienza, anche l’efficacia può essere misurata sulla globalità del sistema sanitario o solamente su determinati aspetti patologici, di sistema e geografici. Infatti, essa può essere analizzata avendo come riferimento il sistema sanitario nel suo complesso, o i singoli servizi sanitari offerti a livello strutturale, o, ancora, le tecnologie utilizzate per l’offerta di una prestazione sanitaria.