Tecnologia in sanità e colli di bottiglia
Non so quanti di voi siano degli appassionati di Star Trek. Personalmente mi è sempre piaciuto moltissimo: un salto in un possibile futuro fatto di viaggi interstellari ad una velocità superiore a quella della luce, antimateria, integrazione con esseri alieni e un alto livello di tecnologia pienamente disponibile per l’intera umanità.
Fra i vari marchingegni che mi hanno sempre affascinato c’era il Tricoder medico che, attraverso una rapida scansione sul paziente, era in grado di fornire il livello di tutti i suoi parametri vitali o la diagnosi clinica di anche uno solo dei suoi organi interni. E pare fantascientifico dirlo, ma l’invenzione di qualcosa di simile, pur con funzioni limitate rispetto al concept originale, è stata annunciata qualche mese fa (l’oggetto in questione è Lo Scanadu Scout).
Ciò significa che, a livello potenziale, in campo medico e sanitario si è già in grado di produrre device o concepire nuove funzionalità che erano considerate fantascientifiche appena 30/40 anni fa. Quindi, si può ritenere che la mancata o limitata applicazione delle nuove tecnologie non dipenda dalla carenza di queste ultime. Anzi, la nostra epoca rappresenta l’età dell’oro per quanto concerne la ricerca e l’implementazione di soluzioni IT nei più svariati campi della vita privata e professionale, tanto che se in un settore domandasse tecnologia per svolgere una determinata attività, l’offerta IT sarebbe in grado di colmarla entro termini relativamente brevi.
Nei sistemi sanitari dei paesi avanzati, il mancato impiego di tecnologia (o l’utilizzo di tecnologia obsoleta) ha fra le sue cause principali una serie di colli di bottiglia che a mio parere sono la lentezza nell’adeguamento delle normative vigenti, la struttura organizzativa dei sistemi sanitari e la reticenza nell’elargire degli adeguati finanziamenti per l’innovazione. E’ vero che è difficile prevedere quali possano essere le possibili evoluzioni della società post-industriale per gli anni venire (quante previsioni sono state fatte nel corso degli ultimi decenni e poi completamente disattese) ma alcune tendenze di fondo sono sempre state visibili e condivise (invecchiamento della popolazione, aumento dei malati cronici, ecc…) e l’averle ignorate pone un problema sulle carenze capacità di analisi e programmazione dei vari organi statali e territoriali che dovrebbero governare il processo di innovazione in campo medico e sanitario.
Gli argomenti che cercherò di trattare nel presente blog seguiranno in genere questi due filoni fortemente interconnessi fra loro: il monitoraggio dell’innovazione informatica e digitale in campo sanitario e farmaceutico, e l’evoluzione (o mancata evoluzione) del sistema sanitario in risposta ai continui cambiamenti della società.
Dino Biselli

