Gli italiani e il loro giudizio sul SSN

L’opinione che i cittadini italiani hanno riguardo la sanità pubblica non è sempre stata delle migliori. Anzi, a ben vedere è sempre stata abbastanza negativa se rapportata a quella nutrita da cittadini di altri Stati nei confronti del proprio sistema sanitario. Nelle conclusioni del libro “Il Sistema Sanitario Italiano” scritto dal Dottor Vittorio Mapelli e pubblicato da Il Mulino nel 2012, l’autore riporta una serie di dati riguardanti il dato di soddisfazione dei cittadini europei nei confronti dei rispettivi sistemi sanitari: secondo un sondaggio effettuato dalla Commissione Europea nel 2010, i belgi risultavano essere i cittadini più soddisfatti della loro sistema sanitario con un grado di approvazione pari al 97%, i francesi hanno espresso un grado di soddisfazione del 91%, mentre gli inglesi erano soddisfatti all’87% del loro famoso NHS. Secondo questo sondaggio il grado di soddisfazione degli italiani verso il SSN era pari al 54%, davanti a Portogallo, Grecia e paesi dell’Est Europa.
In un’indagine condotta dal Ministero della Salute sempre nel 2010, l’ospedale e il pronto soccorso erano considerati di buona qualità solo da un terzo degli italiani, mentre la figura del medico di famiglia lo era al 43%, gli ambulatori e i consultori al 32% e l’assistenza domiciliare al 28%. Tuttavia, Mapelli riporta anche i dati di un’indagine ISTAT svoltasi anch’essa nel 2010 che indicava come la percentuale di coloro tra le persone intervistate che hanno avuto un’esperienza diretta dei servizi offerti dal SSN e che hanno espresso un giudizio positivo saliva all’88% per l’assistenza medica e infermieristica ricevuta in ospedale, al 68% per ciò che riguarda il vitto, al 78% in relazione ai servizi igienici. E in un sondaggio effettuato da “Salute-la Repubblica” pubblicato l’11 dicembre 2011, ben l’85% degli italiani si è dichiarato a favore del SSN, preferendolo ad ogni altro sistema.
Ma come si conciliano i numeri sopra riportati con i risultati dell’indagine svolta dall’istituto Demos di Ilvo Diamanti su incarico dell’associazione ATBV, i cui associati sono medici specialisti di malattie cardiovascolari, e presentati il giorno 23 novembre a Bologna? Da questa ricerca, infatti, risulta che il 65% della popolazione italiana si dichiara soddisfatta della sanità pubblica, con un tasso di approvazione per la classe medica ed infermieristica pari rispettivamente all’80% e al 77,5% (Vedi articolo di Quotidiano Sanità e Tabelle).
Non avendo possibilità di recuperare le caratteristiche delle indagini svolte nel 2010 da Istat, Commissione Europea e Ministero della Salute, e le relative domande poste ai rispettivi campioni, non è possibile fare dei raffronti diretti fra queste e l’indagine condotta da Demos. Tuttavia, vorrei azzardare l’ipotesi che, riguardo quest’ultima, il campione su cui è stata condotta la ricerca abbia una componente maggiore di rispondenti che abbiano già avuto un’esperienza diretta con il SSN (infatti i giudizi espressi sulla classe medica ed infermieristica sono abbastanza vicini a quelli ottenuti dall’indagine ISTAT del 2010 sopra riportata) rispetto a quelle svolte dalla Commissione Europea e dal Ministero della Sanità.
Secondo la mia opinione, se questa mia supposizione fosse esatta, sarebbe un’ulteriore conferma dalla cattiva fama che gode il nostro Servizio Sanitario Nazionale fra coloro che non ne hanno fatto mai ricorso o si sono rivolti ad esso in maniera sporadica (e a volte non senza ragione, visti le sacche di disorganizzazione che lo caratterizzano). Al contrario, coloro che hanno avuto bisogno dei suoi servizi in maniera diretta, hanno una più che ottima opinione delle prestazioni ricevute. E’ come se l’SSN fosse un bravo studente, preparato e pronto a dare il meglio nei momenti importanti, che però agli occhi degli altri appaia svogliato, impreparato e incapace nel comunicare. Il problema è che questa seconda faccia il più delle volte induce a dimenticare i successi ottenuti dalla prima.
Dino Biselli
P.S.: Poiché per motivi di tempo non ho avuto la possibilità di effettuare tutte le ricerche necessarie, mi riservo di ritornare su quest’argomento in futuro ed eventualmente effettuare nuove considerazioni che queste ricerche potrebbero indurre
