Brevi previsioni per il nuovo anno

La consuetudine vuole che ogni volta che ci si approssima alla fine dell’anno si effettui un bilancio dell’anno appena passato e si cerchi di prevedere cosa potrà avvenire nell’anno futuro.
A livello globale, l’anno appena trascorso ha registrato una piccola ripresa economica, anche se i problemi dell’economia mondiale non sembrano ancora essere stati risolti definitivamente, mentre per ciò che riguarda l’Italia, si può affermare che il 2013 a livello economico, sociale e politico è stato un anno molto pesante, soprattutto a causa della cosiddetta “politica dell’austerità” che ha determinato un aumento della tassazione, un minor reddito a disposizione dei cittadini, fatturati e investimenti in contrazione da parte delle aziende. Ciò ha provocato un aumento della disoccupazione, fallimenti di realtà imprenditoriali e una generalizzata diminuzione della domanda.
Il tutto in un quadro politico estremamente difficile, con un Parlamento che a causa della sua composizione non permette la nascita di una maggioranza politica forte in grado di sostenere un governo forte che sia capace di assumere un’iniziativa politica di ampio respiro.
Nel 2014 è attesa una ripartenza dell’economia italiana, anche se la crescita del PIL molto difficilmente arriverà a toccare l’1%, a seguito di una situazione economica mondiale più serena, anche se ancora caratterizzata dal permanere di alcune fragilità di fondo presenti soprattutto in Europa. La disoccupazione invece dovrebbe ancora crescere rispetto ai livelli già drammatici registrati negli ultimi mesi.
In questo quadro macroeconomico, a livello mondiale l’andamento del mercato farmaceutico nell’anno venturo è previsto in una condizione di stabilità (con Fitch che prevede una crescita per le aziende produttrici di farmaci branded indicata intorno al 2/3% come riportato da Rosanna Flammia di Aboutpharma), con una maggiore importanza che stanno assumendo i mercati dei paesi emergenti e con una concentrazione su aree specialistiche. Le scadenze brevettuali avranno ancora una volta un forte impatto sulla redditività, soprattutto in Europa, anche se l’introduzione di nuovi farmaci dovrebbe riuscire a limitarne in parte la portata. Altro fattore che contribuirà decisamente a mantenere bassa la crescita delle aziende pharma sarà anche una prevista riduzione delle vendite di farmaci negli USA, accompagnata da un uso sempre maggiore di prodotti generici e biosimilari, soprattutto in alcuni importanti mercati europei.
Secondo il mio parere, per il mercato italiano il 2014, a meno di cambiamenti ad oggi non programmati o non ancora prevedibili, presenterà una situazione di stabilità o di leggera contrazione in seguito alle possibili limitazioni di spesa a seguito del nuovo Patto per la Salute e al probabile tentativo di incidere sul costo della spesa farmaceutica ospedaliera. Sempre allo scopo di perseguire l’obiettivo di diminuire la spesa regionale, si continuerà a favorire la penetrazione dei farmaci generici, e soprattutto dei biosimilari, e a ricorrere sempre più alla DPC e al coordinamento o fusione dei centri di spesa regionali. Riguardo il livello occupazionale, invece sarà ancora un anno difficile con ulteriori riduzioni del personale sia nell’industria che nell’indotto, come già previsto da Farmindustria nelle sue ultime pubblicazioni.
Dino Biselli
