Il rapporto medico-paziente e la medicina narrativa

Di recente mi sono recato presso il mio medico di famiglia per curare una fastidiosa tosse che ha continuato a persistere a seguito di un piccolo virus para-influenzale. Ho descritto brevemente i miei disturbi, la terapia seguita fino a quel momento e gli switch effettuati. Il medico ha fatto qualche domanda, ha effettuato un breve controllo con lo stetoscopio e mi ha rilasciato una nuova terapia da seguire. E’ stata sicuramente una visita del tutto normale e senza alcuna anomalia, ma riflettendoci su, e ricordando come era stata la mia ultima visita dal medico (si parla di circa 10-15 anni fa), il rapporto di comunicazione fra medico e paziente è effettivamente cambiato.
Nella visione tradizionale del rapporto medico-paziente, quella che per intenderci è tipica della generazione degli attuali persone ultrasessantenni, il medico è visto come il protagonista di questo rapporto, colui che deve essere solamente ascoltato poiché capace di “indagare” sulla malattia e di individuare la soluzione capace di “sconfiggerla”. Per quelli che sono i miei ricordi, in precedenza la visita era quasi un interrogatorio, in quanto il paziente, a parte una breve introduzione iniziale, era incline a rispondere solamente alle domande del medico.
Il progressivo aumento del livello culturale della popolazione anche in campo medico e, soprattutto negli ultimi anni, il sempre maggior ricorso ad informazioni condivise da specialisti in medicina su internet, hanno messo in crisi tale paradigma, costringendo la classe medica ad interrogarsi su come migliorare la comunicazione con il paziente. Ciò per evitare che, in un modello dove quest’ultimo non solo è più informato ma talvolta anche incline a contestare le decisioni del medico, ci si trovi di fronte alla mancanza di dialogo fra il medico e il paziente.
Uno dei frutti di questo ripensamento del rapporto comunicativo fra medico paziente, soprattutto per malattie di una certa gravità e con un forte impatto sulla vita del paziente, è la cosiddetta medicina narrativa.
La medicina narrativa è la condivisione della propria esperienza di malattia con il medico curante raccontata (narrata), in modo orale o scritto, direttamente dal paziente. Essa permette al paziente di poter riflettere sulla sua condizione di malato, di accettarla e di poter assumere un punto di vista meno improntato alla negatività , mentre al medico consente di approfondire la sua diagnosi partendo non dalla malattia ma dalla persona, acquisendo così consapevolezza di come ogni singolo individuo si rapporta con la propria patologia. La medicina narrativa, quindi, va al di là della mera diagnosi oggettiva propria della Medicina basata sulle Evidenze ed utile per migliorare il dialogo e il rapporto fra medico-paziente e l’ascolto ridando la giusta centralità all’ascolto della persona malata e alle sue esigenze.
Già presente nel mondo anglosassone fin dal secondo dopoguerra, da qualche anno a questa parte la medicina narrativa sta affermando anche qui in Italia, ed è ipotizzabile che questa pratica venga sempre più impiegata nel prossimo futuro. Negli ultimi anni sono state prese lodevoli iniziative che ne hanno favorito la diffusione come ad esempio la Campagna Viverla Tutta (sostenuta da Pfizer), il progetto “Medicina Narrativa” dell’Istituto Superiore di Sanità ed altri studi e progetti portati avanti dall’ISTUD.
Comunque sia, la necessità di migliorare la propria relazione con il paziente, di comprendere a fondo il suo rapporto personale con la malattia renderanno necessaria una maggior capacità di ascolto da parte della classe medica e quanto coltivato fino ad oggi con la pratiche introdotte grazie alla medicina narrativa saranno sicuramente delle risorse preziose a cui fare ricorso.
Dino Biselli
Fonti principali
Istituto Superiore di Sanità – Medicina Narrativa (a cura di Domenica Taruscio)
Pfizer Italia – Medicina Narrativa
Viverla Tutta
H.Story
Società Italiana di Medicina Narrativa
Fondazione Istud

Sicuramente la digitalizzazione delle cartelle cliniche riduce un po’ la “narrativa” ma da un lato, al momento della visita, aiuta tantissimo il medico a ripercorrere la storia del paziente.