Indicatori in sanità – Prima parte: struttura e attività

Come per altri settori, anche in sanità occorre monitorare alcuni kpi per comprendere se le risorse economiche, strutturali e umane messe a disposizione dal sistema sanitario, e se tali risorse sono utilizzate in modo adeguato per offrire i servizi sanitari. In particolare, sono utilizzati non solo degli indicatori di struttura, ma anche quelli di attività, che prendono in considerazione ricoveri, trapianti di organi e attività di pronto soccorso

market access new normal post covid IQVIA Italia

Come per altri settori, anche in sanità occorre monitorare alcuni kpi per comprendere se le risorse economiche, strutturali e umane messe a disposizione dal sistema sanitario, e se tali risorse sono utilizzate in modo adeguato per offrire i servizi sanitari. In particolare, sono utilizzati non solo degli indicatori di struttura, ma anche quelli di attività, che prendono in considerazione ricoveri, trapianti di organi e attività di pronto soccorso

Molti degli argomenti trattati finora da MioPharma Blog hanno riguardato il sistema sanitario nazionale: la sua organizzazione, il suo finanziamento, le prestazioni da esso offerte. Tuttavia, occorre affrontare un argomento che è di fondamentale importanza per acquisire di informazioni, valutare i risultati di performance, seguire l’evoluzione di un dato fenomeno nel tempo, effettuare dei confronti, ed eseguire analisi complete ed accurate: l’attività di misurazione.

Per poter effettuare delle misurazioni ci si avvale comunemente di indicatori in grado di riassumere un aspetto o una dimensione in un semplice numero, e ciò vale anche per i fenomeni riguardanti la sanità e il sistema sanitario italiano. Esistono numerosi indicatori utilizzati in sanità che possono essere raggruppati in alcune macro-categorie, e l’analisi di questi strumenti, che sia riferita al singolo indicatore, ad una parte di essi o alla loro totalità, consente (o dovrebbe consentire) di acquisire una maggiore consapevolezza delle peculiarità del nostro sistema sanitario, dei suoi punti di forza e dei suoi punti di debolezza.

Utilizzando come riferimento il “Manuale di Economia Sanitaria” scritto dal Dottor Riccardo Zanella, con questo contributo vengono presentati e descritti una prima serie di indicatori utilizzati in sanità, e nello specifico quelli detti di struttura, impiegati per misurare la distribuzione dei fattori produttivi e il loro utilizzo in relazione al territorio e alla popolazione e, e quelli di attività, che servono per misurare l’attività sanitaria svolta.

LEGGI ANCHE:
Indicatori in sanità – Seconda parte: Efficienza
Indicatori in sanità – Terza parte: Efficacia

 

Indicatori di Struttura

Gli indicatori di struttura più utilizzati sono quelli riferiti al personale sanitario (di tipo generale o suddivisi per profili specifici o per ambito di lavoro), in particolare il rapporto di medici, infermieri e farmacisti per popolazione residente, oltre a quelli relativi al numero di ambulatori, servizi di guardia medica, farmacie, consultori per popolazione residente. Ma esistono anche tutta una serie di indicatori di risorse che sono una prima misurazione di quanto un sistema sanitario sia adeguato a rispondere dei basilari bisogni di salute della popolazione. I più utilizzati sono gli indicatori relativi al numero di posti letto ospedalieri per 1000 abitanti, alla distribuzione delle apparecchiature sanitarie (attrezzature per radioterapia e per risonanze magnetiche) nella misura di unità per milione di abitante.

 

Indicatori di Attività

Fra gli indicatori utilizzati per misurare l’attività svolta, il più noto ed utilizzato anche a livello internazionale è il numero dei ricoveri ospedalieri di pazienti acuti ogni 1.000 abitanti, con la relativa suddivisione fra ricoveri in regime ordinario e in regime di day hospital. priEsistono poi tutta una serie di indicatori che si avvalgono del sistema di classificazione per DRG (Diagnosis Related Groups), partendo dalla semplice distribuzione dei ricoveri in regime ordinario per singolo DRG, passando al calcolo del peso medio di tutti i ricoveri effettuati in un anno (avendo poi la possibilità di spaccare il dato per regione, ospedale, dipartimento, unità operativa), arrivando fino alla percentuale dei DRG “complicati” sul totale dei DRG omologhi. Esistono poi gli indicatori relativi al numero di interventi chirurgici effettuati in un anno in relazione alla popolazione residente, come anche il rapporto dei ricoveri dei residenti rispetto al totale dei ricoveri effettuati e il numero di ricoveri di cittadini residenti (di unità territoriale o di regione di residenza) in relazione a 1.000 abitanti della relativa area di residenza.

Altri indicatori utilizzati sono quelli relativi all’appropriatezza dei ricoveri riferiti ad alcune particolari patologie (ad esempio il diabete): un tasso di ospedalizzazione troppo alto segnala la presenza di problemi strutturali nell’affrontare efficacemente tali patologie. Relativamente all’appropriatezza in relazione ad alcune ben determinate categorie di interventi chirurgici si utilizza come indicatore la percentuale di interventi effettuati in regime di day hospital in rapporto al totale degli interventi chirurgici effettuati. Altro indicatore utilizzato è quello dei DRG medici in reparti chirurgici che è costituito dalla percentuale di pazienti dimessi dai reparti di chirurgia senza essere sottoposti ad intervento chirurgico: un valore troppo elevato indica la presenza di ripetuti casi di ricovero inappropriato.

 

Trapianti e Pronto Soccorso

Riguardo le attività legate ai trapianti di organi, gli indicatori utilizzato sono: il numero di donatori morti per milione di abitanti (donatori potenziali); il numero di espianti di organi effettuati per milione di abitanti (donatori effettivi); il numero di espianti in relazione al numero di donatori potenziali; il numero di trapianti per milione di abitanti (complessivo o suddiviso per organo).

Anche il pronto soccorso è sottoposto a monitoraggio, soprattutto per quanto riguarda il numero di accessi, la gravità delle condizioni cliniche al momento dell’accesso e i relativi esiti. Al di fuori del mondo ospedaliero, gli indicatori utilizzati sono il numero di visite mediche per abitante e il numero di prescrizioni farmaceutiche (ricette SSN) emesse per abitante.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Manuale di Economia Sanitaria – Riccardo Zanella

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.