Biotech del pharma in Italia: report 2014

Biotech del pharma in Italia: report 2014

Nonostante in Italia il 2013 sia stato un anno molto difficile per l’intero apparato produttivo ed industriale nazionale, il settore delle biotecnologie applicate in ambito farmaceutico e medicale è riuscito a confermare una certa tenuta sia in termini di fatturato che di investimenti. Ciò è quanto emerge dal “Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014” redatto da Ernst&Young presentato il 18 giugno scorso dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, e dal presidente del gruppo Biotecnologie di Farmindustria, Eugenio Arighieri.

Come prima cosa dal rapporto emerge ancora una volta che il settore farmaceutico nell’ambito biotecnologico gioca ancora un ruolo di assoluto rilievo con ben 176 aziende biotech dedicate al mondo pharma su un totale di 241 imprese dedicate al mondo salute (Red Biotech) e un totale di 422 imprese dell’intero comparto biotecnologico italiano. Nel 2013 il fatturato delle aziende biotech pharma assommava complessivamente 5.939 milioni di Euro pari al 89% del totale fatturato del settore Red Biotech (6.662 milioni) e al 84,2% di quello dell’intero comparto (7.050 milioni di Euro). Percentuali che trovano conferma, seppur in misura leggermente minore, anche nel momento in cui si vanno a prendere in considerazione gli investimenti e gli addetti in R&S dell’ambito biotech pharma (pari rispettivamente a 1.082 milioni di Euro e a 4.658 addetti) che, se raffrontati con il solo settore del Red Biotech, hanno pesato rispettivamente per il 78% e l’89%, mentre, se raffrontati con l’intero comparto, hanno pesato per rispettivamente per il 71.3% e il 70.3%.

Ancora più interessanti sono le informazioni derivanti dalla suddivisione dei dati relativi alle sole 176 aziende biotech operanti in ambito pharma:

  • di queste, 51 sono vere e proprie imprese del farmaco biotech, mentre le rimanenti 125 sono aziende dedicate alla pura ricerca o che non hanno come core business la produzione di farmaci biotech;
  • le imprese del farmaco biotech hanno fatturato complessivamente una cifra pari al 5.465 milioni di Euro (pari al 92% del totale), mentre le altre aziende hanno fatturato una cifra pari a 474 milioni di Euro;
  • gli investimenti in R&S per le imprese del farmaco sono stati 917 milioni di Euro (pari al 84.7% del totale), mentre le altre aziende hanno assommato una cifra pari a 165 milioni;
  • il numero di addetti è stato pari a 3.498 unità (corrispondente al 75,1% del totale), mentre le altre aziende hanno impiegato 1160 addetti.

Ma è possibile constatare la stabilità del settore, anche in un anno caratterizzato da un crescita economica negativa, dal raffronto dei numeri dell’attuale rapporto con quelli riportati nel rapporto precedente:

  • il numero di aziende è rimasto pressoché stabile (nel 2012 ne erano state rilevate 178);
  • anche il fatturato totale è rimasto sostanzialmente stabile, con un leggero progresso dello 0,8%: le imprese del farmaco hanno registrato un aumento del fatturato complessivo pari allo 0,5% (era di 5.439 milioni di Euro nel 2012), mentre le altre pharma biotech hanno riportato un aumento pari allo 5,1% (451 milioni di Euro nel 2012);
  • gli investimenti in R&S sono stati anch’essi in aumento, con una percentuale del 2,3%, ma con una netta distinzione: gli investimenti delle imprese del farmaco sono aumentati del 3,5% (erano pari a 886 milioni di Euro nel 2012), mentre gli investimenti delle altre pharma biotech sono calati della medesima percentuale (171 milioni nel 2012);
  • qualche nota dolente si è registrata nel numero di addetti impiegati in R&S, con un calo complessivo pari al 2,7%: ma anche in questo caso si riscontra una certa differenza fra le imprese del farmaco, che limitano il calo ad una percentuale pari al 1.3% (3.545 addetti nel 2012),e le altre pharma biotech che registrano un calo più marcato, pari allo 6,5% (nel 2012 gli addetti erano 1.241.

Constatato tutto ciò, gli interventi che negli ultimi mesi il presidente Scaccabarozzi ha richiesto in più occasioni, come la semplificazione regolatoria, il superamento della frammentazione del SSN, un’adeguata remunerazione dei farmaci e un quadro politico e di governance pubblica stabile, non sono solamente delle richieste di “retroguardia”, a difesa di un settore oramai maturo ed incapace di difendersi sul mercato, bensì delle azioni necessarie in grado di far volare economicamente e lavorativamente  una ambito industriale già oggi, stabile, innovativo e competitivo. Solo in questo modo si sarà in grado di attrarre nuove risorse come ribadito dal Presidente Scaccabarozzi nel momento in cui afferma che “con scelte forti e politiche nuove e stabili per i prossimi due anni, le imprese del farmaco sono pronte ad investire 1,5 miliardi di euro e ad assumere 1.500 laureati, per essere ancora più competitive”.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Rapporto sulle Biotecnologie del settore farmaceutico in Italia 2014

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