Indicatori in sanità – Seconda parte: Efficienza

Dopo aver analizzato gli indicatori di struttura e gli indicatori di attività di un sistema sanitario, vengono elencati e descritti altri indicatori, questa volta impiegati per valutare l’efficienza del sistema sanitario (o anche di un singolo SSR, o di un singolo ospedale, fino ad arrivare al singolo reparto o alla singola unità operativa)

indicatori di efficienza in sanità

Dopo aver analizzato gli indicatori di struttura e gli indicatori di attività di un sistema sanitario, vengono elencati e descritti altri indicatori, questa volta impiegati per valutare l’efficienza del sistema sanitario (o anche di un singolo SSR, o di un singolo ospedale, fino ad arrivare al singolo reparto o alla singola unità operativa)

Come noto ai più, l’efficienza è il rapporto fra input (risorse impiegate) e output (beni prodotti e/o servizi erogati) e in ambito sanitario essa viene misurata da indicatori di rendimento che permettono il monitoraggio della produttività delle risorse fisiche utilizzate (oppure del loro valore) in relazione ai volumi di attività prodotti dal sistema sanitario o a precisi benchmark di riferimento. Tali indicatori di efficienza hanno degli scopi ben determinati: offrire delle misurazioni che permettano di adottare misure tali da permettere la massimizzazione dei beni prodotti o dei servizi erogati in relazione ai fattori produttivi impiegati e la minimizzazione dei costi di produzione.

Gli indicatori di efficienza possono essere suddivisi in tre grandi categorie: gli indicatori che misurano la produttività del personale, quelli che misurano la produttività del complesso di risorse e, infine, quelli riguardanti il costo delle risorse.

LEGGI ANCHE:
Indicatori in sanità – Prima parte: struttura e attività
Indicatori in sanità – Terza parte: Efficacia

 

Produttività del Personale

In questa classe di indicatori i più utilizzati, sia a livello di singola struttura che a livello aggregato, sono:

  • il numero di dimissioni per medico;
  • il numero di giornate di degenza per unità di personale infermieristico;
  • il rapporto medici/infermieri per posto letto;
  • il numero di atti diagnostici o terapeutici per operatore e/o per ore lavorate;
  • il rapporto interventi chirurgici/chirurghi.

 

Produttività del complesso di risorse (efficienza organizzativa)

Gli indici più utilizzati di questa classe sono:

  • l’Indice di Rotazione di posti letto (IR) sia per la degenza ordinaria che per quella in regime di day hospital: è il rapporto fra la quantità di ricoveri e il numero dei posti letto;
  • il Tasso di Utilizzo dei Posti Letto (TUPL) in regime di degenza ordinaria che consta nel rapporto fra il numero delle giornate effettive di degenza e il numero di giornate teoriche di degenza (numero dei posti letto moltiplicato per 365);
  • l’Intervallo di Turn Over (ITO) in regime di degenza ordinaria che, attraverso il rapporto fra la differenza del numero di giornate teoriche di degenza da quelle effettive con il numero di ricoveri, si pone l’obiettivo di misurare quanti giorni rimane vuoto un letto;
  • la Degenza Media (DMD) che, con il rapporto fra numero di giornate di degenza e numero di ricoveri, misura la durata media di un ricovero ospedaliero. Per l’importanza che esso riveste, per le innumerevoli variabili che possono determinare il suo risultato e per le numerose interpretazioni a cui tale dato può essere sottoposto, nel momento in cui si vanno a confrontare dati relativi a differenti patologie si ricorre a rapporti standardizzati di degenza in modo da rendere confrontabili risultati appartenenti a differenti reparti. E per ottenere ciò si utilizza l’Indice Comparativo di Performance, che permette l’interpretazione della variazione delle giornate di ricovero erogate in relazione a quelle osservate per il DRG di riferimento, e l’Indice di Case Mix (ICM) che è il rapporto fra il peso medio del fenomeno osservato ponderato con il sistema dei pesi DRG e il peso medio del campione di riferimento, anch’esso ponderato con il sistema dei pesi DRG. Un altro indice di “esplicativo” è la Degenza Media Trimmata (DMt) riferita d ogni DRG: il sistema di calcolo è il medesimo della DMD ma con l’esclusione dal computo delle giornate di degenza effettive dei casi anomali (degenze inferiori a 2 giorni o superiori ad un determinato valore soglia);
  • il rapporto fra il numero di interventi chirurgici e il numero di sale operatorie;
  • la Degenza Media Pre-Operatoria per DRG chirurgici costituita dalla differenza fra le giornate di degenza totali dei pazienti chirurgicamente trattati e le giornate di degenza post-operatoria totali per questi medesimi pazienti, in rapporto al numero di pazienti chirurgicamente trattati;
  • il rapporto fra il numero di prestazioni chirurgiche in day-surgery e il numero di prestazioni chirurgiche totali.

 

Costo delle Risorse

In questa classe di indicatori troviamo:

  • il costo medio di una singola giornata di degenza;
  • il costo medio per paziente ricoverato;
  • il costo medio per singola tipologia di DRG;
  • il margine di contribuzione del singolo reparto, che si ottiene dal rapporto della differenza fra ricavi e costi di un singolo reparto con i ricavi totali di tutti i reparti ospedalieri.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Manuale di Economia Sanitaria – Riccardo Zanella 

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