Ricerche di mercato e Pharma – Aspetti relativi al questionario
Nell’ambito delle indagini quantitative, il questionario rappresenta ancora oggi il principale strumento utilizzato per facilitare la raccolta dei dati e delle informazioni che poi dovranno essere “puliti”, controllati, codificati ed analizzati. Dopo essere stato elaborato dal ricercatore, il questionario deve ottenere il via libera da parte del cliente, il quale potrebbe anche richiedere l’inserimento di ulteriori quesiti e, per questo causare un sensibile aumento dei singoli tempi di intervista che, per un professionista sanitario, sono già molto ristretti…

Nell’ambito delle indagini quantitative, il questionario rappresenta ancora oggi il principale strumento utilizzato per facilitare la raccolta dei dati e delle informazioni che poi dovranno essere “puliti”, controllati, codificati ed analizzati. Dopo essere stato elaborato dal ricercatore, il questionario deve ottenere il via libera da parte del cliente, il quale potrebbe anche richiedere l’inserimento di ulteriori quesiti e, per questo causare un sensibile aumento dei singoli tempi di intervista che, per un professionista sanitario, sono già molto ristretti…
Se si dovesse chiedere, ad una qualsiasi persona che opera nel settore delle ricerche di mercato, quali siano gli elementi principali che caratterizzano le ricerche di mercato, è molto probabile che una quota molto alta delle risposte ricevute indicherà il questionario. Ancora oggi, quest’ultimo rappresenta di gran lunga il principale strumento con il quale poter recuperare i dati e le informazioni che poi vengono elaborati ed analizzati dai ricercatori. Il questionario, quindi, è un mezzo essenziale per raggiungere quegli outcome necessari per far sì che gli obiettivi di una data ricerca possano dirsi raggiunti.
Già in interventi precedenti è stato specificato che nelle ricerche qualitative si fa ricorso ad una traccia piuttosto che ad un questionario vero e proprio. Infatti, la traccia è molto più simile ad un’intervista in senso classico, capace di lasciare un ampio margine di risposta, mentre la caratteristica dei questionari, comunemente intesi, è quella di cercare di limitare il numero delle opzioni possibili di risposta alla persona intervistata. In pratica, con il questionario si “impone” all’intervistato uno schema prestabilito di domande con pochi spazi a disposizione per considerazioni aperte, prestabilito in fase di progettazione e difficilmente modificabile, e per queste sue caratteristiche è utilizzato principalmente per le indagini quantitative.
I moduli base del questionario
Una prima bozza del questionario viene solitamente redatta dal ricercatore che ha in carico la responsabilità della gestione del progetto di ricerca. Normalmente il flusso di quesiti presenti nel questionario ha avvio con una prima parte detta di screening, dove vengono poste delle domande per verificare se la persona che si vuole intervistare abbia effettivamente i requisiti necessari per essere incluso nel campione. In realtà, solitamente queste brevi domande vengono già proposte in fase di field e quindi sono delle pure formalità.
Quando si sottopone un questionario ai medici, nella quasi totalità dei casi i primi quesiti riguardano informazioni relative all’attività del professionista in generale e, nel caso, anche della struttura sanitaria dove lavora: queste sono le cosiddette domande di “profilazione“ che permettono di determinare le caratteristiche personali dell’intervistato. In seguito, si procede con il trattare l’argomento della ricerca da un punto di vista generale, per poi passare a una o più sezioni dedicata al o agli argomenti specifici dell’intervista. Finito il questionario, si effettuano delle brevi domande relative ai recapiti telefonici e di recapito postale, per l’eventuale invio di riviste o omaggi a titolo di ringraziamento per il tempo dedicato dal professionista.
Possibili criticità del questionario dovute a richieste del cliente
Il questionario deve avere il via libera da parte del cliente, il che alcune volte pone problemi di programmazione temporale dell’intera ricerca: soprattutto quando si collabora con aziende di grandi dimensioni, esso solitamente deve avere il via libera da parte di più uffici e/o direzioni, e ciò rischia di far slittare di molto l’inizio della rilevazione. Altra difficoltà nella quale si può incorrere quando ci si confronta con il cliente è la struttura del questionario: dal numero di domande, alla lunghezza delle singole voci, alla vera e propria struttura del layout.
Inoltre, solitamente il cliente tenta di concentrare più obiettivi in un’unica rilevazione, alcune volte anche non strettamente inerenti agli scopi della ricerca in essere. Ciò può comportare un eccessivo aumento del numero delle domande, dei testi di descrizione e delle opzioni di risposta. Se si tiene conto del fatto che i medici solitamente hanno poco tempo da dedicare alle attività inerenti alle ricerche di mercato, tutto ciò pone un grosso ostacolo non solo per il reperimento (quando si afferma che il questionario porterà via solamente 15 minuti, quasi sempre si percepisce lo scetticismo della persona a cui viene rivolta questa rassicurazione), ma soprattutto per il completamento dell’intervista e la qualità della stessa (arrivati ad un certo punto gli intervistati iniziano a rispondere quasi a caso pur di finire al più presto il questionario).
In tale situazione, il ricercatore dovrebbe confrontarsi con il cliente cercando di fargli comprendere che un’eccessiva lunghezza del questionario rischia di compromettere la qualità dei dati raccolti inficiando così anche la successiva fase di analisi. A tal proposito è utile effettuare dei test per verificare la scorrevolezza del questionario e il tempo medio necessario per il suo completamento, sfruttando l’occasione anche per verificare se si siano compiuti degli errori nell’elaborazione delle domande e nella loro sequenza.
L’attenzione nel linguaggio nelle life sciences
Un aspetto di non poco conto quando si progetta un questionario dedicato a professionisti della sanità e della salute è il linguaggio: contrariamente a tutte le altre rilevazioni, il linguaggio deve essere sì chiaro e scorrevole, ma non privo di termini ed espressioni di carattere scientifico, poiché in caso contrario si potrebbe dare l’impressione che il lavoro di preparazione della ricerca sia stata fatta in maniera approssimativa e poco seria.
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