Il Rapporto di Confindustria sulla White Economy

Il Rapporto Annuale 2018 sulla Filiera della Salute redatto da Confindustria quantifica il contributo della white economy alla ricchezza nazionale: fra parte pubblica e privata essa determina più di un decimo del Pil italiano e rappresenta uno settore trainante per l’intera economia italiana

cover filiera della salute 2018

Il Rapporto Annuale 2018 sulla Filiera della Salute redatto da Confindustria quantifica il contributo della white economy alla ricchezza nazionale: fra parte pubblica e privata essa determina più di un decimo del PIL italiano e rappresenta uno settore trainante per l’intera economia italiana

Quando si parla dell’impatto della sanità sull’economia di uno Stato normalmente si fa riferimento a quale sia la quota che la spesa sanitaria assorbe dal bilancio pubblico e dalla compartecipazione dei privati. Ma qual è il contributo dell’intera fiera della salute alla ricchezza nazionale? A questa e ad altre domande ha risposto il Rapporto Annuale intitolato Filiera della Salute redatto da Confindustria con la collaborazione di AIOP, Assobiomedica, Farmindustria, Federchimica e Federterme, e presentato a Roma lo scorso gennaio.

Una filiera quella della salute molto articolata che coinvolge numerosi settori: infatti essa ha una componente pubblica, nella quale sono ricompresi i servizi erogati dagli ospedali pubblici, dai medici di medicina generale e più in generale, da tutte le strutture/professionisti che sono parte del Servizio Sanitario Nazionale, e da una componente privata composta dai settori della manifattura, dal commercio e dai servizi.

Il contributo della della cosiddetta white economy (come viene soprannominata l’intera filiera della salute), alla ricchezza nazionale è stato stimato, con riferimento al 2015, essere pari al 10,7% del PIL, corrispondente a 175,9 miliardi di Euro di valore aggiunto. Percentuale simile a quella degli addetti assorbiti dall’intera filiera, pari al 10% del totale delle persone occupate in Italia e corrispondenti a circa 2,4 milioni di addetti.

Valori Filiera della Salute 2018 - Confindustria

Il rapporto dedica un intero capitolo alla filiera della salute privata, analizzando il contributo che ogni settore che la compone offre allo sviluppo dell’economia nazionale

Le cifre delle filiera privata della salute
Rapporto Annuale 2018  –  Filiera della Salute

Le cifre riportate qui sopra, seppur molto importanti, non riescono a rendere al meglio l’idea di quale sia stato il contributo di questa parte della white economy in anni molto turbolenti a livello economico: infatti, il valore della produzione della filiera della salute privata al 2015 è stata pari a 100,7 miliardi di Euro, con fatturato che ha raggiunto ben 145 miliardi di Euro e un valore aggiunto di 49,2 miliardi di Euro, dato quest’ultimo in aumento del 14,3% rispetto a quello relativo all’anno 2008, a fronte di un sostanziale stagnazione di quello relativo all’economia italiana nel suo complesso rilevato nello stesso lasso di tempo.

La produttività della white economy privata, intesa come il rapporto fra valore aggiunto e i circa 910.000 addetti che sono occupati in questa parte della filiera della salute, al 2015 era pari a Euro 54.139 (contro Euro 45.544 dell’intera economia privata italiana). Inoltre, prendendo come riferimento l’intervallo di tempo 2008-2015, l’occupazione della filiera della salute privata ha registrato un incremento del 3,35%, dato da considerarsi eccezionale poiché nello stesso periodo il dato nazionale ha registrato un -9,2%.

Il settore manifatturiero, che è composto dall’industria farmaceutica e dei dispositivi e tecnologie medicali, nel 2015 ha registrato i seguenti dati:

Filiera_salute_privata_manifattura

L’attività manifatturiera della white economy privata ha generato il 4,3% del fatturato italiano complessivo nel settore manifatturiero (4,0% nel 2008), il 6% del valore aggiunto totale (5,5%), il 4,0% del totale occupati nel comparto manifatturiero (3,8%), e il 6,7% dell’export della manifattura (4,8%).

Il comparto commerciale, suddiviso in tre sottosettori (intermediari del commercio, grossisti e commercianti al dettaglio di medicinali), nel 2015 è stato caratterizzato da questi risultati:

Filiera_salute_privata_commercio

Il settore del commercio della filiera della salute privata nel 2015 aveva un fatturato pari al 6,8% del comparto commerciale italiano (5,9% nel 2008), un valore aggiunto pari al 10,8% del valore aggiunto totale del commercio (9,1%), e un numero di occupati pari al 6,4% del totale occupati nel commercio (6,0%).

Il comparto dei servizi privati comprende tutte quelle strutture che sono classificate come servizi ospedalieri, studi medici e odontoiatrici, servizi di assistenza sanitaria, oltre alle strutture di assistenza infermieristica residenziale, alle strutture termali e ai servizi di assistenza sanitaria forniti da privati, e nel 2015 ha ottenuto i seguenti risultati:

Filiera_salute_privata_servizi

Il settore dei servizi che è parte della filiera della salute nel 2015 ha realizzato il 6,0% del fatturato totale dell’intero comparto italiano dei servizi (5,5% del 2008), l’8% del valore aggiunto totale (7,5%) e ha assorbito il 7,7% degli addetti dell’intero comparto dei servizi (7,1%).

Analizzando il peso di questi tre comparti limitatamente nell’ambito della filiera della salute, appare evidente che quello dei servizi prevale in assoluto in tutte e tre le metriche analizzate, anche se in quella del fatturato il comparto manifatturiero registra una quota quasi paritaria.

composizione produzione filiera della salute

composizione valore aggiunto filiera della salute

composizione occupazione filiera salute privata
Rapporto Annuale 2018  –  Filiera della Salute

Il Rapporto si conclude con alcune proposte di azioni tese a valorizzare il ruolo della filiera della salute, in particolare il superamento della gestione della spesa sanitaria “a silos”, la definizione di una strategia dell’innovazione sanitaria e della ricerca di lungo periodo, la crescita degli investimenti in R&S dedicati alla nuova imprenditorialità, il sostegno alla creazione di reti cliniche specialistiche di eccellenza, e la promozione dello sviluppo del turismo sanitario.

Inoltre, le associazioni di categoria coinvolte nella stesura del rapporto richiedono la garanzia di avere un quadro giuridico di riferimento certo attraverso la stabilità normativa di lungo periodo, il tutto allo scopo per incentivare gli investimenti nella filiera. Altre richieste sono il rafforzamento della governance sanitaria a livello nazionale, lo studio e l’attuazione di un grande piano digitale per il sistema salute, e la realizzazione di un sistema di alta formazione per le figure operanti in sanità.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Rapporto Confindustria Filiera della Salute 2018

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