Il Valore in Sanità: Value Based Healthcare

Il tema del Value Based Healthcare è stato oggetto di un convegno organizzato da Medtronic Italia, VINTALI e Il Sole 24 Ore dal titolo “Value Based Healthcare. Una strategia per l’Italia” che ha avuto luogo lo scorso 3 maggio. Durante l’evento è stato presentato il rapporto The Value Agenda for Italy contenente un piano di azione studiato appositamente per il sistema sanitario italiano

cover_valued_based_healthcare_medtronic

Il tema del Value Based Healthcare è stato oggetto di un convegno organizzato da Medtronic Italia, VINTALI e Il Sole 24 Ore dal titolo “Value Based Healthcare. Una strategia per l’Italia” che ha avuto luogo lo scorso 3 maggio. Durante l’evento è stato presentato il rapporto The Value Agenda for Italy contenente un piano di azione studiato appositamente per il sistema sanitario italiano

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano ha compiuto quarant’anni e questa sua raggiunta maturità rende necessario effettuare un check-up completo del suo funzionamento per capire e superare i numerosi acciacchi dai quali è affetto e per prevenire, se non tutte, almeno alcune delle criticità che nel prossimo futuro potrebbero minarne il suo funzionamento e la sua sostenibilità.

Uno degli appuntamenti che ha offerto un contributo in questo senso è stato il convegno “Value Based Healthcare. Una strategia per l’Italia”, promosso da Medtronic Italia, che ha avuto luogo lo scorso 3 maggio presso la sede milanese del Il Sole 24 Ore. Durante l’evento è stato presentato il report intitolato The Value Agenda for Italy, realizzato da VIHTALI, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Medtronic, con argomentate le soluzioni operative individuate per consentire l’approdo alla Value Based Healthcare.

La Value Based Healthcare, ossia l’assistenza sanitaria basata sul valore, è un concetto declinato per la prima volta da Michael Porter ed Elizabeth Teisberg ed è una strategia che si basa, per ogni condizione clinica, sulla massimizzazione del valore per il paziente attraverso il raggiungimento del miglior rapporto possibile tra risultato ottimale delle cure (il ripristino del massimo stato di salute possibile), e la spesa sostenuta per ottenere quel risultato. Approfondendo ulteriormente questa definizione, il valore in sanità non solo risulta essere legato a quello del monitoraggio continuativo sia degli esiti di salute che dei costi sostenuti, ma anche a quelli di:

  • distribuzione delle risorse presso la popolazione (valore allocativo);
  • appropiatezza delle risorse per bisogni specifici di salute (valore tecnico);
  • allineamento fra risultati di salute e aspettative del paziente (valore personale).

Tralasciando l’elenco di tutte le criticità che caratterizzano la salute della popolazione italiana e il nostro sistema sanitario (tutte informazioni ampiamente trattate anche in altri rapporti e in altri post del presente blog), negli interventi dei vari ospiti che hanno preso parte alle varie tavole rotonde che si sono susseguite durante il corso della mattinata è stato sottolineato, sia esplicitamente che implicitamente, come sia assolutamente necessario che i vari player rientranti a vario titolo nell’ambito sanitario e medicale agiscano di concerto fra loro per far sì che si possa ottenere valore in sanità.

Obiettivo non semplice, poiché significa dover coordinare le attività di tutti coloro che fanno parte del mondo della sanità in modo tale che esse rispondano ad una finalità di fondo comunemente condivisa, laddove oggi, invece, permane la ricerca del raggiungimento dei soli fini specifici per il ruolo che si ricopre nel sistema.

Tramite la Valued Based Healthcare, questa finalità comune è individuata nella centralità del paziente, nel considerarlo non più un caso simile ad altri che sono affetti dalla medesima patologia, alla quale è associato un percorso di diagnosi e cura più o meno standard, bensì una persona con delle proprie peculiarità a livello di salute che richiedono degli interventi personalizzati e mirati.

Bisogna organizzare il sistema attorno ai bisogni dei pazienti e non attorno alle specialità o alle tecnologie, focalizzarsi sui risultati di salute ottenuti e non su volumi e redditività dei servizi erogati.

Per fare ciò occorre superare la logica dei silos che caratterizza la governance della sanità italiana, strutturare l’offerta sanitaria e di assistenza in modo da consentire un approccio più integrato nella gestione delle singole patologie e individuare nuovi modelli di finanziamento che non si basino più sulla singola prestazione ma al contrario sulla performance e sulla qualità degli outcome ottenuti.

Partendo da tali presupposti, e tenendo conto delle peculiarità uniche del sistema sanitario italiano, nel rapporto viene presentata la cosiddetta Value Agenda, un insieme di azioni ed interventi che devono essere intraprese in sei aree ben individuate:

  • Organizzazione delle Unità di Assistenza Integrate (Integrated Practice Units – IPUs): creazione di strutture dove sia possibile offrire al paziente l’intero processo di assistenza per una determinata patologia, dalla componente clinico-terapeutica fino a quella di engagement passando per quella di counseling;
  • Misurazione dei Risultati e dei Costi per ciascun paziente: attività già oggi resa possibile attraverso l’attivazione del Piano Nazionale Esiti (PNE), ma che richiede un’ulteriore integrazione di ulteriori dati che consentano di quantificare i costi dell’intero processo assistenziale per ciascun paziente;
  • Implementazione dei Bundled Payments come modalità di finanziamento: si configurano come finanziamenti che coprono o un intero ciclo di assistenza (in caso di patologie acute), o l’assistenza complessiva per un periodo predefinito (in caso di patologie croniche o di azioni di prevenzione per determinate popolazioni di pazienti). Si tratta di una strada intrapresa in particolare dalla Regione Lombardia nella presa in carico dei malati cronici;
  • Integrazione dell’assistenza nonostante strutture separate;
  • Superamento del limite geografico, nel senso che occorre ripensare l’organizzazione e il ruolo delle strutture sanitarie che non erogano servizi di assistenza di base secondo una logica che trascenda i limiti geografici (in particolare quelli regionali);
  • Costruzione di una piattaforma informatica efficiente, strutturata come uno strumento trasversale e plurifunzionale in grado di raccogliere e rendere disponibili tutti i dati relativi ai vari servizi e ai cicli di cura avendo un solo vero punto di aggregazione: il paziente.

Tuttavia, il raggiungimento della Value Based Healthcare sarà possibile solamente se i tutti i player del mondo della sanità (istituzioni, provider sanitari, payers, industria, servizi, ecc…) riusciranno ad instaurare una collaborazione che permetta di coordinare e finalizzare le loro azioni al raggiungimento di questo obiettivo.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
The Value Agenda for Italy

1 ha pensato a “Il Valore in Sanità: Value Based Healthcare

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.