Incontro al Futuro: i Risultati dell’Industria Farmaceutica
“Incontro al Futuro” è il titolo della Relazione di Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, illustrata durante l’Assemblea Pubblica dell’associazione che ha avuto luogo lo scorso 11 luglio. L’industria farmaceutica italiana è in buona salute e continua ad ottenere ottimi risultati di crescita, anche se innovazione e criticità da risolvere pongono nuove sfide da affrontare e superare

“Incontro al Futuro” è il titolo della Relazione di Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, illustrata durante l’Assemblea Pubblica dell’associazione che ha avuto luogo lo scorso 11 luglio. L’industria farmaceutica italiana è in buona salute e continua ad ottenere ottimi risultati di crescita, anche se innovazione e criticità da risolvere pongono nuove sfide da affrontare e superare
Proprio nell’anno dei festeggiamenti per i suoi quarant’anni, Farmindustria, nella figura del suo presidente (fresco di riconferma) Dottor Massimo Scaccabarozzi, ha ufficializzato il raggiungimento di quello che è stato il suo obiettivo dichiarato degli ultimi anni: con un valore della produzione complessiva che ha raggiunto la cifra di 31,2 miliardi di Euro, l’industria farmaceutica italiana è diventata la prima in Europa, superando finalmente quella tedesca. E il settore sta continuando a crescere ad un ritmo che attualmente è difficilmente riscontrabile in altri comparti dell’economia italiana, con i primi 4 mesi del 2018 che hanno registrato +7% nella produzione industriale, +6% nell’export e +1% nell’occupazione.
L’Assemblea Pubblica di Farmindustria, che ha avuto luogo lo scorso 11 luglio presso l’Auditorium Conciliazione di Roma, come ogni anno ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla situazione attuale della industry farmaceutica e sulle sfide e le occasioni che il comparto dovrà affrontare nel prossimo futuro. In particolare, il Presidente Scaccabarozzi nella sua relazione intitolata “Incontro al Futuro” ha sottolineato come l’industria farmaceutica italiana continua ad avere una forte propensione all’export, che nel 2017 ha raggiunto i 24,78 miliardi di Euro di controvalore (pari al 79,4% del valore della produzione), e rappresenta uno dei comparti che negli ultimi anni ha progressivamente aumentato il numero degli occupati, raggiungendo nel 2017 la cifra di 65.400 addetti, grazie all’aumento di 1.000 unità solo nell’ultimo anno e ad una crescita dell’occupazione del 4,5% nell’ultimo biennio.
La vera essenza dell’industria del farmaco, tuttavia, risiede nella sua capacità di innovare e nello spirito di ricerca che la caratterizza: non solo a livello di prodotto, ambito nel quale l’innovatività è sempre stata presente, ma seppur timidamente anche a livello di business management, nonostante l’approccio conservatore che da sempre ha caratterizzato il settore non sia stato del tutto superato. Nel 2017 gli investimenti in R&S sono ammontati a 1,5 miliardi di Euro ed hanno coinvolto 6.400 addetti (ben 700 milioni sono stati dedicati agli studi clinici), mentre altri 1,3 miliardi di Euro sono stati dedicati allo sviluppo degli impianti produttivi che, grazie agli investimenti sostenuti nel corso degli ultimi cinque anni, hanno contribuito in modo decisivo all’incremento della produzione (aumento che per il 55% del suo valore è stato dovuto a nuove attività avviate accanto a quelle già esistenti).
L’innovazione è una sfida con la quale l’industria farmaceutica italiana non vuole e non potrà evitare di affrontare, pena la perdita di tutto quel patrimonio di competitività che essa ha accumulato negli ultimi decenni. Il progressivo invecchiamento della popolazione, il conseguente aumento di pazienti affetti da patologie croniche, e i limiti di budget imposti alla spesa sanitaria (e farmaceutica in particolare) da parte dei payer pubblici e privati: sono tutti fattori che spingono le imprese farmaceutiche a ricercare nuovi modelli di business e ad applicare processi produttivi innovativi.
Dalla relazione del Presidente Scaccabarozzi si può comprendere come l’innovazione non riguarda solo la tecnologia, che con l’avvento dei big data (e non solo) sta richiedendo alle imprese del farmaco un continuo impegno in ricerca e sviluppo, ma anche i rapporti che le aziende sono in grado di instaurare con il Servizio Sanitario Nazionale e i vari SSR.
Siamo i primi al mondo per numero di accordi innovativi tra aziende e Servizi Sanitari Nazionali per la remunerazione dei farmaci in base ai risultati. Un modello di eccellenza di cui spesso si parla a livello internazionale. Si chiamano value-based agreement: accordi intelligenti e più convenienti, perché prevedono il rimborso alle imprese farmaceutiche del costo del farmaco solo se il farmaco è effettivamente efficace sul paziente che lo assume. È il sistema di remunerazione del futuro, particolarmente rilevante per l’accesso ai farmaci innovativi e nella medicina personalizzata.
Nelle righe della relazione del Presidente Scaccabarozzi sono stati portati alla luce anche alcuni delle criticità che caratterizzano l’ambiente nel quale si trovano ad operare le imprese del farmaco in Italia: dal livello molto basso di spesa farmaceutica (la più bassa fra quelle di tutti gli altri principali paesi europei), alla complessità che caratterizza la governance del farmaco, dall’applicazione di una logica a silos indipendenti nella gestione delle varie voci che compongono la spesa sanitaria ed assistenziale, al rischio rappresentato dall’impiego di parametri prettamente economici nella prossima revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale annunciato dal nuovo ministro della salute.
Il cambiamento di paradigma è epocale. Credo che anche le Istituzioni debbano tenerne conto per adeguare le regole al nuovo mondo. Con finanziamenti adeguati, meccanismi più moderni di gestione della spesa, il rispetto della proprietà intellettuale, la tutela del brevetto e del marchio, l’accesso ai nuovi farmaci rapido ed omogeneo su tutto il territorio, per assicurare a tutti i cittadini il diritto alle cure migliori, ovunque essi vivano.
Come far sì che la industry del pharma possa continuare a contribuire alla crescita del nostro paese? Il Presidente Scaccabarozzi delinea un percorso di collaborazione che riprende quello già proposto, ed in parte intrapreso, negli ultimi anni:
Un’alleanza tra le Istituzioni e le imprese per risolvere i problemi urgenti e fondare una nuova governance del farmaco di lungo respiro. Che si basi su un modello nuovo di finanziamento, su un sistema di regole certe e stabili, sul superamento della logica dei tetti e sull’uso efficiente di risorse pubbliche adeguate che devono essere destinate alla farmaceutica e rimanere nel settore. Con una AIFA sempre più efficiente ed efficace che assicuri il rispetto delle normative di settore giustamente rigorose nell’interesse della salute dei Pazienti e che consenta alle imprese di pianificare le proprie attività in funzione delle evoluzioni in corso.
Le previsioni sull’andamento dell’economia italiana non sono delle migliori, in quanto si prospetta un calo del trend di crescita già di per sé flebile che ha caratterizzato l’ultimo biennio; tuttavia le aspettativa di crescita dell’industria farmaceutica nel suo complesso sono ancora molto positive, a riprova del suo importante contributo alla crescita economica italiana.
Dino Biselli
Fonti Principali
Relazione “Incontro al Futuro”
Indicatori Farmaceutici 2018
