Farmaci off patent: analisi di KPMG

Un’analisi comparata sulla spesa ospedaliera di otto differenti sistemi sanitari europei e sulle modalità di approvvigionamento dei farmaci off patient che caratterizzano ognuno di essi: attraverso questo studio KPMG confronta sia gli aspetti di apertura che quelli di criticità che li caratterizzano, ed elabora delle raccomandazioni utili per contenere la spesa ospedaliera e favorire un maggior impiego di farmaci generici e biosimilari

digital health sistema sanitario

Un’analisi comparata sulla spesa ospedaliera di otto differenti sistemi sanitari europei e sulle modalità di approvvigionamento dei farmaci off patient che caratterizzano ognuno di essi: attraverso questo studio KPMG confronta sia gli aspetti di apertura che quelli di criticità che li caratterizzano, ed elabora delle raccomandazioni utili per contenere la spesa ospedaliera e favorire un maggior impiego di farmaci generici e biosimilari

In tutti i sistemi sanitari, la spesa ospedaliera rappresenta una delle voci più rilevanti, se non addirittura la principale, fra tutte quelle che compongono la spesa sanitaria. Analizzarne le dinamiche e cercare di capire quale e quanta parte di essa sia utilizzata in modo improduttivo ed inefficiente è un’attività assolutamente necessaria ma che richiede anche di superare delle difficoltà oggettive sia per la numerosità dei centri di costo che la compongono sia per la complessità dell’organizzazione e delle procedure che caratterizzano il sistema ospedaliero.

Per tale motivo, il contributo in tal senso offerto da KPMG attraverso lo studio “Improving healthcare delivery in hospitals by optimized utilization of medicines” realizzato su commissione di Medicines for Europe (l’associazione europea che raggruppa le industrie di farmaci equivalenti, biosimilari e a valore aggiunto), è molto utile per conoscere quale sia l’attuale situazione a riguardo. Le anticipazioni di questa ricerca sono state presentate da Daniela Poli e Luc Starmans durante la nona edizione del MePAIE che si è tenuto a Cremona il 18 e 19 ottobre.

L’obiettivo dello studio, coordinato da David Ikkersheim e Luc Starmans, è quello di offrire dei suggerimenti per l’impiego ottimale dei farmaci non più protetti da brevetto, analizzando quali siano le modalità di finanziamento dei sistemi ospedalieri, i meccanismi di acquisto dei farmaci nell’ambito delle strutture ospedaliere, e le barriere che non consentono il maggior utilizzi di farmaci off patient in ospedale. Per fare ciò, gli autori hanno svolto un’indagine comparata che ha come oggetto il funzionamento in tal senso dei sistemi sanitari di alcuni paesi campione quali Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, UK e Polonia.

Questa ricerca di KPMG si basa su due presupposti fondamentali ritenuti comuni a tutti i sistemi sanitari:

  • la quota più elevata della spesa sanitaria è assorbita dall’ospedale, e ciò offre la possibilità di incrementare l’healthcare system value (esito per euro speso);
  • l’esistenza della concreta possibilità di ottimizzare l’impiego dei farmaci off patent in ambito ospedaliero.

Inoltre, KPMG ha utilizzato degli indicatori estratti dai database europei dell’European health consumer index (Ehc) e dell’OCSE, suddividendoli in due categorie: l’outcome e l’accessibilità dell’assistenza ospedaliera. Tuttavia, gli stessi autori del report segnalano che i risultati derivanti dal confronto possono essere stati condizionati dalla tipologia di indicatore impiegato in relazione al modello di sistema sanitario adottato, suggerendo pertanto di considerarli come un’indicazione delle prestazioni ospedaliere relative.

Più che la classifica in sé, che comunque vede primeggiare il Belgio e che posiziona il sistema ospedaliero italiano posizionato al di sopra della media sia rispetto agli indicatori di qualità dell’assistenza ospedaliera sia riguardo al costo del sistema ospedaliero sul PIL, lo studio di KPMG offre un utile confronto sulle differenti meccanismi di approvvigionamento dei farmaci generici e biosimilari in area ospedaliera, sottolineando le aree di omogeneità (il principio del prezzo netto più basso e la gara come meccanismo di acquisizione) e quelle di disomogeneità (previsione di un volume minimo/massimo di gara).

Non solo: per ogni sistema sanitario analizzato individua i fattori “Facilitatori” e quelli “Barriera” all’impiego dei farmaci generici e biosimilari. Facendo riferimento al sistema sanitario italiano, i fattori abilitanti sono ritenuti essere:

  • l’esecuzione di campagne informative indirizzate a medici e pazienti;
  • alcune disposizioni contenute nella legge sulle procedure di acquisto dei farmaci biologici a brevetto a scaduto del 2017;
  • la condivisione dei benefici derivante dall’aumento degli acquisti di farmaci generici e biosimilari;

mentre i fattori “Barriera” sono così individuati:

  • basso interesse alla partecipazione alle gare, a causa delle tempistiche, della burocrazia, della mancanza di chiare indicazioni sui quantitativi minimi d’ordine, dell’incertezza sulla durata dell’intervallo che intercorre fra le varie tappe di una singola gara, e dell’assunzione del principio del prezzo più basso come principale (e talvolta unico) criterio di assegnazione;
  • rischio di penalizzazioni finanziari dovuti al meccanismo dei payback.

Conclusa questa ampia fase di analisi, gli autori dello studio di KPMG hanno individuano nove elementi chiave basati proprio sui risultati acquisiti dallo studio complessivo degli otto sistemi sanitari dei Paesi sotto esame

Nove Raccomandazioni KPMG

Fra questi elementi ce ne sono alcuni fortemente raccomandati per il sistema Italia basati sia sulla logica dell’aumento del potenziale ritorno sia su quella della diminuzione del potenziale rischio. In particolare, per il sistema sanitario italiano KPMG raccomanda di:

  • abbandonare il criterio del prezzo più basso nelle procedure di aggiudicazione di gara per passare a quello dell’offerta più vantaggiosa;
  • riaprire le gare quando un nuovo farmaco generico o biosimilare viene introdotto sul mercato;
  • definire una quantità minima e massima per ogni lotto di gara;
  • superare il meccanismo del payback;
  • snellire le procedure di gara;
  • ottimizzare i prezzi d’asta.

 

Dino Biselli

 

Fonti Prinicipali
Studio KPMG
Quotidiano Sanità
Aboutpharma

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