I Dati del Focus Digital Health sul Canale Online

I dati raccolti da Google mostrano che i cittadini sono ben disposti verso l’utilizzo dei canali online anche in ambito salute ma, nonostante ciò, il ricorso alle farmacie online per l’acquisto di prodotti farmaceutici è ancora limitato rispetto al suo potenziale utilizzo a causa di una user experience non ottimali e delle piattaforme digitali non adeguate: questi sono alcuni degli argomenti trattati durante il Forum Digital Health organizzato da Netcomm e Aboutpharma in collaborazione con Assolombarda

Forum Digital Health - Netcomm Aboutpharma Assolombarda

I dati raccolti da Google mostrano che i cittadini sono ben disposti verso l’utilizzo dei canali online anche in ambito salute ma, nonostante ciò, il ricorso alle farmacie online per l’acquisto di prodotti farmaceutici è ancora limitato rispetto al suo potenziale utilizzo a causa di una user experience non ottimali e delle piattaforme digitali non adeguate: questi sono alcuni degli argomenti trattati durante il Focus Digital Health organizzato da Netcomm e Aboutpharma in collaborazione con Assolombarda

I lettori che seguono MioPharma Blog con una certa costanza se ne saranno sicuramente accorti: in questi ultimi due anni c’è stato un proliferare di convegni, tavole rotonde e occasioni varie di incontro dedicate alla digital revolution in ambito life science. Alcuni di questi appuntamenti si tengono con una certa continuità mentre altri hanno il carattere di singolo evento al quale non ci sarà seguito.

Il Focus Digital Health che ha avuto luogo a Milano lo scorso 18 ottobre promette di essere il primo di una serie annuale di appuntamenti che offrirà l’opportunità di monitorare l’evoluzione dell’innovazione digitale in quelli che potremmo considerare come i player “tradizionali” del settore life sciences: industria, medico e farmacia. Organizzato da Netcomm e Aboutpharma, in collaborazione con Assolombarda, il forum ha fatto il punto sulla situazione italiana dello sviluppo della digital health, sulla sua influenza sull’intero sistema sanitario e sugli impatti che questa evoluzione-rivoluzione potrà avere sull’ambito salute.

Di particolare interesse sono state le premesse alle tavole rotonde che si sono susseguite nel corso della giornata, in quanto le relazioni esposte da i relatori che hanno introdotto il forum hanno sottolineato come i cittadini italiani siano molto ben disposti all’utilizzo degli strumenti di digital health, anche se nella stragrande maggioranza dei casi la preferenza è indirizzata verso le app legate al fitness. Inoltre, la necessità di rendere sostenibile il sistema sanitario nazionale sta imponendo l’adozione dell’approccio value based care, vale a dire basato sulla generazione di valore per l’intero sistema “salute”, che si sposa perfettamente con le opportunità offerte dall’eHealth. Tuttavia, è innegabile che in Italia ci sia una certa difficoltà nella diffusione di strumenti innovativi di digital health, anche in considerazione dello scarso volume di investimenti dedicati ad essa (1,3 miliardi di Euro nel 2017).

Eppure il pubblico non ha alcuna remora all’utilizzo degli strumenti e delle tecnologie digitali disponibili per ottenere informazioni o eseguire delle attività in ambito salute. Nel suo intervento, Alberto Carlini, Healthcare Industry Manager Southern Europe di Google, ha confermato che dai dati raccolti direttamente dal motore di ricerca leader indiscusso del mercato, si è appurato che una ricerca organica su venti riguardano il tema salute, con un tasso di crescita del 14% negli ultimi tre anni. Ma attenzione: è vero che il 42% dei pazienti digitali utilizza prevalentemente il canale online per gestire gli aspetti della propria salute (al quale si contrappone comunque un 41% che non lo usa e prevede di non usarlo), ma occorre sottolineare che la principale attività svolta è la ricerca di informazioni su sintomi, patologie e cure (si tratta del 45% dei cittadini). A ciò va aggiunto anche che il livello di soddisfazione degli utenti è molto basso in tutti gli step che compongono il customer journey.

Non sorprende quindi che la vendita online di prodotti farmaceutici in Italia faccia fatica a decollare (l’11% degli italiani fa acquisti sia in farmacia tradizionale che sul canale online, mentre il 22% solo presso la farmacia online: il totale è del 33%). Occorre anche precisare che ben il 65% dei prodotti acquistati online sono “non farmaci”.

Dai dati raccolti da Google, l’acquisto di farmaci online è apprezzato in primo luogo per il prezzo più conveniente, per la comodità derivante dalla consegna a domicilio, e, in seconda istanza, anche per l’opportunità di poter effettuare l’acquisto in qualsiasi momento della giornata. Invece, dall’analisi delle opinioni espresse da coloro che sono stati classificati come detrattori del canale online per l’acquisto di prodotti farmaceutici, si apprende che l’impossibilità di confrontarsi direttamente con il farmacista è l’aspetto negativo maggiormente segnalato.

La forza del paziente, che è e continuerà ad essere il vero motore della digital revolution, è confermata dai dati relativi all’audience: a gennaio 2018, il settore “pharma online” ha intercettato circa 3,2 milioni di utenti unici con una crescita complessiva del 22% rispetto all’anno precedente. Inoltre, dalla suddivisione in segmenti di questa categoria di utenti, il segmento “farmacie online” ha registrato un aumento dell’audience di circa 700.000 utenti unici, pari ad una crescita anno su anno del 43%.

A tutto ciò va anche aggiunto che i nove dei primi dieci siti relativi al pharma più visitati sono farmacie online, a riprova del sempre maggior interesse che sta riscuotendo questa tipo di canale di distribuzione di farmaci.

Tuttavia, confrontando la quota di popolazione che utilizza il web e la tecnologia mobile con quella che effettivamente ricorre alle farmacie online per l’acquisto di prodotti farmaceutici, appare lampante come quest’ultimo canale distributivo risulta essere sotto utilizzato rispetto al suo potenziale. Per la sua implementazione Google suggerisce di mettere in atto delle azioni in grado di migliorare la user experience del cliente ed implementare continue innovazioni volte ad ottimizzare le piattaforme digitali così da permettere la gestione integrata del canale online.

Un esempio di come dovrebbe essere strutturata una digital platform per una gestione integrata del paziente e delle sue esigenze di salute è stato offerto da Generali Welion: una core platform capace di gestire i sinistri relativi alla salute dei propri stakeholders attraverso l’utilizzo di della cognitive computing, della robotica e di strumenti analitici avanzati, alla quale sono collegate tre piattaforme ciascuna dedicata a una specifica tipologia di stakeholder: cittadino/cliente, strutture sanitarie ed aziende/intermediari. L’implementazione di questa piattaforma ha permesso a Generali Welion di diventare un motore di sviluppo della digital health, in quanto l’azienda ha individuato 15 startup (alcune già lanciate sul mercato) che potrebbero diventare delle potenziali partner “incaricati” di offrire dei servizi al cliente lungo tutto il suo ciclo di vita.

 

Dino Biselli

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