CDMO e ambiente nel rapporto di Prometeia

Le imprese del CDMO farmaceutico italiano continuano ad ottenere ottimi risultati che stanno permettendo alla industry di conservare il proprio primato nell’ambito dell’Unione Europea. Oltre a riportare questi dati, l’annuale report di Prometeia ha dedicato molta attenzione anche alla sostenibilità ambientale e agli investimenti che le imprese CDMO italiane hanno dedicato ad essa

Cover Rapporto CDMO Prometeia

Le imprese del CDMO farmaceutico italiano continuano ad ottenere ottimi risultati che stanno permettendo alla industry di conservare il proprio primato nell’ambito dell’Unione Europea. Oltre a riportare questi dati, l’annuale report di Prometeia ha dedicato molta attenzione anche alla sostenibilità ambientale e agli investimenti che le imprese CDMO italiane hanno dedicato ad essa

Ci sono dei settori produttivi che sono composti da aziende attente non solo ai risultati economici e finanziari, ma anche ad investire nella sostenibilità ambientale, ottenendo contemporaneamente un miglioramento nell’efficienza del loro processo produttivo e una riduzione dell’impatto sull’ambiente da parte dei loro processi produttivi. Uno di questi ambiti è il CDMO farmaceutico, e i temi legati ad esso sono stati trattati nella terza edizione del report di Prometeia redatto a cura della Dottoressa Alessandra Benedini.

 

I risultati del comparto

Anche nel 2017 il CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization) farmaceutico si è confermato essere uno dei settori più vivaci in Europa, come testimoniato dai dati contenuti nel report: infatti, il valore della produzione ha raggiunto un livello pari a 7,9 miliardi di Euro (contro i 7,6 miliardi di Euro del 2016).

Il contributo delle imprese italiane del CDMO al risultato continentale è anche la conferma di un primato che dura ormai da anni: il valore della produzione del CDMO farmaceutico italiano ha totalizzato 1,9 miliardi di Euro (pari al 24% della produzione UE), posizionandosi ancora una volta davanti ai 1,7 miliardi della Germania e ai 1,5 miliardi della Francia.

Lo stato di salute del CDMO farmaceutico in Italia è attestato dal confronto della crescita che ha registrato lo scorso anno rispetto a quella della media di tutta l’industria manifatturiera: mentre dal 2016 al 2017 il valore della produzione del CDMO italiano è incrementato del 14%, nello stesso lasso di tempo il comparto manifatturiero nel suo complesso ha riportato un aumento di solo il 4%.

Il raggiungimento di questi risultati è stato possibile grazie allo sviluppo che ha caratterizzato i segmenti produttivi a maggiore complessità e all’export: le vendite effettuate al di là dei confini nazionali sono state pari al 74% del fatturato, con quasi il 90% delle esportazioni dirette a mercati evoluti come Europa, USA o Giappone. Questi risultati sono il frutto dei molti investimenti (che nel 2017 sono stati pari al 12% del fatturato) effettuati sia in tecnologia che nell’aggiornamento delle linee produttive finalizzato all’aumento della capacità produttiva.

 

Gli investimenti sulla sostenibilità ambientale

Proprio l’analisi dedicata ad una specifica categoria di investimenti è stata al centro della report di Prometeia: si tratta di quelli che sono stati rivolti alla sostenibilità ambientale, pari all’8% degli investimenti totali, una percentuale doppia rispetto alla media di quelle che le aziende degli altri settori dedicano alla protezione dell’ambiente. La metà di questo impegno nella sostenibilità ambientale è stato indirizzato all’abbattimento dell’inquinamento, mentre il restante 50% è stato impiegato nell’implementazione di tecnologie green o di “tecnologie integrate”.

Gli investimenti green nel settore CDMO farmaceutico non sembrano rappresentare un sacrificio per le aziende, ma piuttosto una modalità per coniugare una coscienza ambientale molto radicata presso gli operatori di questo settore (ben il 90% delle imprese ha programmi d’investimento in tecnologie a minore impatto ambientale) con il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale: un’efficienza fortemente cercata poiché essa è la spinta che ha motivato il 72% delle aziende a ricercare una maggiore efficienza produttiva e il 78% a ridurre effettivamente il consumo di energia, acqua, emissioni e materie prime.

Gli investimenti a livello produttivo sono stati indirizzati sia all’adattamento degli impianti esistenti sia all’acquisto di nuovi impianti, il tutto con il fine di migliorare la sostenibilità ambientale del processo produttivo. Per sottolineare ancora di più questo impegno, nel report viene evidenziato che il 68% delle aziende del CDMO farmaceutico ha intrapreso azioni per ridurre le emissioni di gas e di inquinanti, e che il 65% di esse si sta adoperando per ridurre i rifiuti non riciclabili.

Non è quindi un caso che ben il 75% delle imprese CDMO ha ottenuto almeno una certificazione ambientale. Nel 90% dei casi, la decisione di intraprendere il percorso di certificazione è stato il frutto di una decisione autonoma dell’azienda, il che testimonia come sia la dirigenza di ogni singola impresa CDMO a considerare le certificazioni un fondamentale biglietto da visita che possa testimoniare presso i propri stakeholders la loro attenzione verso la sostenibilità ambientale in tutte le fasi del processo produttivo.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Rapporto CDMO Prometeia

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