Il check up del SSN: il Rapporto OASI 2018
Come ogni anno, la sanità italiana è stata esaminata dal gruppo di lavoro del CERGAS dell’Università Bocconi che ha lavorato al Rapporto OASI 2018. Le proposte elaborate da questo team sono tese ad affrontare alcune delle principali criticità del nostro SSN: dall’organizzazione al finanziamento, dall’occupazione agli investimenti in innovazione tecnologica
Come ogni anno, la sanità italiana è stata esaminata dal gruppo di lavoro del CERGAS dell’Università Bocconi che ha lavorato al Rapporto OASI 2018. Le proposte elaborate da questo team sono tese ad affrontare alcune delle principali criticità del nostro SSN: dall’organizzazione al finanziamento, dall’occupazione agli investimenti in innovazione tecnologica
Chiedendo perdono a coloro che fanno parte della classe medica per un uso non molto appropriato della terminologia da loro utilizzata, si può dire che il paziente gode di una discreta salute anche se è soggetto a pericolosi fattori di rischio e presenta già delle patologie che da acute potrebbero essere già diventate croniche: ecco in sintesi il frutto del check up annuale al quale è stato sottoposto il Servizio Sanitario Nazionale da parte del CERGAS dell’Università Bocconi di Milano, le cui analisi e studi sono state riportate nel Rapporto OASI 2018.
Il Convegno di presentazione del Rapporto OASI di quest’anno, reso possibile grazie al contributo incondizionato di Bayer Italia e di Bristol-Myers Squibb, è stata l’occasione per festeggiare il quarantesimo anno di istituzione non solo del SSN ma anche del CERGAS: si può dire che il medico e il paziente hanno raggiunto entrambi l’età matura. Con un paziente che, dai dati raccolti nel tempo, risulta essere stato in grado di offrire un servizio di buona qualità ai cittadini e che riesce ad offrire le sue prestazioni utilizzando meno risorse di quanto avviene nei servizi sanitari degli altri paesi occidentali.
A testimoniare ciò non c’è solo (si fa per dire) il Rapporto OASI, ma anche le considerazioni rese annualmente disponibili dal team di ricercatori che hanno lavorato sui vari argomenti che compongono la ricerca del CERGAS.
Infatti, l’aspettativa di vita alla nascita della popolazione italiana è pari a 82,8 anni, fra le più alte al mondo, mentre il tasso di mortalità in soggetti adulti (15-60 anni) è fra i più contenuti a livello globale. Con riferimento all’anno 2016, la spesa sanitaria italiana complessiva è stata pari all’8,9% del PIL, di cui il 74% è relativo alla spesa sanitaria pubblica. Sempre a spesa pubblica in sanità per abitante in Italia è pari a 1.867 Euro, a fronte dei 3.283 Euro della Germania.
Il sistema sanitario italiano appare sotto-finanziato anche se costo-efficace
Proprio partendo da questa considerazione, si sottolinea come gli investimenti in sanità siano solamente il 3% del fondo sanitario nazionale (circa 60 Euro annui per abitante), mentre la spesa sanitaria privata si attesta a circa 40 miliardi di Euro, con la quota di out-of-pocket che ha raggiunto il 24% della spesa sanitaria totale. Particolare attenzione è stata posta alla carenza di personale, non solo medico ma soprattutto infermieristico e di supporto, problema che negli anni a venire potrebbe quasi sicuramente aggravarsi in quanto l’età media dei dipendenti del SSN è abbastanza elevata. Altro tema critico è quello del sottofinanziamento che rischia di non consentire al sistema di rispondere adeguatamente alla domanda di servizi sanitari e socio-sanitari che sarà generata dal progressivo invecchiamento della popolazione.
Come sua consuetudine, il team di ricerca del CERGAS ha offerto una serie di proposte per poter gestire lo sviluppo futuro del Servizio Sanitario Nazionale all’attenzione del pubblico, partendo dal presupposto che solo attraverso una corretta gestione aziendale (quindi non limitata al mero raggiungimento dell’equilibrio economico, ma al contrario capace di utilizzare efficacemente tutti i fattori a sua disposizione, in primis il management e le risorse umane, per generare valore per il paziente) si può rendere il SSN più equo, efficiente ed efficace.
Le Principali Proposte
Riguardo l’ambito aziendale, si propone di semplificare il processo amministrativo-burocratico soprattutto nell’ambito degli appalti e si ribadisce la necessità di superare il modello di finanziamento a “silos”, sperimentando nuove forme di finanziamento più adatte alla gestione della cronicità e della LTC.
Una proposta molto particolare è quella della creazione di una rete nazionale di aziende eccellenti (IRCCS, AOU) pubbliche e private, capace di competere a livello globale nella ricerca, nella formazione, nella mobilità sanitaria internazionale.
A livello gestionale delle aziende del SSN, si sottolinea come sia necessario superare la “solitudine” del DG attraverso un rafforzamento della governance, la correlazione degli stipendi al grado di complessità aziendale e ai risultati raggiunti, e la costituzione (attraverso la selezione e la formazione) di un vero e proprio middle management in grado di garantire un’adeguata gestione aziendale.
Per quel che riguarda il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, il tema del CERGAS propone di stanziare almeno 10 miliardi di Euro per garantirne la sopravvivenza e far sì che la mission dello stesso SSN non sia più solamente limitata alla sanità pubblica ma indirizzata in toto alla tutela della salute, senza alcuna distinzione su chi sia il pagatore.
Altre tema che non può essere più trascurato è quello del rapporto Stato-Regioni in sanità: occorre stabilire in modo netto quali siano le funzioni dello Stato (determinazione LEA, finanziamenti e metriche di monitoraggio) e quelle delle Regioni (programmazione dell’offerta, organizzazione e gestione dei servizi), e consentire un ri-equilibrio delle dotazioni organiche di quest’ultime.
Infine, il team del CERGAS ribadisce che occorre un maggiore sforzo nell’investire in innovazione tecnologica e nella promozione di tutte quelle azioni che siano in grado di favore l’esecuzione di sperimentazioni cliniche nel nostro paese.
Dino Biselli

