Biostampa 3D: la startup Prometheus
La stampa biomedica 3D è una delle innovazioni tecnologiche in ambito medico con ampie aspettative di crescita nel prossimo futuro. Prometheus è una startup innovativa emiliana che ha immesso sul commercio una stampante tridimensionale in grado di generare lembi di pelle impiantabili partendo da un prelievo di sangue
La stampa biomedica 3D è una delle innovazioni tecnologiche in ambito medico con ampie aspettative di crescita nel prossimo futuro. Prometheus è una startup innovativa emiliana che ha sviluppato una sistema in grado di indurre la rigenerazione delle ferite partendo da un prelievo di sangue
Uno dei primissimi post pubblicati da MioPharma Blog era dedicato ad un argomento che nel corso degli ultimi anni ha riscosso una sempre maggiore attenzione nella ricerca medica e nel mondo dei dispositivi medici: il bioprinting (vedi qui). Dopo il lustro che è trascorso dalla pubblicazione di quel post, molta strada è stata compiuta e un numero sempre maggiore di progetti innovativi in ambito healthcare ha riguardato la realizzazione di stampanti 3D dedicate alla biomedicina. In alcuni casi questi progetti sono diventati degli spin-off universitari dai quali sono state avviate vere e proprie startup innovative. Fra le varie iniziative imprenditoriali finalizzate al bioprinting, ce n’è una interessante che si chiama Prometheus ed ha sede nel distretto biomedicale mirandolese in Emilia Romagna.
Prometheus è una startup innovativa, fondata nel novembre 2017, che realizza tessuti umani attraverso l’impiego di una Biostampante 3D in grado di utilizzare cellule umane come inchiostro di stampa garantendo un’elevata vitalità cellulare, più del 95%, durante tutto il processo. I tessuti ottenuti dalla stampa sono utilizzati per condurre test farmacologici, e avranno un ruolo sia nel ridurre test animali nella fase preclinica dello sviluppo del farmaco, sia nella medicina rigenerativa per creare nuovi tessuti compatibili partendo dalle cellule del paziente.
Il tutto è nato da un progetto inizialmente denominato GOLGI ed avviato da Riccardo Della Ragione, Alice Michelangeli, Valentina Menozzi e Daniele Ferrari, un progetto che ha posto le basi per la nascita di Prometheus che continua la ricerca sul 3D bioprintig ma si rivolge anche ad altri ambiti della medicina rigenerativa, il suo nuovo progetto è Ematik, un sistema brevettato per la cura di curare le ferite cutanee di difficile rimarginazione. Ematik è stato ideato e realizzato per il settore veterinario, e consente di creare un patch, un cerotto ottenuto dal sangue del paziente e una speciale miscela biopolimerica di loro formulazione. In pratica, tutto il processo parte da un prelievo di sangue che viene trattato in modo da creare una patch autologo con proprietà rigenerative, il patch viene applicato direttamente sulla ferita, e grazie alle sue proprietà meccaniche può essere suturato direttamente con i lembi della ferita, o semplicemente applicato attraverso bendaggio. Le limitate dimensioni del device per la realizzazione del patch lo rendono trasportabile e quindi utilizzabile in numerosi contesti.
Non vi è alcun dubbio che l’implementazione di Ematik e i dati fin qui acquisiti siano un importantissimo bagaglio di esperienza per far sì che l’attuale procedura di “stampa” di una seconda pelle rigenerativa, in un futuro non molto lontano, possa essere applicata anche in ambito umano. Ma immaginando un orizzonte più ampio, anche la ricerca può far evolvere ulteriormente tale innovazione, in modo da poter lanciare sul mercato delle nuove biostampanti 3D che siano in grado di produrre altri organi, anche quelli caratterizzati da una certa complessità.
Non a caso il progetto GOLGI prima e Prometheus oggi sono iniziative che hanno suscitato molto interesse in tutte le manifestazioni, i meeting e gli hackathon che hanno visto la loro partecipazione. Fra gli altri spiccano l’”accelerazione” ottenuta da Bioupper nel 2017, che è stata molto importante per dare slancio all’iniziativa, come anche la vittoria del primo premio all’Unicredit Start Lab lo scorso giugno.
Con la realizzazione di Ematik e lo studio di nuovi progetti da realizzarsi nel prossimo futuro, il team di Prometheus sta offrendo un utile contributo alla ricerca e all’innovatività nell’ambito dei medical device in Italia. Proprio grazie a queste premesse, Prometheus ha tutte le carte in regola per crescere e trasformarsi in un’importante realtà del settore italiano dei dispositivi medici per la medicina rigenerativa.
Dino Biselli
Fonti Principali
Prometheus
Ematik
StartupItalia
EconomyUp

