Le prospettive di Deloitte sul Life Science

Lo scorso anno Deloitte ha pubblicato un report intitolato “2018 Global life sciences outlook” per mezzo del quale ha voluto esaminare quali siano i fattori che possono favorire l’innovazione (intesa nel modo più esteso possibile) attraverso quali strategie ed azioni “costruirla”: non solamente attraverso un ottica di lungo periodo, ma offrendo anche dei consigli operativi che è possibile adottare fin da ora

2018 Global life sciences outlook - Deloitte

Lo scorso anno Deloitte ha pubblicato un report intitolato “2018 Global life sciences outlook” per mezzo del quale ha voluto esaminare quali siano i fattori che possono favorire l’innovazione (intesa nel modo più esteso possibile) nelle aziende life sciences e attraverso quali strategie ed azioni “costruirla”: non solamente attraverso un’ottica di lungo periodo, ma offrendo anche dei consigli operativi che è possibile adottare fin da ora

Da qualche anno a questa parte, non c’è riunione, convegno, simposio o incontro dedicato al settore life science dove non si sottolinei l’importanza, la necessità, l’ineluttabilità dell’innovazione: in alcuni casi l’attenzione viene posta solamente sugli aspetti relativi all’innovazione tecnologica, altre volte sull’ideazione di nuove soluzioni terapeutiche, altre volte ancora sull’individuazione di nuovi modelli aziendali e processi innovativi, fino ad arrivare a prefigurare differenti modalità di collaborazione con gli enti pagatori e le autorità regolatorie.

Per cercare di offrire un quadro di insieme delle problematiche che le aziende farmaceutiche si troveranno ad affrontare e le relative soluzioni innovative che potrebbero adottare, Deloitte nel 2018 ha pubblicato il report intitolato “2018 Global life sciences outlook”. Con quest’ultimo, i consulenti Deloitte hanno voluto offrire una visione di insieme sull’innovazione del settore, facendo ricorso a tre driver di analisi: la presentazione delle opportunità attualmente presenti sul mercato, le azioni consigliate per “costruire” la strategia e l’organizzazione della propria azienda, e le soluzioni offerte per favorire la loro crescita.

Nel report si sottolinea come le innovazioni tecnologiche (quali l’intelligenza artificiale, le tecnologie cognitive, l’automazione, la stampa 3D, il cloud computing, la blockchain, i big data) stanno generando una mole di dati tale da permettere lo studio di soluzioni terapeutiche fino a poco tempo fa impensabili (come le terapie geniche), e un efficientamento dei processi di ricerca clinica, di produzione, e di adozione di nuovi percorsi terapeutici. Accanto a questo filone di opportunità, ne esiste un altro che prende in considerazione le dinamiche geopolitiche e regolatorie che, con i loro cambiamenti, stanno continuamente ridisegnano l’arena competitiva che si sta muovendo comunque nella direzione di una minore spesa farmaceutica sostenuta dai payers e di una sempre maggiore focalizzazione sul paziente più che sul prodotto.

Tutto ciò, secondo gli analisti di Deloitte, obbligherà le aziende farmaceutiche ad effettuare dei profondi cambiamenti per quel che riguarda sia la leadership aziendale e la sua capacità di comprendere natura e opportunità delle innovazioni tecnologiche (e non solo), sia la struttura che consenta non solo di utilizzare l’enorme mole di dati raccolta ma anche di gestirla, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza. Inoltre, Deloitte individua due importanti macro fattori che possono favorire la crescita nel prossimo futuro: uno è la costruzione di partnership che possono vedere coinvolte anche realtà che tradizionalmente non rientrano nel perimetro delle life sciences, mentre il secondo pone l’attenzione sull’adozione di nuovi modelli operativi che riguardino tutte le principali funzioni aziendali.

Infine, in un’ottica operativa, i consulenti di Deloitte hanno elencato in questo report tutta una serie di azioni da intraprendere nel breve e medio periodo al fine di usufruire, già da oggi, delle opportunità che offre lo scenario del mercato nella sua attuale evoluzione:

  • favorire la collaborazione e la condivisione delle informazioni fra tutti i membri dello staff che si occupano di regolatorio, sviluppo del business, sviluppo del prodotto, attività di ricerca e produzione;
  • imparare a pianificare lo scenario per affrontare le sfide poste dal futuro;
  • focalizzare la cultura aziendale sull’etica, sulla mission e sui valori aziendali;
  • reclutare nuovi talenti per posizioni legate alla leadership e ai dati (esperti di dati, analisti, professionisti dell’intelligenza artificiale);
  • migliorare la redditività attraverso l’aumento della produttività nella ricerca e sviluppo, l’acquisizione di operatori minori per colmare le lacune, la vendita di beni secondari per focalizzarsi sulle aree terapeutiche, e il costante orientamento alla crescita nei mercati emergenti;
  • stipulare accordi ed adottare delle tipologie contrattuali non convenzionali, con un’ottica strategica: ad esempio, i disinvestimenti in alcune situazioni possono rappresentare un’opportunità di crescita, mentre le opportunità di innovazione sono più probabili in aree terapeutiche come l’oncologia e le malattie rare;
  • sperimentare le tecnologie emergenti, anche attraverso la stipulazione di alleanze strategiche incentrate sull’innovazione tecnologica;
  • rendere i dati fruibili poiché se le aziende sono in grado di sviluppare e implementare standard idonei a livello di dati, allora saranno in grado di affrontare efficacemente i vincoli normativi globali;
  • cercare di creare partnership con pazienti, strutture sanitarie, enti normativi e realtà scientifiche;
  • comprendere già da ora quali possano essere le potenzialità offerte da una catena di valore riconfigurata, in quanto l’intero settore farmaceutico molto probabilmente dovrà affrontare una vera e propria ridefinizione dei modelli di business che lo caratterizzano.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Deloitte – 2018 Global life sciences outlook

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