Il 2018 di Biosimilari ed Equivalenti

Il Rapporto Assogenerici 2018 e il Rapporto dell’Italian Biosimilars Group 2018, elaborati su dati di IQVIA Italia, hanno confermato la graduale crescita del settore dei farmaci equivalenti e una buona performance del segmento dei farmaci biosimilari

Assogenerici - IBG

Il Rapporto Assogenerici 2018 e il Rapporto dell’Italian Biosimilars Group 2018, elaborati su dati di IQVIA Italia, hanno confermato la graduale crescita del settore dei farmaci equivalenti e una buona performance del segmento dei farmaci biosimilari

E’ un fatto che una parte rilevante delle buone performance dell’industria farmaceutica di questi ultimi anni siano dovute anche al contributi proveniente dal segmento delle aziende produttrici di farmaci equivalenti e di prodotti biosimilari. Ma oggi sono proprio i biosimilari, come evidenziato dai Report annuali 2018, realizzati dal Centro Studi Assogenerici e dall’Italian Biosimilars Group su dati IQVIA Italia, ad essere i principali fattori di crescita di questo segmento di mercato, in quanto, al contrario, il canale dei “farmaci generici”, seppure ancora in crescita, sta gradualmente rallentando la sua crescita, sia in termini di valori che di volumi.

Il Report Annuale di Assogenerici nel corso degli anni è diventato soprattutto un utile strumento per comprendere appieno come il mercato dei farmaci stia evolvendo sia nel canale farmacia che in quello ospedaliero, in quanto nella sua realizzazione l’attenzione viene concentrata su aspetti che, solitamente, seppur contenuti in altri report, non vengono colti appieno dal lettore poiché inglobati in tematiche più ampie.

Ciò che risalta dai dati del Rapporto Assogenerici è che l’evoluzione del mercato dei farmaci equivalenti nel suo complesso si sta espandendo a macchia d’olio, vale a dire in modo lento ma inesorabile, anche se, a dire il vero, la crescita a valori del canale ospedaliero solo alla fine di quest’anno ha quasi raggiunto la percentuale di quota di mercato massima che era stata registrata ben cinque anni fa (nel 2014 era del 6,8% mentre a fine 2018 ha raggiunto il 6,4%).

A livello di volumi, i farmaci equivalenti hanno raggiunto una quota di mercato significativa in entrambi i canali (in quello farmacia è arrivato al 22,23% mentre in quello ospedaliero è pari al 27,4%). La quota di mercato a valori del canale farmacia, al contrario di quella ospedaliera, segue un trend di graduale crescita e a fine 2018 ha raggiunto il 13,8%.

Come accennato in precedenza, i farmaci biosimilari grazie all’ingresso sul mercato di quattro nuovi principi attivi, ha raggiunto a fine 2018 una quota di mercato pari al 17% di tutto il comparto dei biologici, registrando una crescita di più del 53% nei consumi rispetto al 2017.

Analizzando più approfonditamente i dati del Rapporto Assogenerici riguardanti i farmaci equivalenti nel canale farmacia, si può osservare come questi ultimi anche quest’anno abbiano riportato dei tassi di crescita positivi (a volumi con un +0,6%, ma soprattutto a valori con +7,2%), anche se in misura minore rispetto al recente passato, ma comunque sempre migliori di quelli relativi al mercato totale e a quello dei prodotti branded a brevetto scaduto (in entrambi i casi in territorio negativo sia a valori che a volumi).

Nonostante ciò, i farmaci branded a brevetto scaduto sono tuttora i principali prodotti farmaceutici venduti nel canale farmacia, con una quota a volumi del 52% e a valori del 49% (sommando queste ultime con le quote di mercato dei farmaci equivalenti illustrate in precedenza, le quote residue fino a 100, sia a volumi che a valori, sono relative ai farmaci con brevetto attivo). Nel canale ospedaliero, la quota a volumi dei branded con brevetto scaduto è del 39%, mentre a valori è del 4,9%. Quindi la quota di mercato dei branded con brevetto scaduto si sta gradualmente erodendo anche se di pochi punti percentuali all’anno.

Altro punto interessante dei rapporti è la distribuzione geografica del consumo di farmaci equivalenti e dei biosimilari. Nel primo caso, anche nel Rapporto 2018 si ha la conferma della tendenza che si è registrata negli anni passati: c’è un maggior impiego di farmaci equivalenti nel Nord Italia (ben sopra la media nazionale), un centro Italia con consumi in linea con la media di consumo nazionale (solo qualche percentuale sotto), ed infine un sud Italia con un basso tasso di utilizzo. Più variegato è il dato regionale del consumo dei farmaci biosimilari: non esiste una chiara tendenza macro regionale, in quanto regioni come la Sicilia e la Toscana hanno tasso di impiego superiori a quelli di regioni benchmark quali Lombardia e Veneto.

Le scadenze brevettuali che caratterizzeranno gli anni a venire dovrebbero garantire ancora una graduale crescita del mercato dei farmaci equivalenti, mentre il segmento dei biosimilari è in fase di piena espansione e dovrebbe registrare importanti tassi di crescita nel prossimo futuro.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Report Assogenerici 2018
Report IBG 2018

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