Roche HealthBuilders e l’Open Innovation
Roche ha dato avvio al suo programma di Open Innovation attraverso HealthBuilders, un’iniziativa che ha selezionato i progetti di otto startup finaliste selezionati su un totale di 138 progetti presentati. La cerimonia di premiazione che ha avuto luogo lo scorso 18 marzo a Milano ha incoronato SI.Nlab come startup vincitrice della competizione, ma anche dimostrato la qualità dei progetti selezionati da Roche
Roche ha dato avvio al suo programma di Open Innovation attraverso HealthBuilders, un’iniziativa che ha selezionato i progetti di otto startup finaliste selezionati su un totale di 138 progetti presentati. La cerimonia di premiazione che ha avuto luogo lo scorso 18 marzo a Milano ha incoronato Siena Imaging, con il suo progetto SI.Nlab, come startup vincitrice della competizione, ma anche dimostrato la qualità dei progetti selezionati da Roche
La rivoluzione digitale nel settore life science sta imponendo alle aziende farmaceutiche un ripensamento non solo sulle proprie strategie di business, ma soprattutto sul proprio ruolo nell’ambito dell’intero comparto, oltre a come approcciare quello che è l’ecosistema della digital health, attualmente il più promettente fra tutti quelli che compongono il grande insieme della salute.
Questa, che ormai è diventata una necessità reale non più differibile, ha indotto le più importanti ed innovative realtà del farmaco ad elaborare iniziative tese a costruire dei ponti con quella parte del mondo digitale che opera sia nell’area farmaceutica che in quella dei medical device. Questa spinta all’innovazione non poteva non avere fra i suoi protagonisti anche Roche, che con la prima edizione di HealthBuilders, il primo programma di Open Innovation dedicato alla salute ideato e realizzato dalla filiale italiana della multinazionale svizzera in collaborazione con Healthware Group, ha voluto esplorare le tecnologie più interessanti già disponibili con un unico fine: mettere il paziente al centro di tutto il processo di gestione della malattia, dalla diagnostica fino alla riabilitazione, passando per la cura.
Lo spirito che ha spinto Roche ad intraprendere questa strategia è ben descritta dalle parole di Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Italia:
Roche HealthBuilders è il primo passo per la nostra azienda verso un percorso di open innovation che ci permetta di ridisegnare i servizi per i pazienti e famigliari. E’ attraverso l’ascolto delle loro esperienze e delle loro esigenze che intendiamo guidare un nuovo concetto di salute, consapevoli che non possiamo farlo da soli, ma attraverso la collaborazione con nuove realtà capaci di integrare il nostro business con nuove idee
Uno dei punti di forza di Roche è proprio la capacità di creare delle sinergie: la stessa Roche può essere considerata una specie di Giano bifronte, capace di operare efficacemente sia in ambito farmaceutico che diagnostico, ma questa sua capacità di cooperazione è parte della cultura aziendale, in quanto testimoniata dalle partnership pubblico-privato e dalle numerose collaborazioni già avviate con startup e partner nella ricerca.
La cerimonia di premiazione di Roche HealthBuilders che si è tenuta lo scorso 18 marzo a Milano, è stata un l’occasione per ribadire proprio questa apertura all’innovazione che è una delle caratteristiche innate dell’azienda, unita alla capacità di selezionare ed integrare prodotti e soluzioni tecnologicamente avanzati, dimostrando che la cultura aziendale è in grado di riconoscere quali sono le realtà in grado di generare del valore per il paziente.
Il susseguirsi dei momenti della cerimonia di premiazione di Roche HealthBuilders ha idealmente disegnato un percorso teso ad offrire un quadro descrittivo su cosa sia la digitale health e sugli aspetti che la caratterizzano. Con il suo intervento Roberto Ascione, CEO di Healthware Group, ha illustrato le enormi potenzialità già oggi rese disponibili dall’innovazione digitale, ricordando che il percorso è solo all’inizio, in quanto nel mondo life science tutto ciò che sarà possibile automatizzare, prima o poi sarà automatizzato. Il contributo di Alberto Eugenio Tozzi, Chief Innovation Officer e Research Area Coordinator presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha voluto invece testimoniare come sia possibile adottare concretamente un approccio digitale presso i provider sanitari, superando quelle barriere burocratiche e mentali che solitamente non consentono a progetti validi ed innovativi di superare la fase di mera ideazione.
La presentazione delle startup e dei loro progetti, il cuore di tutta la cerimonia, ha permesso di valutare la bontà della selezione operata nel corso dei mesi successivi al lancio di Roche HealthBuilders avvenuto a fino novembre del 2018 : selezionate da un totale di 138 candidature provenienti da cinque paesi europei, le otto startup finaliste (Confirmo, Mirrarable, NuvoAir, PatchAi, Popit, Tommi, Ugo e Siena Imaging) hanno reso partecipi sia la giuria che il pubblico di come l’innovazione da teorica possa diventare estremamente pratica, arrivando a realizzare soluzioni anche solo immaginabili fino a qualche anno fa.
La startup vincitrice, Siena Imaging, con il suo progetto SI.Nlab, è l’esempio che conferma le considerazioni sopra riportate: il progetto vincitrice è una piattaforma per l’analisi delle risonanze magnetiche, in grado di segnalare a neurologi e neuroradiologi i cambiamenti che nel tempo sono avvenuti nel cervello del paziente, consentendo una rapida diagnosi su eventuali lesioni o progressioni di patologie neurologiche.
Ma anche le altre startup e gli ulteriori due progetti non selezionati per la finale, ai quali comunque è stato attribuito il premio Best Healthcare Sustainability Idea (nello specifico il progetto “Home”: un’app per la gestione della malattia di Huntington in grado di creare un network comunicativo di sostegno che vede coinvolti familiari/caregiver e professionisti sanitari), e di Best Customer Experience Idea (si tratta di “Monitoraggio a Distanza”, un sistema di tele-monitoring di possibili complicanze cardiologiche a seguito delle terapie oncologiche sostenute per il tumore al seno), hanno evidenziato la qualità dell’innovazione che Roche con HealthBuilders ha ricercato e voluto premiare.
Detto ciò, Roche HealthBuilders è solo il primo passo di quella strategia più complessiva di Open Innovation accennata in precedenza, ben riassunta dalle parole espresse da Elia Ganzi, Business Operations & Established Portfolio Director di Roche Italia, in occasione proprio della cerimonia di premiazione:
Nonostante vengano sviluppate circa 200 applicazioni al giorno, esistono nel mondo circa 300.000 applicazioni e device digitali dedicati alla salute e al benessere delle persone. Questi numeri confermano da una parte un trend in forte crescita, dall’altra evidenziano come molte di queste idee non riescono ad arrivare sul mercato. […] Oggi sono stati individuati 3 vincitori, le realtà che pensiamo siano più vicine a fare qualcosa di importante, ma il nostro obiettivo è intercettare continuamente l’innovazione là dove viene sperimentata e per questo abbiamo già individuato diverse startup tra quelle candidate con cui ci piacerebbe avviare collaborazioni che possano rispondere concretamente alle nuove esigenze dei pazienti”.
Dino Biselli
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