Confindustria DM e l’Industria dei Medical Device

Con la nascita di Confindustria Dispositivi Medici l’intera filiera italiana dei medical device ha un’unica rappresentanza e grazie a ciò sarà in grado di far valere ancora di più la sua voce di comparto non solo in continua espansione, ma anche molto attivo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica

technology of the future

Con la nascita di Confindustria Dispositivi Medici l’intera filiera italiana dei medical device ha un’unica rappresentanza e grazie a ciò sarà in grado di far valere ancora di più la sua voce di comparto non solo in continua espansione, ma anche molto attivo nella ricerca e nell’innovazione tecnologica

La crescente importanza dei dispositivi medici in ambito medicale è stata sottolineata più volte in numerosi post pubblicati su MioPharma Blog nel corso di questi ultimi anni. Tale attenzione è giustificata dalle cifre che il comparto dei medical device ha registrato e registra in Italia, e proprio per questo motivo occorre segnalare che lo scorso primo marzo il settore ha conosciuto un riordino a livello di rappresentanza di categoria con la nascita di Confindustria Dispositivi Medici.

La nuova federazione confindustriale dedicata ai medical device ha come obiettivo quello di superare i limiti che fino ad oggi avevano circostanziato l’azione di Assobiomedica (la principale associazione di categoria da cui trae origine Confindustria Dispositivi Medici) e riunire in un unico soggetto tutte le imprese che fanno parte della filiera dei dispositivi medici. In tal modo si vuole far sì che le imprese imprese di medical device siano rappresentate efficacemente da un soggetto “forte”, in grado di permettere a tutti i player di un mercato in continua espansione, e con prospettive di crescita molto elevate, di parlare con un’unica voce.

 

L’ecosistema del settore italiano dei medical device

Nel complesso, il settore dei medical device italiano è un sistema composto da 3.957 imprese che occupano direttamente 76.400 addetti e che nella sua totalità produce 1,5 milioni di dispositivi medici dedicati alla salute e al benessere delle persone. Si tratta di attrezzature chirurgiche, grandi apparecchiature diagnostiche, test di laboratorio, test genetici, software per il monitoraggio dei parametri vitali alle app mediche, protesi dentali agli ausili sanitari, biosensori, robotica e intelligenza artificiale applicata alla salute, stampanti 3D.

Come è facile intuire da questo elenco, nei medical device in ambito medicale non rientrano solamente prodotti con un valore unitario molto basso ma anche dispositivi altamente tecnologici con un elevato grado di innovatività. Non a caso, le startup attive nel settore sono 334, delle quali ben il 40% sono classificate come innovative, e l’ambito che sta riportando una sempre maggior crescita è la digital health.

 

I dati di mercato dei dispositivi medici in Italia

Il valore di mercato dei medical device prodotti in Italia è di 16,5 miliardi di Euro, di cui 5,1 miliardi sono il valore dell’export e 11,4 miliardi il valore del mercato nazionale, con 7,5 miliardi di questi ultimi che rientrano nella spesa sanitaria pubblica. I principali mercati di esportazione sono USA, Germania e Francia, mentre le importazioni, che hanno un valore complessivo di 7,4 miliardi di Euro, sono Germania, Belgio e Paesi Bassi. Delle 3.957 imprese di medical device presenti in Italia, solo il 5% sono classificabili come grandi imprese. Il 53% sono imprese di produzione, il 42% è attivo nella distribuzione, mentre il restante 5% è attivo nei servizi.

 

 

Sono otto i principali comparti che compongono il settore dei dispositivi medici:

  • il biomedicale, che è anche quello numericamente più numeroso (1743 imprese pari al 44% del totale) e che si occupa della produzione di protesi ortopediche, cerotti, aghi, siringhe, pacemaker, stent, protesi acustiche e defibrillatori;
  • il biomedicale strumentale, secondo per importanza (711 imprese pari al 18% del totale), che produce strumenti e apparecchiature per chirurgia, monitoraggio, riabilitazione e supporto;
  • l’ambito borderline con il settore farmaceutico, che produce prodotti ad azione meccanica (423 imprese pari all’11% del totale);
  • le attrezzature tecniche (399 imprese pari al 10% del totale);
  • servizi e software (239 imprese pari al 6% del totale);
  • l’elettromedicale, vale a dire TAC, RMN, radiografi, ecografi, ECG, mammografi (195 imprese pari al 5% del totale).

Fra le regioni italiane nelle quali è maggiormente diffusa l’industria dei dispositivi medicali spicca sicuramente la Lombardia, che insieme al Veneto e l’Emilia Romagna rappresenta il cuore dell’industria italiana dei medical device. Fra le altre regioni va sicuramente considerato il contributo del Lazio e, in misura un pò minore, Piemonte, Toscana e Campania.

 

Il modello della “Medicina delle 4P”

Nell’implementazione delle loro attività, i player dell’industria italiana dei dispositivi medici stanno sempre più seguendo un approccio improntato al modello della “Medicina delle 4P” che si basa sui seguenti assunti:

  • Partecipativa: il paziente effettua scelte in modo consapevole, collaborativo, e fondate su informazioni precise;
  • Preventiva: prevenire le patologie attraverso un approccio diagnostico proattivo;
  • Predittiva: comprendere quali possono essere i difetti o la predisposizione di un paziente allo sviluppo di una determinata patologia;
  • Personalizzata: individuare il trattamento medico specifico sulla base delle peculiari caratteristiche della singola persona.

Infine, lo scorso 28 marzo il Dottor Massimo Boggetti, già presidente di Assobiomedica, è stato nominato Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, che in tal modo è diventata pienamente operativa.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Aboutpharma
Confindustria Dispositivi Medici

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