Le Caratteristiche degli Addetti del Life Science
Dall’analisi di due report, uno di Badenoch & Clark e uno di Kelly Service, è possibile ottenere ulteriori informazioni sulla forza lavoro impiegata nel mondo life sciences rispetto a quelle solitamente disponibili: attraverso questi due studi vengono confermati caratteristiche ed opinioni degli addetti dei settori pharma e medical device già note, oppure ne vengono sottolineate altre fino ad oggi trascurate
Dall’analisi di due report, uno di Badenoch & Clark e uno di Kelly Service, è possibile ottenere ulteriori informazioni sulla forza lavoro impiegata nel mondo life sciences rispetto a quelle solitamente disponibili: attraverso questi due studi vengono confermate caratteristiche ed opinioni degli addetti dei settori pharma e medical device già note, oppure ne vengono sottolineate altre fino ad oggi trascurate
Come già indicato in alcuni post pubblicati in passato su questo blog, uno dei comparti produttivi che in Europa e in Italia occupa un numero molto elevato di addetti è sicuramente quello del life sciences, e le peculiarità dei settori che lo compongono hanno spinto tutte le più importanti imprese di job placement e di head hunting a creare delle divisioni espressamente dedicate a questo ambito.
Alcune di queste strutture, che si possono considerare dei veri e propri osservatori del mondo del lavoro in ambito life sciences, hanno pertanto accumulato una mole di dati e un’esperienza sul mondo del lavoro del settore salute tale da poter offrire un contributo prezioso per comprenderne le potenzialità e le criticità che lo caratterizzano. A tal proposito, è utile prendere in considerazione le cifre di due report dedicati a questo tema:
- Pharma Salary Guide 2018 pubblicato da Badenoch & Clark;
- Talenti del Settore Life Sciences: il mondo del lavoro in evoluzione redatto da Kelly Service.
Pharma Salary Guide 2018 pubblicato da Badenoch & Clark;
La Pharma Salary Guide 2018 offre una panoramica generale delle dinamiche retributive legate al settore farmaceutico italiano. Fra le informazioni in esso contenute, il report segnala l’importanza del ruolo del settore farmaceutico nell’ambito dell’economia italiana attraverso la fornitura del dato dell’occupazione, che nel triennio 2015-2017 ha registrato un incremento del 4,5%, a fronte di una media italiana pari all’1,3% registrata nel medesimo lasso di tempo.
Inoltre, analizzando altri dati presenti nel report, si apprende che l’industria farmaceutica è una di quelle che investe maggiormente nei giovani rispetto all’industria italiana nel suo complesso, in quanto la forza lavoro con meno di 35 anni nel settore pharma è salita del 10% (totale Italia +3%), portando questo cluster al 55% del totale degli addetti del settore (totale Italia 20%). Anche la cosiddetta precarietà “giovanile” nel settore farmaceutico risulta essere limitata: il 76% dei nuovi contratti di lavoro stipulati con addetti under 35 è a tempo indeterminato (totale Italia 47%).
Nonostante non siano riportati i dati relativi al titolo di studio, una conferma indiretta sull’alta specializzazione delle risorse umane impiegate in ambito farmaceutico la si ha dalla suddivisione degli addetti per inquadramento professionale:

Appare evidente che il settore non solo ha una quota di impiegati di molto superiore a quella delle altre tipologie di industrie e a quella dell’economia italiana nel suo complesso, ma anche le percentuali di quadri e dirigenti sono sensibilmente più alte
Talenti del Settore Life Sciences: il mondo del lavoro in evoluzione redatto da Kelly Service.
Il report Talenti del Settore Life Sciences: il mondo del lavoro in evoluzione pubblicato da Kelly Service analizza tre filoni di indagine: la concorrenza nell’individuazione e nell’acquisizione delle competenze, la maggiore domanda di flessibilità di lavoro e l’accesso in tempo reale a domanda, offerta e dati di retribuzione della forza lavoro. L’indagine ha coinvolto 1.400 professionisti che operano nei settori farmaceutico e medical device in sette diversi paesi europei.
Il report di Kelly Service riporta delle informazioni molto interessanti utili per delineare in modo approfondito quali siano le caratteristiche che contraddistinguono il comparto life sciences nel suo complesso rispetto agli altri settori. Limitando il perimetro di analisi alla sola Italia, nella filiera della salute (espressione non propriamente corretta in quanto il rapporto prende in considerazione solo una parte, seppur considerevole, dell’intera filiera) il 66% degli addetti è assunto con un contratto a tempo determinato o svolge un lavoro autonomo, mentre questa quota cala al 37% se si prende in considerazione tutta la forza lavoro presente in Italia.
Un altro dato di particolare interesse contenuto nel report è l’opinione che gli intervistati hanno sull’automazione parziale o totale del loro ruolo: solo il 22% considera questo processo una minaccia per il proprio lavoro. Ciò significa che la stragrande maggioranza dei 140.000 addetti che lavorano direttamente per i due principali settori del life sciences in Italia (64.000 per l’industria farmaceutica e 76.000 per il settore dei medical device) sono pronti a confrontarsi con la sfide delle nuove tecnologie sul proprio posto di lavoro.
Ma ciò che traspare dall’analisi di tutti i contenuti nel rapporto e ben sottolineato dagli autori, e che il comparto life sciences si trova in concorrenza nella ricerca di competenze anche con altri settori dell’industria nazionale. Ciò dovrebbe indurre le aziende del comparto ad assumere iniziative ed offrire incentivi che siano in grado di attrarre e trattenere i nuovi talenti.
Dino Biselli
Fonti Principali
Pharma Salary Guide 2018
Talenti del Settore Life Sciences: il mondo del lavoro in evoluzione

