Il Sistema Sanitario dei Paesi Bassi
Il sistema sanitario olandese per certi versi assomiglia ad un Giano bifronte: adotta un modello universalistico, ma allo stesso momento applica un modello mutualistico; è un sistema basato sulla concorrenza fra soggetti erogatori privati, ma allo stesso tempo lo Stato assume un forte ruolo di regolatore; le cure di assistenza di lungo respiro sono garantite dallo Stato mentre le patologie acute sono generalmente a carico del cittadino. Il risultato è un sistema sicuramente efficace, ma allo stesso tempo molto costoso
Il sistema sanitario olandese per certi versi assomiglia ad un Giano bifronte: adotta un modello universalistico, ma allo stesso momento applica un modello mutualistico; è un sistema basato sulla concorrenza fra soggetti erogatori privati, ma allo stesso tempo lo Stato assume un forte ruolo di regolatore; le cure di assistenza di lungo respiro sono garantite dallo Stato mentre le patologie acute sono generalmente a carico del cittadino. Il risultato è un sistema sicuramente efficace, ma allo stesso tempo molto costoso
In questi ultimi anni l’Euro Health Consumer Index (EHCI), elaborato dal think tank svedese Health Consumer Powerhouse (HCP), riporta stabilmente l’Olanda nelle sue prime posizioni, a riprova della qualità espressa dal sistema sanitario dei Paesi Bassi.
In effetti, il sistema sanitario olandese presenta degli outcome di salute di tutto rispetto, ma tutto ciò ha un costo e nel caso specifico anche molte elevato: secondo i dati OCSE rielaborati da The European House Ambrosetti, la spesa sanitaria olandese risulta essere pari al 10,1% del PIL, con la sola parte pubblica che rappresenta circa l’8% del Prodotto Interno Lordo: questo significa che è fra le più alte riportate dai suoi paesi membri.
L’attuale conformazione del sistema sanitario olandese è statuita dall’ultima grande riforma attuata a partire dal 2006, e disegna un modello di sanità che può essere considerato a metà strada fra quello universalistico (modello Beveridge) e quello mutualistico (modello Bismarck). Infatti, l’aspetto universalistico e solidale, vale a dire quello finanziato con la fiscalità generale, convive con quello mutualistico: il che significa che parte delle prestazioni sanitarie sono rese possibili da assicurazioni sottoscritte da imprese e assistiti.
La legge olandese obbliga tutti i cittadini ad essere iscritti ad un’assicurazione sanitaria, anche coloro fra questi che hanno un basso reddito che, proprio per questo, ricevono un supporto dallo Stato. Il pacchetto di servizi messi a disposizione dalle assicurazioni prevede solitamente l’assistenza primaria, l’assistenza ospedaliera, l’assistenza farmaceutica e l’assistenza paramedica. L’assicurato può scegliere tra l’assistenza diretta (che prevede l’utilizzo delle strutture indicate dall’assicurazione) o l’assistenza indiretta (il che significa maggiore libertà di scelta delle strutture a fronte di un successivo rimborso).
Le assicurazioni sanitarie sono in competizione tra loro e pongono la qualità dei servizi e la tempestività nelle risposte al centro della loro strategia. Inoltre le assicurazioni non possono per legge attuare politiche discriminatorie tese ad impedire l’iscrizione di determinate tipologie di assistiti.
Il carattere universalistico del sistema finanzia quelle spese classificate come “eccezionali” (assistenza a lungo termine, assistenza domiciliare e residenziale agli anziani non autosufficienti e ai disabili fisici e psichici). In particolare, fin dal 1968 è attiva l’iniziativa Wet langdurige zorg (in precedenza denominata AWBZ – Algemene Wet Bijzondere Ziektekosten), un programma il cui scopo è l’erogazione di servizi di assistenza domiciliare e residenziale a soggetti anziani e disabili. Essa è resa possibile grazie a trentadue uffici regionali che svolgono attività di committenza a tal riguardo.
A livello organizzativo, il medico di famiglia è la figura centrale di tutto il sistema in quanto è il gatekeeper per l’accesso ai medici specialisti e all’assistenza ospedaliera. I medici di famiglia, diffusi su tutto il territorio olandese, sono liberi professionisti convenzionati con le assicurazioni, le loro prestazioni sono gratuite, e sono liberamente scelti dagli assistiti. La loro remunerazione avviene con un sistema misto che prevede una quota capitaria e un’altra a prestazione, con tariffe che sono fissate centralmente.
Come già specificato in precedenza, l’assistenza ospedaliera e specialistica è accessibile solo su richiesta del medico di famiglia (tranne nei casi relativi all’urgenza). Grazie alla presenza di numerosi ospedali e cliniche no-profit, i pazienti possono scegliere il luogo di cura, pagando una franchigia massima annuale di 375 Euro (anche se alcune enti assicurativi richiedono ai pazienti una partecipazione alla spesa del 25% nel caso essi scelgano una struttura non convenzionata con l’assicurazione). Tutti i medici specialisti lavorano in ospedale come liberi professionisti o come dipendenti.
Il sistema ospedaliero olandese, suddivide le sue (circa) novanta aziende ospedaliere in tre grandi categorie: gli ospedali universitari, gli ospedali generali, e una particolare categoria di ospedali denominata “top-clinical“. Gli ospedali universitari, in quanto strettamente legati alle facoltà di medicina degli atenei olandesi, sono le strutture più grandi e capaci di trattare un maggior numero di specializzazioni rispetto alle altre realtà ospedaliere del paese. Seppur non strettamente legati ad una singola università, anche gli ospedali “top-clinical” sono strutture molto grandi e in grado di offrire assistenza e trattamento per numerose specializzazioni mediche.
Da quanto descritto, analizzato su più fronti, il sistema olandese sembra essere caratterizzato da un carattere ambivalente: è universalistico per le cure e trattamenti di lunga durata, ma allo stesso tempo mutualistico per la gestione della fase acuta; è poco costoso per il paziente nel momento in cui si affrontano cure abbastanza “semplici” e di routine, mentre diventa costoso quando si affrontano patologie di trattamento più complesso; coniuga iniziativa e proprietà privata delle strutture con un intervento pubblico che fa assumere allo Stato e alle amministrazioni pubbliche un ruolo di regolatore dell’intero sistema.
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti in termini di salute pubblica, i costi che un sistema congegnato in tali termini comporta sono un importante elemento utile da considerare nel dibattito, che interroga tutti i principali paesi industrializzati, su quale via seguire per poter garantire cure e trattamenti efficaci riuscendo, nel contempo, a mantenere la sostenibilità finanziaria dell’intero sistema sanitario.
Dino Biselli
Fonti Principali
Health Consumer Powerhouse
TEA-Ambrosetti – Meridiano Sanità
Salute Internazionale – Il Sistema Sanitario Olandese
Salute Internazionale – Sistema Sanitario Olandese

