Mercato Oncologia: le stime di IQVIA Institute
Il mercato globale dei farmaci oncologici non sembra mostrare segni di rallentamento e anche per i prossimi anni registrerà una crescita a doppia cifra. Con il Global Oncology Trends 2019, IQVIA Insitute offre un’analisi completa sul settore, prendendo in considerazione anche gli aspetti legati alla ricerca e alle politiche regolatorie, e ne stima il potenziale di crescita
Il mercato globale dei farmaci oncologici non sembra mostrare segni di rallentamento e anche per i prossimi anni registrerà una crescita a doppia cifra. Con il Global Oncology Trends 2019, IQVIA Institute offre un’analisi completa sul settore, prendendo in considerazione anche gli aspetti legati alla ricerca e alle politiche regolatorie, e ne stima il potenziale di crescita
Non vi è dubbio alcuno che, dopo anni, ancora oggi l’area oncologica rappresenti uno dei segmenti fondamentali del mercato farmaceutico globale. La complessità e la varietà di questa area terapeutica rappresentano per le aziende farmaceutiche una fonte di innumerevoli opportunità di ricerca e di business, ma al tempo stesso, una sfida: non solo per i differenti aspetti che caratterizzano le diverse classi di tumori (e per la numerosità di organi e apparati che possono essere colpiti da questa patologia), ma anche per le difficoltà dovute alla politiche regolatorie applicate da differenti paesi e per tentativi di contenimento dei costi sanitari portati avanti da queste ultime che, inevitabilmente fanno dei farmaci antitumorali dei “controllati speciali”.
Detto ciò, dalle cifre e dalle informazioni rese disponibili da IQVIA Institute, attraverso il report Global Oncology Trends 2019, redatto a cura di Murray Aitken, Michael Kleinrock, Deanna Nass e Alana Simorellis, il mercato dei farmaci antitumorali ha raggiunto globalmente un livello molto importante, poiché la spesa nel 2018 è stata stimata in circa 150 miliardi di Dollari, con un incremento sull’anno precedente pari al 12.9%. E secondo gli autori del report, la crescita del mercato continuerà almeno per i prossimi cinque anni.
Il rapporto sottolinea come fra il periodo fra 2014 e il 2018 sia stato un periodo molto positivo per la farmaceutica in ambito oncologico, con il lancio di ben 57 nuovi principi attivi e l’approvazione di 89 nuove indicazioni terapeutiche. Riguardo queste ultime, quasi un terzo sono state indicazioni relative a tumori ematologici, mentre ben 12 hanno riguardato il solo polmone. Ma grazie allo sforzo profuso nella ricerca, il numero di nuove molecole immesse in commercio dovrebbe aumentare ancora, in quanto al 2018 le molecole nell’ultima fase di sviluppo della pipeline oncologica erano pari a 849, con un aumento del 17% sul dato del 2017. Di queste molecole in fase avanzata di sviluppo, 450 sono immunoterapici mentre 99 sono farmaci biologici: se considerate queste due categorie come un insieme unico, si arriva ad ottenere più di 80 nuovi meccanismi di azione.
Più che le grandi multinazionali farmaceutiche, le vere protagoniste della ricerca in campo oncologico sono le realtà che sono interamente focalizzate sull’oncologia: quasi 500 delle 711 aziende che partecipano allo sviluppo di farmaci attualmente nell’ultima fase di sviluppo sono di questo tipo, e 463 sono aziende biofarmaceutiche emergenti. Inoltre, fra le 33 principali multinazionali farmaceutiche (quelle con un valore delle vendite globali pari a più di 5 miliardi di Dollari nel 2018), ben 28 hanno un’attiva ed estesa pipeline in oncologia.
Altro tema fondamentale è quello della durata delle procedure regolatorie necessarie affinché un nuovo farmaco possa essere effettivamente disponibile per i pazienti che ne necessitano. I dati indicati nel rapporto sembrano confermare l’efficacia dell’impegno portato avanti dagli enti regolatori dei sistemi sanitari dei paesi avanzati, tesi a rendere disponibili i trattamenti innovativi ai pazienti nel più breve tempo possibile. Infatti, prendendo come riferimento gli USA, il tempo mediano che intercorre fra il momento dell’ottenimento del brevetto su una molecola e quello del lancio di nuovo farmaco oncologico nel 2018 è risultato essere pari a 10,5 anni, in netta accelerazione rispetto al dato di durata di questo intero processo rilevata nel 2017 (circa 14,5 anni). Interessante anche il dato relativo a quanti dei 54 farmaci oncologici lanciati sul mercato nel periodo compreso fra il 2013 e il 2017: solo i sistemi di USA, Germania e Regno Unito ne hanno resi accessibili più di 40 ai pazienti.
Una lettura più approfondita del report di IQVIA Institute consente al lettore di ottenere tutta una serie di informazioni che possono permettere di avere un quadro globale completo di come del mercato dei farmaci oncologici. Nonostante la crescita prevista a livello globale, questo segmento del mercato farmaceutico dovrà affrontare ancora di più i medesimi ostacoli che già oggi in qualche modo lo pongono sotto i riflettori dei “decisori” dei servizi sanitari nazionali. Il costo elevato dei trattamenti, insieme alla sempre maggiore limitatezza delle fonti di finanziamento di sistemi sanitari, impongono molto spesso di effettuare delle scelte che permettano di limitare per quanto possibile il consumo di questi farmaci al fine di garantire la sostenibilità finanziaria dell’intero sistema. Tuttavia, tale situazione per i prossimi anni ciò non dovrebbe rappresentare un grosso freno alla crescita del mercato: IQVIA Institute stima che la spesa globale in farmaci oncologici nel 2023 supererà i 200 miliardi di dollari, con una crescita media nel quinquennio 2018-2023 pari all’11–14%.
Dino Biselli
Fonti Principali
Global Oncology Trends 2019

