I Dati dell’Industria Farmaceutica Europea

Le informazioni contenute nel rapporto annuale di Efpia mostrano un’industria farmaceutica europea in salute e capace di contribuire allo sviluppo economico del continente, soprattutto grazie alle sue attività di ricerca e sviluppo

Report Efpia 2019

Le informazioni contenute nel rapporto annuale di Efpia mostrano un’industria farmaceutica europea in salute e capace di contribuire allo sviluppo economico del continente, soprattutto grazie alle sue attività di ricerca e sviluppo

L’industria farmaceutica europea continua ad accrescere il suo ruolo di protagonista della crescita economica del continente: grazie ad una valore delle produzione complessivo che nel 2018 ha raggiunto i 260 miliardi di Euro e alla crescita rispetto al 2017 di tutti gli altri indicatori relativi alla industry. Tuttavia, il divario con l’industria farmaceutica del Nord America, dominatrice indiscussa del mercato globale del farmaco, non si è ridotto, ma al contrario, pare essere aumentato.

Sono queste le prime considerazioni indotte da una veloce lettura del rapporto The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2019 pubblicato dall’Efpia, la federazione europea dell’industria farmaceutica. Un’industria che in ambito mondiale (il cui valore di mercato è stimato in 845 milioni di Euro) conserva la sua posizione in termini di vendite con una quota del 23,2%, seconda solo a quella del Nord America (48.9%). Di particolare interesse è lo schema delle percentuali medie dei margini di distribuzione che contribuiscono alla determinazione del prezzo di un farmaco in Europa: il 66% del prezzo finale viene acquisito dai produttori, il 5,3% dai grossisti, il 17,8% dai farmacisti e il 10,3% dallo Stato (attraverso le tasse).

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla ricerca e sviluppo, una voce di spesa per investimenti che nel 2018 è ammontata a 36,5 miliardi di Euro, in aumento di 1,2 miliardi rispetto al dato del 2017, nonostante sia in atto un graduale trasferimento delle attività di ricerca dall’Europa ai principali paesi emergenti (Brasile, Cina e India), e il finanziamento della ricerca trovi un ostacolo indiretto nel commercio parallelo intra-UE che sottrae risorse ai pazienti, ai sistemi sanitari e alle aziende più impegnate nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci.

Secondo i dati EUROSTAT del 2018, l’industria farmaceutica e biotecnologica è stata il settore manifatturiero con il più alto livello di valore aggiunto prodotto per persona impiegata, confermando anche la sua alta intensità nella R&D. Prendendo invece come riferimento i dati del 2017, i paesi europei nei quali sono stati effettuati i maggiori investimenti in R&D sono la Germania (19,6% del totale) e la Svizzera (17,3%), seguite da UK (15,0%) e Francia (12,6%). Con volumi di spesa nettamente minori seguono il Belgio (9,9%), la Danimarca (4,6%) e l’Italia (4,3%), mentre altri paesi hanno riportato cifre che è possibile ritenere residuali.

Riguardo il dato della produzione farmaceutica, il paese che risulta essere primo in Europa è la Svizzera, con un controvalore di quasi 45 miliardi di Euro di produzione, seguita dall’Italia che, con i suoi 31,2 miliardi di Euro di controvalore si conferma come primo paese dell’UE nella produzione di prodotti farmaceutici. A brevissima distanza la Germania, con 30,5 miliardi di Euro di controvalore, e, più distanziate, la Francia (21,9) e l’UK (20,6).

Il livello occupazionale della pharmaceutical industry europea appare essere stabile, con un numero di addetti diretti di poco superiore alle 760.000 unità di cui ben 115.000 attivi in area ricerca e sviluppo. Il settore farmaceutico tedesco e francese sono di gran lunga quelli che occupano il maggior numero di persone: 117.000 il primo e 98.000 il secondo. Seguono a distanza quello italiano e inglese con rispettivamente 65.000 e 63.000 addetti. Anche se nel rapporto non vengono fornite cifre specifiche, viene sottolineato che in taluni paesi l’indotto dell’industria farmaceutica è in grado di occupare un numero di addetti superiore a più di quattro volte di quello occupati direttamente.

Inoltre, anche se non quantificato con dati a supporto, fra i benefici sul capitale umano indotti dalla presenza di una forte industria farmaceutica europea impegnata nella ricerca vengono certamente ricompresi sia la possibilità di offrire un’occupazione di alta professionalità a persone dotate di titoli di studio universitari e post-universitari, sia, collegato a quest’ultimo, la capacità di limitare la fuga di cervelli verso altri paesi capaci di investire ingenti risorse in tecnologia e ricerca.

Infine, altro dato degno di nota è quello relativo all’import/export: l’industria farmaceutica europea contribuisce al mantenimento in positivo della bilancia dei pagamenti, in quanto nel 2017 la differenza fra importazioni ed esportazioni è risultata essere positiva per 101 miliardi di Euro.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Efpia

 

Ulteriori Risorse
Pharma Industry Europea: dati Efpia 2020

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.