Le 60 candeline di Eli Lilly Italia

L’evento che ha festeggiato i sessant’anni di presenza in Italia di Eli Lilly è stato l’occasione per fare il punto sull’importanza che la multinazionale biofarmaceutica americana ha acquisito, non solo per l’area fiorentina ma anche per l’intero paese, sia per l’economia italiana e l’export di prodotti farmaceutici sia in termini di innovazione tecnologica e di impiego di risorse umane altamente qualificate

60 anni Eli Lilly Italia

L’evento che ha festeggiato i sessant’anni di presenza in Italia di Eli Lilly è stato l’occasione per fare il punto sull’importanza che la multinazionale biofarmaceutica americana ha acquisito, non solo per l’area fiorentina ma anche per l’intero paese, sia per l’economia italiana e l’export di prodotti farmaceutici sia in termini di innovazione tecnologica e di impiego di risorse umane altamente qualificate

Non è un mistero che l’export di farmaci sia una delle voci determinanti nella composizione del totale delle esportazioni italiane. Ciò che invece è meno noto è il fatto che una quota rilevante delle esportazioni di farmaci avviene grazie al contributo di Eli Lilly Italia e, in particolare, al sito produttivo di Sesto Fiorentino. Solo per offrire dei riferimenti a riguardo, con la sua produzione il sito copre il 50% della domanda mondiale di fiale di insulina con brand Eli Lilly e il 65% della richiesta globale del farmaco di nuova concezione per il trattamento del diabete di tipo 2. Tutto ciò si traduce in una quota del 98% di produzione esportata rispetto all’output totale prodotto nell’impianto.

Già solo quanto sopra riportato dovrebbe far comprendere quale sia il contributo di Eli Lilly all’economia italiana, e all’area fiorentina in particolare, nel corso degli ultimi 60 anni. Infatti, nel 1959 con l’apertura dello stabilimento di Sesto Fiorentino, la multinazionale biofarmaceutica americana con sede ad Indianapolis ha avviato la sua avventura produttiva in Italia. Proprio per festeggiare questo avvenimento, lo scorso 10 luglio Eli Lilly ha organizzato un “compleanno” in grande stile presso la sua sede, con la partecipazione di importanti figure chiave di Eli Lilly e di importanti autorità a livello locale e regionale.

L’importanza che il nostro paese ha via via conquistato nella strategia di Eli Lilly è testimoniato dal fatto che l’impianto produttivo di Sesto Fiorentino è un hub a cui fanno riferimento 19 affiliate tra Italia, Russia, Europa centrale e dell’est, e Israele.

A seguito della riconversione dello stabilimento avvenuta nel 2009, anno in cui è stata avviata la produzione di insulina umana da DNA ricombinante, negli ultimi 14 anni sono stati effettuati investimenti pari a 517 milioni di Euro, di cui 65 milioni tra il 2018-2019 per l’avvio di una nuova linea di produzione. A fine 2018 lo stabilimento, esteso su 83.000 mq, impiega circa 1.100 addetti, di cui 700 occupati nel sito manifatturiero, e realizza un fatturato di 2.128 milioni di Euro, di cui 17 milioni investiti in ricerca e sviluppo. Tutto ciò permette di poter fornire farmaci a più di 6 milioni di pazienti in tutto il mondo.

Gli interventi che hanno caratterizzato la celebrazione dei sessant’anni di Eli Lilly in Italia possono essere ricondotti a due filoni principali: il contributo dell’azienda, a livello nazionale e locale, in termini di produzione di valore (sia direttamente che indirettamente) e di impegno nel promuovere lo sviluppo sociale e culturale nella comunità dove essa è inserita (argomenti già trattati in due precedenti post pubblicati su questo blog: Esempi di CSR: Eli Lilly e Sanofi e Eli Lilly e la Corporate Social Responsibility); l’apporto decisivo offerto all’intero paese in termini di innovazione.

Innovazione che è frutto di scelte sui vari aspetti che caratterizzano il processo di creazione del valore: dalla ricerca sui prodotti, con l’impegno di Eli Lilly a individuare nuovi soluzioni terapeutiche nelle aree che a livello mondiale non offrono ancora delle risposte alle pressanti domande di salute da parte di coloro che sono affetti da patologie ancora senza cura, alla preparazione e alla professionalità delle persone che lavorano in azienda.

In riferimento al primo aspetto, ad oggi gli studi clinici attivi sono 74, con 9 di essi in fase Ib/II, mentre i trials coinvolgono oltre 300 centri e circa 1.500 pazienti. Eli Lilly Italia sta investendo annualmente circa 15 milioni di Euro per continuare ad innovare i farmaci da lei prodotti nelle aree terapeutiche dell’immunologia, della diabetologia, della neurologia e dell’oncologia. Anche l’ambito della produzione aziendale è destinataria di crescenti investimenti diretti finalizzati all’adeguamento dei reparti produttivi alle condizioni che caratterizzano la cosiddetta “manifattura 4.0“, favorendo in tal modo l’affermarsi di processi di confronto dell’azienda con il mondo universitario e con altri partner.

Riguardo la preparazione delle risorse umane, la maggior parte delle persone impiegate in Eli Lilly possiede un tasso di scolarizzazione altamente qualificato (il 56% ha un titolo di laurea). Inoltre, l’azienda sta affrontando la sfida imposta dalla rapida innovazione dovuta alla rivoluzione digitale attraverso l’introduzione in organigramma di nuove figure professionali (come data analysis, real world evidence specialist, e nuove tipologie di figure tecniche), e il ricorso a modalità differenti di prestazione del lavoro, come lo smart working definito “massivo”, allo scopo di creare tutte le condizioni necessarie per attirare e trattenere i migliori talenti disponibili sul mercato del lavoro.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Eli Lilly Italia
Quotidiano Sanità
Wired Italia

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