Deloitte e le prospettive dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è uno degli ambiti della digital health con le maggiori prospettive di sviluppo e di affermazione, come risulta dalle vari contributi offerti durante un evento organizzato da Deloitte Italia proprio per fare il punto sullo stato di sviluppo dell’AI: la personalizzazione dei trattamenti e l’automatizzazione dei processi sono considerate le principali potenzialità di questa tecnologia, mentre il ritardo accumulato nella digitalizzazione dei processi e quindi nella disponibilità del dato sono degli ostacoli da superare. Il caso di Babylon Health e del suo servizio GP at  Hand sono un’esperienza di successo nell’impiego dell’AI

Deloitte AI

L’intelligenza artificiale è uno degli ambiti della digital health con le maggiori prospettive di sviluppo e di affermazione, come risulta dalle vari contributi offerti durante un evento organizzato da Deloitte Italia proprio per fare il punto sullo stato di sviluppo dell’AI: la personalizzazione dei trattamenti e l’automatizzazione dei processi sono considerate le principali potenzialità di questa tecnologia, mentre il ritardo accumulato nella digitalizzazione dei processi e quindi nella disponibilità del dato sono degli ostacoli da superare. Il caso di Babylon Health e del suo servizio “GP at  Hand” sono un’esperienza di successo nell’impiego dell’AI

Nonostante gli investimenti effettuati e i primi risultati concreti realizzati o in fase di realizzazione, ad oggi lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in ambito medico e sanitario è ancora una delle grandi scommesse della digital health. I possibili ambiti di applicazione dell’artificial intellingence nel settore salute sono talmente ampi tanto che sono stati sviluppati strumenti di AI in ogni area che contraddistingue la filiera della sanità: dai pazienti agli enti regolatori, dai provider sanitari all’industria.

Un momento di confronto su questi temi è stato offerto da Deloitte Italia attraverso l’evento “Prospettive, potenzialità, impatti e modelli dell’Artificial Intelligence in ambito sanitario” che ha avuto luogo 24 settembre presso il Mudec di Milano. Tale conferenza, promossa da Valeria Brambilla, e sviluppata da Guido Borsani e Davide Lipodio (con il contributo di Officine Innovazione) rientra nelle iniziative della Health Care Med Tech Community di Deloitte, ed è stata contraddistinta dagli intervenuti di Pedro Berjano, responsabile dell’Unità Operativa di GSpine4 dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, Federico Cabitza, Professore Associato Università degli Studi di Milano Bicocca e coordinatore scientifico Ecosystem Advisory Board, Sergio Decherchi, Technologist, Computational Chemistry e Machine Learning Expert, Istituto Italiano di Tecnologia e Domen Gluhar, Associate Director Business Development at Babylon Health di Babylon UK.

Chiaramente le analisi e gli interventi sono stati concentrati soprattutto sul contesto italiano, in particolare attraverso la presentazione dei risultati di una survey sull’AI con la quale sono state raccolte ed elaborate le opinioni di quattro tipologie di attori: gli healthcare provider, le aziende life science, le società scientifiche e le centrali di acquisto. Da questa ricerca risulta che le potenzialità percepite relative all’intelligenza artificiale in ambito life science sono legate alla possibilità di personalizzare i trattamenti e automatizzare i processi, mentre la maggior parte del campione ritiene che il ritardo accumulato nella digitalizzazione dei processi clinici e quindi nella disponibilità e nella fruibilità del dato clinico da parte delle tecnologie di AI sia un ostacolo alla sua piena affermazione. Quest’ultima sarà possibile nel momento in cui l’intelligenza artificiale sarà percepita dai professionisti come strumento di supporto alla propria attività e quando i pazienti saranno propensi a sviluppare un approccio positivo con queste nuove modalità di intermediazione del rapporto medico-paziente.

Un punto toccato più volte dai vari interventi è che l’intelligenza artificiale non è chiamata a sostituire l’uomo nel delicato ruolo di decisore, ma piuttosto ad offrire possibilità e strumenti che consentano al professionista sanitario di poter assumere delle decisioni o tenere determinati comportamenti, potendo contare sulla disponibilità di tutte le informazioni possibili in quel dato momento, e rese qualitativamente migliori attraverso l’intervento della tecnologia digitale. Questo significa integrare la tecnologia nell’ambiente preesistente, far sì che essa consenta di comprendere quale siano le vere esigenze di salute e di sistema, e infine che possa soddisfare le necessità degli utenti.

Quindi la vera innovazione nell’ambito della intelligenza artificiale in medicina è concepire il modo per integrarla alle pratiche dei medici e renderla scontata come una abitudine…

Fra i casi di reali impiego dell’intelligenza artificiale che sono stati presentati durante l’evento, la demo del servizio GP at Hand di Babylon Health, società inglese pioniera nell’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito healthcare, rappresenta un caso semplice da illustrare e da far comprendere, in quanto molto prossimo all’esperienza quotidiana vissuta da tutti i possibili pazienti. Babylon Health ha evidenziato le potenzialità dei servizi offerti dalla piattaforma da lei creata per offrire una prima diagnosi agli utenti che sottopongono i loro problemi di salute e facilitare l’interlocuzione fra medico e paziente.

Infatti il servizio GP at Hand, che opera in simbiosi con il NHS britannico, si configura come un’alternativa alla tradizionale modalità di consultazione del GP, dando la possibilità all’utente che vuole aderire a questo servizio di poter richiedere un appuntamento tramite app, 24 ore al giorno 7 giorni su 7, ad un medico generico che collabora con l’azienda.

Tale consulto è preceduto da un questionario via chatbot che, come un triage, analizza i sintomi segnalati dall’utente e propone alcune possibili linee di condotta. Il consulto avviene via device ed entro due ore dal momento in cui è stata effettuata la richiesta: in pratica il contatto con il GP avviene attraverso una videochiamata che consente al paziente di comunicare direttamente con il professionista sanitario in qualsiasi momento della giornata. Questa prima consultazione può essere seguita da una prescrizione di farmaci, da un consiglio di cura, dall’invito a consultare uno specialista, o, nei casi più gravi, dall’invito a recarsi presso un Pronto Soccorso.

E’ possibile anche concordare un successivo incontro face-to-face con il GP, sempre attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma: in tal medico e paziente si incontreranno presso una delle cliniche della struttura, attualmente sette a Londra e una a Birmingham. Inoltre, presso le strutture di Babylon Health è possibile effettuare anche alcune tipologie di esami non complessi come ad esempio l’elettocardiogramma e l‘esame del sangue.

Anche se ancora limitato a poche aree di Londra e Birmingham, i servizi offerti da Babylon Health stanno avendo dei riscontri molto favorevoli, soprattutto da utenti di giovane età. Inoltre, l’azienda si sta espandendo in altri paesi e l’expertise sviluppata grazie alla collaborazione con il NHS le sta rendendo possibile attivare delle partnership con gli attori di tutte le tipologie di sistemi sanitari, siano essi pubblici che privati.

Il caso di Babylon Health dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere impiegata con successo nella cosiddetta “vita reale” in ambito sanitario, ma testimonia che ci sono ancora molte opportunità legate ad essa ancora da esplorare e sviluppare: la stessa Babylon Health offre con successo ulteriori servizi oltre a GP at Hand.

Una visione completa sulla situazione attuale dell’AI e sulle sue potenzialità sarà offerta da Frontiers Health, il più importante evento d’Europa dedicato alla digital health che si terrà a Berlino dal 13 al 15 novembre.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Babylon Health
GP at Hnd – Babylon Health
Digital Health Italia

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