Il gruppo Chiesi: Innovazione e Responsabilità
Chiesi è una delle principali aziende farmaceutiche italiane e fra le prime cinquanta multinazionali pharma a livello mondiale, ed è attiva nelle aree terapeutiche della pneumologia, della neonatologia, delle malattie rare e delle special care. In questi anni Chiesi è stata impegnata in un processo di open innovation interna che ha avuto come obiettivo la trasformazione digitale dell’azienda. Importante anche l’impegno nella Corporate Social Responsibility, con il gruppo che ha assunto la forma giuridica di “benefit corporation”
Chiesi è una delle principali aziende farmaceutiche italiane e fra le prime cinquanta multinazionali pharma a livello mondiale, ed è attiva nelle aree terapeutiche della pneumologia, della neonatologia, delle malattie rare e delle special care. In questi anni Chiesi è stata impegnata in un processo di open innovation interna che ha avuto come obiettivo la trasformazione digitale dell’azienda. Importante anche l’impegno nella Corporate Social Responsibility, con il gruppo che ha assunto la forma giuridica di “benefit corporation”
Nonostante l’industria farmaceutica italiana sia una delle più importanti in Europa (la prima nell’ambito dell’Unione Europea e la seconda continentale per quel che riguarda il valore della produzione) le singole aziende farmaceutiche italiane non hanno dimensioni tali da poterle consentire di occupare le primissime posizioni nella graduatoria delle principali imprese farmaceutiche del continente. Tuttavia, con l’adozione di strategie accorte, e una buona gestione da parte dei vertici aziendali che si sono seguiti nel corso del tempo, le aziende farmaceutiche italiane si sono strutturate per affrontare la concorrenza e il mutamento del mercato indotto dall’innovazione tecnologica.
Fra le aziende pharma italiane. una delle più importanti e meglio strutturate è sicuramente Chiesi. Fondata a Parma nel 1935, ad oggi Chiesi è fra le prime 50 aziende farmaceutiche al mondo, ed esporta i suoi prodotti in 80 paesi con una presenza diretta in 28, soprattutto europei. Oltre al centro di ricerca di Parma, Chiesi ha altri cinque laboratori situati a Parigi (Francia), Cary (USA), Chippenham e Oxford (UK) e Lidingö (Svezia), mentre sono tre gli impianti dedicati all’attività produttiva: Parma, Blois in Francia e Santana de Parnaiba in Brasile.
Chiesi, attiva in ambito respiratorio, in neonatologia, nelle malattie rare e nelle special care, nel 2018 ha registrato un fatturato consolidato di 1.768 milioni di Euro, con un incremento del 4,8% rispetto al risultato del 2017. L’ammontare totale degli investimenti è stato di circa 143 milioni di Euro, di cui una quota pari a circa il 42% è stato impiegato nell’acquisizione di impianti, macchine di produzione e infrastrutture, mentre la quota restante è stata dedicata all’acquisizione di proprietà intellettuali e marchi registrati. Nel 2018 le spese in ricerca e sviluppo sono state pari a 381,8 milioni di Euro, mentre gli studi clinici attivi a fine anno risultavano essere 54. Il numero totale di approvazioni nel corso dell’anno è stato di 11, mentre a fine 2018 Chiesi ha raggiunto un totale di 3.700 brevetti registrati.
Gli addetti del gruppo a livello globale sono 5.624 (52% donne e 48% uomini) di cui 788 impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo e 827 dislocati presso i siti produttivi. Nel corso del 2018 ogni addetto di Chiesi ha ricevuto in media 43,8 ore di formazione professionale.
Nel corso degli ultimi anni, il gruppo Chiesi ha intrapreso un percorso di innovazione che, nel 2018, è entrato in una fase avanzata, dedicata allo sviluppo della open innovation e all’avvio del processo di digital transformation aziendale che ha lanciato 15 programmi ad ampio respiro in varie aree. Uno dei percorsi di open innovation è WeStart che ha permesso al gruppo di avviare lo sviluppo di canali di interazione individuali con i pazienti. Il programma, durato tre mesi, ha dato l’opportunità a tre team di dipendenti di sviluppare un percorso imprenditoriale aperto a stimoli e contributi provenienti dall’ecosistema esterno, oltre a dare la possibilità di mettere in pratica competenze cruciali nel percorso di trasformazione digitale.
Il successo di questa fase, ancora in corso, è dovuto ad alcuni fattori: l’aver messo le persone al centro del cambiamento, l’impegno a riguardo della Direzione Generale e di tutti gli executive aziendali, una governance che ha visto la funzione HR e la Business Unit Consumer Healthcare garantire la continuità a questa evoluzione. Inoltre, la scelta di inserire l’innovazione e la digitalizzazione come obiettivi prioritari da raggiungere da parte di tutti i manager è stata una mossa assolutamente decisiva per la riuscita di tutta l’operazione.
Il programma WeStart, sviluppato con esperti di startup, è stato selezionato tra i migliori presentati al Terzo Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital, promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau, in partnership con Cerved, e in collaborazione con Confindustria e Confindustria Piccola Industria: pertanto è da considerare un progetto di open innovation che può essere un modello per portare innovazione e competitività al sistema imprenditoriale e industriale italiano.
Altro aspetto che caratterizza il gruppo Chiesi, e che vale la pena sottolineare. è l’impegno della multinazionale farmaceutica italiana nell’adozione di pratiche di Corporate Social Responsibility. Proprio per questo suo impegno, Chiesi ha ottenuto la certificazione “B Corporation”, assegnata all’azienda dal No Profit B Lab (ente che sostiene le attività aziendali orientate a generare un impatto positivo sulla società e sul pianeta), per le pratiche di responsabilità sociale e ambientale applicate in tutte le 28 filiali del gruppo. Tale certificazione è stata rilasciata in base al B impact assessment (Bia), uno standard globale, nonché uno strumento di riferimento per oltre 70mila imprese nel mondo utilizzato per valutare l’impatto di un’azienda sui propri dipendenti, comunità, ambiente e clienti.
Inoltre, il gruppo Chiesi a fine del 2018 ha scelto di diventare “benefit corporation”, una nuova forma giuridica ai sensi della legge italiana (legge 208/2015) e statunitense (Stato del Delaware) che consente alle aziende di perseguire sia la creazione di valore per gli azionisti sia, esplicitamente, un beneficio pubblico generale che abbia un impatto positivo materiale sulla società e sull’ambiente (quest’ultimo aspetto deve essere valutato adottando uno standard stabilito da terzi). Riguardo azioni specifiche di impegno nella sostenibilità ambientale, Chiesi ha lanciato anche il programma We Act (We actively care for tomorrow), un progetto che coinvolge tutto il personale dell’azienda il cui obiettivo è l’aumento della consapevolezza interna su questi temi.
Infine, nel 2005 è stata istituita la Fondazione Chiesi, un ente non-profit che ha lo scopo di promuovere la salute e l’alleviamento delle sofferenze dei pazienti affetti da patologie respiratorie e neonatali. Attualmente la Fondazione Chiesi concentra le sue attività in Africa e in America Latina. Nel 2018 la Fondazione ha incominciato a collaborare con due nuovi paesi, Perù e Mozambico, che si aggiungono agli altri paesi con le quali la Fondazione già collaborava in precedenza (Burkina Faso, Benin, Burundi, Togo, Repubblica Centroafricana e Guyana).
Dino Biselli
Fonti Principali
Chiesi
Chiesi Sustainability Report 2018
Aboutpharma – Chiesi ottiene la certificazione “B Corporation”
Aboutpharma – Chiesi Italia, come innovare oltre il prodotto

