Il report di EY dedicato alle prospettive del Medtech
L’industria medtech è un settore in crescita del life science ma i player industriali di questo comparto devono affrontare alcune difficoltà dovute agli investimenti per innovazione e la mancanza di una cooperazione fra i vari soggetti che potrebbero rientrare in un ecosistema dedicato alle tecnologie medicali. Il report “As data personalizes medtech, how will you serve tomorrow’s consumer?” redatto da EY sottolinea che le aziende medtech dovranno adottare nuovi modelli di business in grado di rispondere alle nuove sfide che saranno poste in essere da una medicina sempre più personalizzata e proattiva
L’industria medtech è un settore in crescita del life science ma i player industriali di questo comparto devono affrontare alcune difficoltà dovute agli investimenti per innovazione e la mancanza di una cooperazione fra i vari soggetti che potrebbero rientrare in un ecosistema dedicato alle tecnologie medicali. Il report “As data personalizes medtech, how will you serve tomorrow’s consumer?” redatto da EY sottolinea che le aziende medtech dovranno adottare nuovi modelli di business in grado di rispondere alle nuove sfide che saranno poste in essere da una medicina sempre più personalizzata e proattiva
Un’industry che nel 2018 ha totalizzato un fatturato globale pari a 407,2 miliardi di Dollari e ha registrato una sua crescita del 7% negli ultimi dodici mesi, con una valutazione pubblica cumulativa cresciuta del 38% nell’arco degli ultimi diciotto mesi, non si più che dire in salute: ed effettivamente il mercato delle tecnologie medicali è crescita da tre anni e ha raggiunto il livello di fatturato più alto di sempre. In particolare, i settori in forte crescita sono quelli dei dispositivi diagnostici non basati sull’imaging, incentrati sulla personalizzazione della cura grazie all’utilizzo dei dati (+11% nel 2019), mentre la crescita dei business relativi alle tecnologie più tradizionali è stata minore (6%). I device in oftalmologia hanno registrato la crescita più marcata (33%) seguiti da quelli del settore dentale (11%) e cardiovascolare (10), mentre la crescita in campo ortopedico, invece, è stata più limitata (6%).
Tuttavia, il report pubblicato da EY ed intitolato “As data personalizes medtech, how will you serve tomorrow’s consumer?” mette in luce alcune debolezze e le sfide che le aziende del settore dovranno affrontare per riuscire (o almeno tentare) a ritornare ai livelli di crescita che caratterizzavano il settore prima della grande crisi del 2008.
Una certa preoccupazione deriva dall’analisi delle cifre relative al totale degli investimenti destinati al settore medtech: nonostante le rassicurazioni e l’interesse ostentato pubblicamente dagli investitori, i dati descrivono una situazione più incerta. Nonostante nell’ultimo anno la spesa in R&S sia aumentata dell’11%, la prospettiva di lungo termine mostra che la crescita sia della spesa in ricerca e sviluppo sia del fatturato deve ancora raggiungere i livelli del 2007.
La maggior parte del capitale aziendale è oggi impiegato nelle operazioni di buybacks e nel pagamento di dividendi agli investitori piuttosto che investito in in ricerca. Appare chiaro, che in un’ottica di lungo periodo, questa tendenza per buona parte delle aziende medtech possa rappresentare un fattore di limite alla loro crescita. Altro campanello d’allarme è il limitato valore delle opportunità di investimento in innovazione nei settori più tradizionali del settore medtech.
Stesse considerazioni valgono anche per le acquisizioni e le fusioni: poche operazioni e per controvalori molto limitati (tranne che pochissimi casi nei quali sono stati portati a temine dei mega accordi), segno che le aziende sono più preoccupate di ottimizzare le loro pipeline e l’efficienza del capitale, attraverso dismissioni dei rami d’attività non prioritari, piuttosto che impegnarsi in progetti più coraggiosi.
Oltre a quanto già indicato, gli altri elementi che stanno caratterizzando (o caratterizzeranno a breve) il mondo healthcare, e che le strategie delle aziende medtech non potranno più ignorare, sono:
- la continua crescita dell’importanza delle diagnosi non-imaging favorita dalle tecnologie data-driven, e dall’affermarsi delle medicina personalizzata e proattiva;
- il numero sempre crescente di autorizzazioni rilasciate dagli enti regolatori alle terapie digitali (in particolare per soluzioni di intelligenza artificiale e di realtà aumentata);
- la sempre più marcata adozione di un approccio data-driven da parte dei providers e dei payers.
In un futuro dove la cure saranno sempre più personalizzate e incentrate sui bisogni del paziente, secondo Pamela Spence, James Welch e John Babitt (gli autori del rapporto), le aziende medtech dovranno superare i loro tradizionali modelli di business per adottare un approccio più interconnesso e collaborativo con gli stakeholders parte del network nel quale esse stesse sono inserite. Ciò significa ricercare la cooperazione con le altre industry del life science (e non), con gli enti regolatori, con i providers di servizi sanitari, con i payers e con i pazienti-consumatori, affinché si implementi un ecosistema nel quale sia possibile creare valore sia per le imprese che per i pazienti.
Put simply, if medtech can’t strengthen its connections with the other stakeholders, it can’t extract real value from its connected devices.
Sono due i principali ostacoli a questa visione che occorre affrontare e superare:
- la mancanza di interoperabilità fra i diversi sistemi di gestione dei dati, il che non consente una reale condivisione delle informazioni confinando queste ultime in veri e propri silos;
- l’assenza di reali incentivi affinché gli altri stakeholder cooperino allo sviluppo di questa infrastruttura digitale se ritengono che le aziende medtech non siano allineate con i propri valori.
Nel rapporto viene sottolineato che la creazione di tale ecosistema è oggetto di dibattito da parte di alcuni stakeholder, ma anche che l’implementazione dell’infrastruttura necessaria per supportare questo progetto nel suo complesso richiederebbe una dimestichezza con i sistemi informatici ad oggi non individuabile nella industria medtech presa nel suo complesso. Occorre quindi partire dal basso, attraverso l’implementazione di device in grado di acquisire e scambiare dati in modo sicuro e in grado di essere prossimi alle necessità dei pazienti-clienti.
Health care now, and in the future, requires a different orientation, different investments and different skill sets (Mark Boxer, Executive Vice President and Global Chief Information Officer, Cigna)
Le aziende che comprenderanno l’importanza di queste differenti capacità saranno quelle pronte a dominare l’era della medtech personalizzata e basata sui dati.
I temi trattati in questo post e quelli approfonditi nel rapporto di EY dedicato al Medtech saranno approfonditi durante l’edizione 2019 di Frontiers Health, il principale evento europeo dedicato alla digital health che avrà luogo a Berlino dal 13 al 15 Novembre. Se vuoi prendervi parte, iscriviti all’evento cliccando qui
Dino Biselli
Fonti Principali
Report EY “As data personalizes medtech, how will you serve tomorrow’s consumer?”
Notiziario Chimico Farmaceutico

