L’Innovazione Digitale in ambito pharma nel rapporto I-Com
Un quadro d’insieme dell’industria farmaceutica e sanitaria che pone l’attenzione su tre macroaree – il business, la ricerca, e la trasformazione digitale – : si tratta del Rapporto Area Innovazione intitolato “L’Innovazione della Vita – Ricerca, produzione e digitalizzazione nel settore farmaceutico per un modello italiano di successo” pubblicato da I-Com – Istituto della competitività. Proprio sull’aspetto della digitalizzazione il rapporto offre un insieme di dati ed informazioni che permettono una comparazione del settore farmaceutico con altri comparti produttivi
Un quadro d’insieme dell’industria farmaceutica e sanitaria che pone l’attenzione su tre macroaree – il business, la ricerca, e la trasformazione digitale – : si tratta del Rapporto Area Innovazione intitolato “L’Innovazione della Vita – Ricerca, produzione e digitalizzazione nel settore farmaceutico per un modello italiano di successo” pubblicato da I-Com – Istituto della competitività. Proprio sull’aspetto della digitalizzazione il rapporto offre un insieme di dati ed informazioni che permettono una comparazione del settore farmaceutico con altri comparti produttivi
Fra i vari think tank italiani ed esteri che si occupano del mondo delle life science, I-Com – Istituto della competitività offre un importante contributo alla comprensione delle dinamiche che caratterizzano l’intero comparto delle scienze della vita per mezzo delle sue periodiche pubblicazioni dedicate alla sanità e all’industria farmaceutica.
Il 1 ottobre I-com ha presentato a Roma il Rapporto Area Innovazione intitolato “L’Innovazione della Vita – Ricerca, produzione e digitalizzazione nel settore farmaceutico per un modello italiano di successo”, attraverso il quale viene analizzato il ruolo dell’industria farmaceutica nell’ambito dell’economia italiana: i suoi punti di forza, le aree di miglioramento, le opportunità da cogliere e le prossime sfide da affrontare.
Nel rapporto vengono ribaditi l’importanza dell’industria farmaceutica italiana sia in ambito europeo che per l’economia italiana:
- un valore della produzione di circa 32 miliardi di Euro che la pone al primo posto in Europa;
- il più alto “peso” del valore della industry sul prodotto interno lordo, pari all’1,8% del totale (anche questo è il dato più elevato in ambito europeo);
- un valore delle esportazioni farmaceutiche delle aziende del nostro Paese pari a 25,9 miliardi di Euro (aumentate del 125% nel periodo che va dal 2009 al 2018);
- un valore degli investimenti pari a circa 3 miliardi di Euro nel 2018, che si stima abbiano contribuito alla crescita del prodotto interno lordo per 3,4 miliardi. La parte più consistente di questo effetto è legata all’impatto indiretto sulla produzione;
- l’investimento di 3 miliardi di Euro generano circa 4 miliardi di valore della produzione grazie all’attivazione degli altri settori dell’economia, e 1,3 miliardi grazie alla spinta dei consumi delle famiglie tramite la distribuzione di redditi da lavoro.
Di particolare interesse è il capitolo dedicato alle azioni per la trasformazione digitale del settore farmaceutico e della sanità. Anche dalle analisi di I-Com la popolazione italiana risulta poco propensa all’utilizzo del web e delle tecnologie digitali a differenza di quanto accade negli altri paesi europei, nonostante negli ultimi anni si sia verificato un sensibile miglioramento della quota di popolazione che utilizza internet per informarsi sulla propria salute ed interfacciarsi con i provider e i professionisti sanitari.
Riguardo la sanità digitale, il report dedica la sua attenzione alla legislazione adottata negli ultimi anni (soprattutto in ambito comunitario), allo stato di diffusione e implementazione del fascicolo sanitario elettronico in Italia, e alle possibilità che saranno rese disponibili dall’impiego del 5G.
Un capitolo a parte è dedicato alla diffusione del digitale nella industry farmaceutica, partendo dalla premessa che le aziende del settore sono in ritardo rispetto alla media degli altri comparti industriale sul percorso di trasformazione digitale. Infatti, solo il 6% delle aziende si descrive come “digital-first” rispetto a una media dell’11% per gli altri settori produttivi, e tale ritardo è dovuto principalmente alla presenza di normative più stringenti, alla carenza di standard universali e ai rischi associati alla cura della salute. Non a caso, Capgemini classifica il 33% delle aziende farmaceutiche come digital beginners, vale a dire come realtà industriali che presentano poche applicazioni tecnologie innovative e uno scarso governo dei processi di trasformazione in ambito digitale, e il 43% delle pharma come digital fashionista, da intendere come aziende che hanno adottato soluzioni tecnologiche digitali (e sono motivate a farlo), ma risultano carenti sotto il profilo della governance strategica di sviluppo digitale.
Viene anche riportato un indice elaborato da McKinsey, il “Quoziente digitale”, che è un punteggio ottenuto sulla base di 18 indicatori raggruppati in 4 categorie il cui obiettivo è la misura la maturità digitale: il settore farmaceutico su una scala da 0 a 100 ha ottenuto 27 e solo il settore pubblico fa peggio di esso.
Nonostante ciò, le aziende attive nel settore farmaceutico e sanitario hanno consapevolezza delle grandi opportunità che potrebbe offrire loro il digitale e di quanto sia necessario continuare ad investire in esso. Ad esempio, nel 2016 Rock Health ha stimato il volume degli investimenti globali nella digitalizzazione del sistema sanitario in 4 miliardi di Dollari. Proprio in conseguenza di questo trend, i due terzi delle aziende pharma ritiene che sarà necessario rafforzare le competenze digitali del proprio organico allo scopo di ottimizzare le esperienze di “customer journey” attraverso diversi sistemi.
L’industria, pertanto, sta utilizzando i contenuti digitali come un mezzo per incrociare i bisogni del consumatore, che sempre più sta giocando un ruolo attivo nelle proprie scelte di cura
In questo quadro i social media sono considerati fra i principali strumenti per la diffusione di contenuti digitali, e ben due terzi delle società healthcare e pharma considerano fondamentale l’attività di analisi dei dati e l’adozione di un approccio data-driven. Infine, quasi un terzo delle società considerate indica che l’Internet of Things sarà la prospettiva più interessante del 2020, mentre poco più di un quarto (il 26%) di esse individua il maggior potenziale di sviluppo nella realtà virtuale e nella realtà aumentata.
Nel rapporto di I-Com viene evidenziato come sia del tutto scontato che anche l’intelligenza artificiale potrà giocare un ruolo fondamentale nel processo di digitalizzazione dell’industria farmaceutica: sono molte infatti le partnership sottoscritte fra imprese e startup innovative che hanno come intento quello di permettere lo sfruttamento dei vantaggi offerti dal machine learning e dal deep learning nella ricerca farmaceutica e nella drug discovery, soprattutto per quanto riguarda l’ottimizzazione dei tempi nella conduzione degli studi clinici.
Anche i big data e l’analytics sono tecnologie parte di questi processi e sono elementi che stanno apportando un deciso cambiamento di paradigma nel settore farmaceutico e sanitario (in particolare: medicina di precisione, terapie digitali, modelli di assistenza responsabili e value-based). Gli investimenti dedicati ai big data sono stati indirizzati principalmente alle operazioni sanitarie di base (33%), ai prodotti farmaceutici e medici (21%), e alle assicurazioni sanitarie e i servizi di pagamento (19%). Altre attività nei quali si impiegano i big data sono l’assistenza sanitaria, l’awareness e la prevenzione delle malattie ed il marketing e le vendite. Tuttavia, da un’indagine di Dresner Advisory Services risulta l’impiego dei big data nel settore sanitario e farmaceutico è meno diffuso rispetto ad altri comparti produttivi (il 58% delle aziende sanitarie dichiara di utilizzare attualmente big data).
Dino Biselli
Fonti Principali
Rapporto I-Com
Aboutpharma

