Frontiers Health 2019: crescita della digital health
Un’edizione di Frontiers Health caratterizzata come sempre dall’innovazione tecnologica nell’ambito della digital health, alla quale è stata associata una maggiore consapevolezza dell’importanza che essa potrebbe avere su tutti gli stakeholder parte dell’ecosistema della sanità digitale: questa è stata Frontiers Health 2019, l’edizione della maturità dell’innovazione.

Un’edizione di Frontiers Health caratterizzata come sempre dall’innovazione tecnologica nell’ambito della digital health, alla quale è stata associata una maggiore consapevolezza dell’importanza che essa potrebbe avere su tutti gli stakeholder parte dell’ecosistema della sanità digitale: questa è stata Frontiers Health 2019, l’edizione della maturità dell’innovazione.
Sono passati una ventina di giorni dalla conclusione di Frontiers Health 2019, ed è arrivato il momento adatto per esprimere una prima valutazione ponderata, libera dall’atmosfera e dal coinvolgimento che caratterizza quello che anche quest’anno si è confermato essere uno dei principali, se non il più importante, appuntamento mondiale dedicato alla digital health e all’innovazione tecnologica nel life science. Quella di quest’anno è stata un’edizione da record, con più di 100 speakers, 600 esperti d’industria, 80 investitori e 150 startup provenienti da più di 30 paesi.
- I principali temi trattati durante Frontiers Health
- La “maturità” dell’innovazione digitale in sanità
- Il messaggio di Frontiers Health 2019: umanizzare la sanità
I principali temi trattati durante Frontiers Health
Sono state più di quattro le sessioni parallele che hanno trattato nello specifico temi relativi agli aspetti tecnologici, come le digital therapies, l’intelligenza artificiale, e la robotica. Non solo: anche aspetti innovativi che rientrano nei campi del regolatorio, delle politiche di rimborsabilità, dell’’innovatività dei business model, dell’evoluzione delle procedure assicurative e delle partnership strategiche.
Grazie a questi momenti Frontiers Health ha permesso ai suoi partecipanti di acquisire un quadro di insieme dell’ecosistema della digital health. Volendo riassumere con uno slogan il filo conduttore degli interventi che si sono susseguiti durante i tre giorni, dal 13 al 15 novembre, che hanno visto il centro AXICA di Berlino diventare il punto di riferimento del digitale in ambito medico, farmaceutico e sanitario, lo si potrebbe fare con la seguente formula: maturità dell’innovazione.
L’edizione di quest’anno il carattere di innovatività di Frontiers Health non si è affievolito, ma al contrario si è rafforzato con una presenza di startup davvero interessanti che sono state protagoniste delle sue sessioni di startup discovery, l’Almirall Digital Garden e la Bayer GA4 Pitch, e le testimonianze e le esperienze di protagonisti che hanno intrapreso iniziative ormai affermate, come ad esempio Livongo, in ambito digital health non solamente dedicate al solo paziente o medico/clinico, ma in grado di coinvolgere, in vari modi e a vario titolo, altri soggetti che intervengono con modalità differenti nella gestione della patologia del paziente, soprattutto con riferimento alle cronicità.
La “maturità” dell’innovazione digitale in sanità
Proprio quest’ultimo aspetto, però, permette di introdurre il tema della “maturità” dei contributi che sono stati presentati e dibattuti durante tutto l’evento: non è più sufficiente presentare una soluzione tecnologicamente all’avanguardia o parlare di innovazione in modo astratto senza tener conto dell’ambiente circostante. L’innovazione tecnologica è parte (importante) del processo di trasformazione digitale della sanità, ma non è il solo elemento che lo caratterizza: essa è il motore della digital health, ma senza la scocca, le ruote, la trasmissione, quel motore, per quanto potente e veloce, non potrà mai muoversi e quindi non potrà trasportare persone.
Partendo da questo presupposto, è possibile comprendere che maturità dell’innovazione significa tener conto di tutti gli stakeholders che in modo diretto o indiretto sono (o saranno) impattati dalle soluzioni digitali innovative dedicate all’healthcare immesse sul mercato. Maturità significa progettare fin dall’inizio delle soluzioni digital health in grado di tenere in debito conto gli aspetti relativi alla sostenibilità, accessibilità ed eticità.
Maturità significa anche monitorare e verificare se la strada intrapresa sia quella corretta, in modo da capire se applicare delle correzioni a quanto realizzato e quale tipo di strada alternativa percorrere. Ciò non vale solo per i progetti e le iniziative tecnologiche e tecniche, ma anche per le modalità di collaborazione che si possono instaurate fra le varie tipologie di attori del sistema (ad esempio quella fra startup ed industria farmaceutica, le cui difficoltà sono state analizzate in un’apposita sessione.
Il messaggio di Frontiers Health 2019: umanizzare la sanità
Maturità è soprattutto comprendere che le soluzioni sviluppate nell’ambito della digital health hanno un unico obiettivo: il paziente, la sua salute, il suo benessere. Questo significa che ogni azione, progetto, iniziativa realizzato nell’ambito della sanità digitale, ha come fine ultimo la persona: è per tale motivo che occorre comprendere che il digitale, la tecnologia, l’innovazione non devono ignorare un aspetto fondamentale: quello umano e la sua capacità di generare relazioni ed empatia.
Lo stesso Roberto Ascione, CEO di Healthware Group e Chairman di Frontiers Health sottolinea quest’aspetto quando dichiara che:
The ultimate goal of digital health is to humanize healthcare by democratizing access, redesigning around the patient and making health bigger than care until we need it. To accomplish this, we need a big collective drive full of spirit, purpose, scale and empathy.
Frontiers Health 2019 è stato il punto di incontro per confrontarsi su tutti i temi sopra riportati con l’attenzione, la cura del dettaglio e la completezza dei contenuti adeguate all’importanza dei temi trattati e della platea alla quale sono stati offerti. Per l’ottimo risultato raggiunto è un obbligo (nonché un piacere) fare i complimenti a tutto il team di Healthware Group che ha progettato e gestito l’evento dal momento della preparazione fino alla sua conclusione.
Dino Biselli
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