Impatto di COVID-19 sull’Industria Pharma
Quali gli impatti della pandemia di COVID-19 sull’industria farmaceutica mondiale, soprattutto per le attività di R&D, le prescrizioni mediche e il lancio di nuovi farmaci? Per rispondere a queste domande legate al business dell’industria farmaceutica, IQVIA Institute ha realizzato una ricerca i cui risultati sono stati diffusi attraverso un webinar. Una cosa è certa: dopo la pandemia anche l’industria farmaceutica dovrà modificare le proprie strategie e l’innovazione digitale sarà uno dei principali driver di questo cambiamento.

Quali gli impatti della pandemia di COVID-19 sull’industria farmaceutica mondiale, soprattutto per le attività di R&D, le prescrizioni mediche e il lancio di nuovi farmaci? Per rispondere a queste domande legate al business dell’industria farmaceutica, IQVIA Institute ha realizzato una ricerca i cui risultati sono stati diffusi attraverso un webinar. Una cosa è certa: dopo la pandemia anche l’industria farmaceutica dovrà modificare le proprie strategie e l’innovazione digitale sarà uno dei principali driver di questo cambiamento.
Uno dei settori sicuramente impattato dalla pandemia di COVID-19 è quello farmaceutico. Ciò non solo per lo stress al quale esso è sottoposto in questo periodo in seguito ai numerosi fronti (ricerca clinica, regolatorio, produttivo, sanitario, istituzionale) nel quale sta operando per tentare di acquisire maggiori conoscenze sulle caratteristiche del virus Sars-Cov2 e per cercare di contrastare la conseguente diffusione dell’infezione. Il settore farmaceutico dovrà anche affrontare numerose sfide nel prossimo futuro.
- Il “COVID-19 Global Executive Briefing” di IQVIA Institute
- Studi clinici e prescrizioni mediche
- Informazione scientifica e lancio di nuovi prodotti
- Digitalizzazione e trend dell’industria farmaceutica nel dopo Covid-19
Il “COVID-19 Global Executive Briefing” di IQVIA Institute
Una delle prime analisi in tal senso è stata realizzata da IQVIA Institute. L’istituto di ricerca della nota azienda di servizi in ambito life science ha reso disponibile un webinar dal titolo “COVID-19 Global Executive Briefing”. Si tratta di uno studio focalizzato sull’analisi degli effetti che questo evento, dagli effetti dirompenti a livello globale, ha già avuto sull’industria farmaceutica e sulla sanità. In più, con esso si sono voluti prevedere gli impatti sul lungo periodo per gli ambiti della ricerca e sviluppo, delle prescrizioni mediche, e del lancio di nuovi farmaci sul mercato.
La presentazione dei risultati dell’analisi, condotta da Murray Aitken, Executive Director di IQVIA Institute for Human Data Science, ha visto la partecipazione di alcuni dei più alti dirigenti di IQVIA. I partecipanti sono stati: Jeffrey Spaeder, M.D. Chief Medical and Scientific Officer; Richard Staub, President Research and Development; Jon Resnick, President United States and Canada; Alistair Grenfell, President Europe, Middle East, Africa and South Asia.
L’analisi parte da alcuni dati relativi alla diffusione del COVID-19 a livello globale, nazionale e in alcuni casi (USA e Italia). Essa evidenzia anche le differenze a livello regionale (per l’Italia ad esempio viene evidenziata la differente situazione della Lombardia e delle Marche rispetto al resto del paese). Riguardo la situazione cinese, il documento offre un rapido colpo d’occhio post-lockdown sull’attuale stato dell’apparato produttivo in Cina. Al 20 aprile nello stato del dragone le aziende manifatturiere in campo farmaceutico, chimico ed elettronico avevano recuperato circa il 70% della loro capacità produttiva. Inoltre, il 90% del totale di supermarket, negozi al dettaglio, ristoranti e hotel risultavano essere stati riaperti.
Studi clinici e prescrizioni mediche
Lo studio sottolinea che l’approccio seguito nella conduzione degli studi clinici legati al COVID-19 (625 studi collegati ad totale complessivo di 150 prodotti) è stato differente da quelli adottati fino ad oggi. Infatti, è stato strutturato di fatto un modello federativo favorito dalla velocità di organizzazione e realizzazione dei clinical trial. In più si è raggiunta una quantità di documenti condivisi mai raggiunta finora. Inoltre, non va sottostimato il fatto che alcuni trattamenti attualmente in fase di studio sono derivati dai target di ricerca perseguiti dai clinical trials intrapresi per il virus della SARS.
Molto interessante è stata la dinamica del numero di prescrizioni mediche che si è affermata appena dopo la dichiarazione del blocco delle attività economiche e sociali. Prendendo come riferimento i casi di USA e Italia, in un primo momento si è registrato un picco nel numero di prescrizioni, seguito poi da un loro crollo dovuto principalmente alla diminuzione del volume di visite dei pazienti presso i medici generici.
Gli autori suggeriscono di mettere in atto delle azioni finalizzate a supportare e stabilizzare il flusso delle prescrizioni mediche. Per fare ciò occorre perseguire approcci rivolti al sistema sanitario nel suo complesso, ai provider sanitari e ai pazienti. Il fattore comune di queste strategie è l’impiego della digital tech in numerose attività in sostituzione di quelle fino ad oggi eseguite face-to-face.
Informazione scientifica e lancio di nuovi prodotti
La digitalizzazione acquisirà una maggiore importanza anche nelle attività di informazione scientifica del farmaco. La pandemia di COVID-19 ha causato in tutti i paesi avanzati un drammatico calo delle visite degli informatori scientifici del farmaco (in Italia la settimana del 12 Aprile 2020 ha registrato un calo delle visite F2F del 76% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). In alcuni paesi tale calo non è stato compensato da altre modalità di contatto utilizzate dagli informatori (e-detailing, telefono, email), molto probabilmente perché già in uso. In altri invece (l’Italia fra questi), l’emergenza Covid sta rappresentando quell’opportunità per utilizzare nuove metodologie di informazione farmaceutica presso i medici.
Nella presentazione si riporta che nel biennio 2018-2019 sono stati lanciati sul mercato più di 109 prodotti. Per il solo 2020 sono previsti più di 50 lanci e per il periodo compreso fra il 2021 e il 2028 si stima che gli ingressi sul mercato saranno più di 340. E’ stata approntata anche un’analisi sull’impatto che la pandemia di COVID-19 avrà sulla crescita del mercato farmaceutico in relazione al lancio di nuovi prodotti farmaceutici. Nel periodo 2020-2028 si stima un impatto complessivo negativo pari a 10 miliardi dollari, causato principalmente dall’andamento sfavorevole dei prodotti immessi sul mercato nel periodo 2018-2020.
Digitalizzazione e trend dell’industria farmaceutica nel dopo Covid-19
In tale scenario, secondo gli analisti di IQVIA sarà necessario procedere alla ridefinizione delle priorità degli investimenti presenti nel portafoglio delle attività delle aziende farmaceutiche. Una rimodulazione che dovrà essere basata sulle aspettative di mercato riviste e sulla differenziabilità del prodotto. In futuro, il lancio di un nuovo prodotto richiederà una revisione completa dell’attuale flusso di attività messe in atto.
Questo perché attraverso una maggiore “virtualizzazione” dell’intero processo saranno necessari maggiori investimenti iniziali rispetto a quelli attuali. Un maggior sforzo in avvio al quale però corrisponderà un minor impiego di risorse nel corso del tempo. Ciò grazie soprattutto alle opportunità che la digital innovation mette già oggi a disposizione in termini di telehealth e di sincronizzazione dei dati provenienti da differenti piattaforme.
Infine, secondo i relatori del webinar l’industria farmaceutica ha mantenuto i suoi buoni fondamentali. Nella loro opinione il settore conserverà la sua forza e la sua resilienza nonostante la crisi innescata dalla diffusione della pandemia di COVID-19. Tuttavia, sono state individuate delle tendenze che le aziende farmaceutiche devono tenere in debito conto per poter affrontare lo scenario post-pandemia.
Questi trend sono: la necessità di rendere maggiormente comparabili gli studi al fine di ottenere un maggior valore da essi; un nuovo approccio nell’impiego dei dati sanitari; l’individuazione di nuove modalità di rapporto sia a livello commerciale che sanitario (con un maggior utilizzo degli strumenti digitali); e la capacità di comprendere in breve tempo le innovazioni regolatorie che caratterizzeranno i sistemi sanitari alle quali le imprese del farmaco dovranno adeguarsi modo rapido ed efficace.
Dino Biselli

