Informazione scientifica del farmaco e COVID-19

L’attività di informazione scientifica del farmaco è stata una di quelle maggiormente impattate dal lockdown e dai provvedimenti che alcune regioni hanno assunto per limitare al diffusione dell’infezione di COVID-19. Medipragma e IQVIA Italia sono due fra le aziende di market research che hanno effettuato delle analisi per comprendere come tale professione si sia dovuta trasformare in questo periodo di emergenza. Essa è sopravvissuta grazie alle attività svolte da remoto nonostante, almeno in Italia, fino a prima della diffusione della pandemia era svolta quasi esclusivamente in modalità face to face

Informazione scientifica del farmaco e COVID-19

L’attività di informazione scientifica del farmaco è stata una di quelle maggiormente impattate dal lockdown e dai provvedimenti che alcune regioni hanno assunto per limitare al diffusione dell’infezione di COVID-19. Medipragma e IQVIA Italia sono due fra le aziende di market research che hanno effettuato delle analisi per comprendere come tale professione si sia dovuta trasformare in questo periodo di emergenza. Essa è sopravvissuta grazie alle attività svolte da remoto nonostante, almeno in Italia, fino a prima della diffusione della pandemia era svolta quasi esclusivamente in modalità face to face

Il lockdown adottato per limitare la diffusione dell’epidemia di COVID-19 ha coinvolto di tutti i comparti produttivi e le aziende che , in diversa misura, hanno dovuto limitare le loro attività e modificare le modalità operative con le quali queste ultime vengono eseguite. Anche le aziende farmaceutiche hanno subito dei contraccolpi da questa situazione, seppure in misura più limitata rispetto ad altre di diversi settori, e con notevoli differenze fra le diverse categorie di operatori che operano al loro interno. Una delle categorie di professionisti del pharma più impattate dal lockdown è stata sicuramente quella degli informatori scientifici del farmaco.

 

L’emergenza Covid-19 e i suoi effetti sull’informazione scientifica del farmaco

Come è noto, la modalità maggiormente impiegata per lo svolgimento dell’attività di informazione scientifica del farmaco è quella della visita personale presso medici, farmacisti e talvolta altri operatori sanitari. Tuttavia, le disposizioni normative, sia nazionali che regionali, adottate per contrastare il propagarsi dell’infezione da COVID-19 hanno fortemente limitato l’operatività degli informatori scientifici del farmaco: il blocco della circolazione decisa a livello statale, e i divieti di accesso sia alle strutture sanitarie sia agli ambulatori presenti sul territorio di quelle regioni che hanno emesso ordinanze in tal senso, hanno di fatto costretto a non poter più effettuare visite personali e ad individuare, nel limite del possibile, delle modalità operative alternative.

A conferma di ciò, prendendo in considerazione i dati presentati da IQVIA Italia in occasione del webinar intitolato “Verso il New Normal in Sanità in Italia: soluzioni per il post COVID-19” che si è tenuto lo scorso 12 maggio, l’attività di informazione scientifica del farmaco in Italia nel corso del mese di aprile 2020, rispetto a quanto avvenuto nello stesso mese dello scorso anno, ha subito una riduzione del totale numero di visite effettuate dagli ISF pari al 55%: si tratta del maggior calo registrato dai paesi presi in considerazione nell’analisi di IQVIA (per citarne alcuni: Spagna -48%, USA -34%, Francia -33%, UK -23% e Germania -7%).

Proprio a seguito di questo quadro incerto, alcune aziende di ricerche di mercato hanno incominciato ad analizzare se, e in che modo, le aziende farmaceutiche si sono strutturate per continuare le proprie attività di informazione scientifica. Una delle ricerche più avanzate in tal senso è quella condotta da MediPragma che ha analizzato tali tematiche fin dal mese di marzo 2020.

 

Ricerca MediPragma: informazione scientifica del farmaco durante Covid-19

Una delle indagini condotte da MediPragma ha coinvolto circa 130 medici, attraverso i quali si è voluto comprendere quale sia il grado di soddisfazione dei medici riguardo le loro esigenze in termini di accesso e condivisione di informazioni accurate e pertinenti sull’epidemia di COVID-19, e un campione di manager aziendali dai quali, attraverso alcune interviste in profondità con e un’analisi osservazionale, si è voluto apprendere quali azioni sono state realizzate dalle aziende farmaceutiche nell’ambito dell’informazione scientifica, in risposta alle conseguenze generate dalle misure intraprese per limitare la diffusione del COVID-19.

Proprio le risposte ottenute in relazione a quest’ultimo ambito d’indagine hanno permesso di comprendere che le aziende, per garantire la messa in sicurezza dei propri dipendenti, hanno generalmente provveduto a fermare la loro forza operativa esterna. Di conseguenza, hanno quindi attivato la modalità smart working in tutti i casi ove ciò sia stato possibile, e a bloccare tutte le trasferte non essenziali in Italia e all’estero.

Inoltre, hanno provveduto a creare dei team interfunzionali dedicati alla gestione della crisi, coordinati dalle HR. Non solo: hanno avviato una serie di analisi in grado di fornire una valutazione dello stress finanziario, un piano di emergenza e dei modelli di forecasting sull’impatto del virus, sia in termini di durata che di valore sul volume delle vendite.

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Classe medica e tempo disponibile per formazione e informazione

Un’altra indagine condotta da Medipragma su un campione di 200 MMG e 100 PLS ha fornito ulteriori evidenze su un aspetto che riguarda anche gli specialisti maggiormente coinvolti nella gestione di COVID-19: la mancanza di tempo per la formazione e l’informazione. Infatti si è passati da una media di circa un’ora del tempo totale dedicato a queste attività nel periodo pre-COVID-19 a circa mezz’ora.

Inoltre, attraverso la ricerca del Multichannel Monitoring, Medipragma sta effettuando un confronto (seppur ancora parziale in quanto la ricerca è ancora in corso) sul cambio di percezione dei medici nei confronti dei canali digitali e sul cambiamento del mix della comunicazione multicanale sul medico. Un’analisi che si rende possibile paragonando i dati del 2019 con quelli del 2020 fin qui raccolti.

Da questa indagine risulta che a distanza di un anno c’è stato un incremento del 17% nell’utilizzo dei canali digitali e un forte calo di quelli tradizionali (congressi, corsi Ecm etc. hanno riportato -69% e il contatto face to face -51%). Tale tendenza vale anche per l’informazione medico-scientifica, in quanto a marzo 2020 la comunicazione face to face dell’informatore scientifico è crollata a favore dei canali legati al mobile (telefono, web conference, messaggistica, sms, whatsapp, ecc…).

 

Numeri e caratteristiche delle visite di ISF

Tali considerazioni trovano conferma nelle rilevazioni effettuate da IQVIA Italia nel mese di aprile 2020, in quanto il numero di visite realizzate personalmente presso l’operatore sanitario da parte dell’ISF, se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno, è crollato del 98% (percentuale simile a quella riportata dagli altri paesi prima citati). Al contrario il numero di visite in modalità remota è salito del 471% (mentre in Spagna ha registrato +320%, in USA +78%, in Germania +29%, in Francia +20% e in UK +16%). L’analisi di IQVIA ha inoltre indagato su queste discrepanze fra le varie realtà statali.

Da ciò è emerso che i paesi dove si è verificato il maggior incremento nell’utilizzo delle modalità remote per le attività di informazione scientifica del farmaco sono anche quelli che hanno registrato il maggior calo delle visite totali degli ISF (Italia e Spagna). Prima della pandemia, infatti, proprio in questi paesi le visite face to face rappresentavano la quasi totalità di quelle effettuate dagli ISF (dati aprile 2019: per l’Italia tale quota era del 95%, mentre per la Spagna era dell’87%). Di contro, in altri Stati il canale remote era già stato in vario modo testato ed utilizzato (in USA per il 46%, in Francia per il 34%, in Germania per il 66% e in UK per il 72%).

Accanto a questi dati di quantità, attraverso il Multichannel Monitoring di Medipragma è possibile avere anche la misura della percezione (e dell’evoluzione di quest’ultima) che hanno i medici relativamente all’utilità dei canali di informazione scientifica del farmaco: anche per tale aspetto si è assistito ad un cambiamento di opinione a favore del mobile, in particolare per Linkedin (reputato essere la rete professionale per eccellenza), Telegram, WhatsApp, altre app e web conference, oltre che ad un miglioramento della conduzione dell’informazione medico scientifica via telefono.

 

La predilizione dei medici per le visite face-to-face

L’analisi dei dati effettuata da Medipragma permette di sottolineare che, anche in un contesto dove il digital è diventato il canale prediletto di comunicazione dei medici, questi ultimi preferiscono comunque essere in contatto con la figura dell’informatore scientifico, seppur non di persona ma preferibilmente via telefono o webcall. L’atteggiamento verso gli strumenti tipici del web, come ad esempio il sito di prodotto aziendale o le newsletter, sono invece meno apprezzati da parte dei medici, in quanto non implicano un confronto e un coinvolgimento tra le persone, ma solo una ricezione di informazioni.

Al momento comunque è difficile fare delle previsioni su quali saranno le modalità adottate nelle attività di informazione scientifica del farmaco una volta che la pandemia da COVID-19 sarà superata. E’ molto probabile che le visite face to face saranno riprese a pieno ritmo e che tale modalità ritorni ad essere quella maggiormente adottata, anche se quelle da remoto conserveranno una parte rilevante delle “quote” di visite che sono state “conquistate” in questo periodo di pandemia.

Occorre considerare anche il fatto che le aziende dovranno metabolizzare una situazione operativa che non hanno programmato, e che hanno dovuto affrontare in piena emergenza. ciò le porterà inevitabilmente ad analizzare tale modus operandi sia in termini di procedure adottate e da adottare, sia in termini di performance.

Quindi, attualmente è difficile pensare che l’attività di informatore medico scientifico uscirà completamente stravolta una volta che si ritornerà alla normali attività pre-pandemia, ma quanto accaduto rappresenta sicuramente un anticipo di come evolverà tale professione quando fra qualche anno avverrà la vera rivoluzione: il ricambio generazionale di buona parte della classe medica.

 

Dino Biselli

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