Farmindustria e digitalizzazione del pharma

I provvedimenti seguiti all’epidemia di COVID-19 hanno costretto le aziende farmaceutiche ad adottare delle procedure di emergenza per mantenere almeno in parte la loro operatività accelerando un processi di digitalizzazione aziendale già in corso. Un documento pubblicato da Farmindustria del 2019 ha trattato la definizione dei nuovi profili professionali necessari per far sì che si possa gestire la digitalizzazione dell’industria farmaceutica: esso può essere una buona base di partenza a cui far riferimento per poter elaborare una strategia di innovazione digitale ben progettata e realizzata.

Digital talents

I provvedimenti seguiti all’epidemia di COVID-19 hanno costretto le aziende farmaceutiche ad adottare delle procedure di emergenza per mantenere almeno in parte la loro operatività accelerando un processi di digitalizzazione aziendale già in corso. Un documento pubblicato da Farmindustria del 2019 ha trattato la definizione dei nuovi profili professionali necessari gestire la digitalizzazione dell’industria farmaceutica: esso può essere una buona base di partenza a cui far riferimento per poter elaborare una strategia di innovazione digitale ben progettata e realizzata.

Il lockdown adottato a seguito della pandemia di COVID-19 ha costretto molte aziende, di tutti settori merceologici, a far ricorso a modalità operative straordinarie per riuscire a mantenere un’operatività anche minima in piena emergenza. Non è un caso che, in poco più di tre mesi, termini ed espressioni come smart working, digitalizzazione, lavoro in remoto siano entrati in uso comune anche sui mezzi di comunicazione “generalisti”.

In realtà, in questi ultimi mesi si è assistito ad un’accelerazione di un processo già in essere da molto tempo, che vede l’evoluzione tecnologica digitale come il fattore in grado di rivoluzionare il modo di fare impresa. Tale argomento è stato già trattato in numerosi contributi pubblicati su questo blog, ma occorre sottolineare ancora una volta, ricordando le parole in proposito dette qualche hanno fa da Sergio Liberatore, Amministratore Delegato di IQVIA Italia, che il comparto farmaceutico è sempre stato molto innovativo per quanto riguarda i prodotti, ma al tempo stesso molto conservatore a livello di industry. Ciò è sicuramente dovuto ad una serie di fattori normativi e regolatori che rallentano l’adozione di innovazioni digitali (e non solo) ma anche ad un mindset improntato ad una certa prudenza che induce a far affidamento su attività considerate ormai consolidate.

Tuttavia, anche nel settore farmaceutico il digitale si stava già espandendo ad un ritmo che negli ultimi anni era diventato molto sostenuto, spinto dalla necessità da parte delle aziende farmaceutiche di aumentare la propria produttività, allargare il portafoglio prodotti e migliorare la customer experience, tanto che la industry nel suo insieme era percepita dagli operatori già ad un buon livello di innovazione digitale. Il percorso innescato dal lockdown non farà altro che aumentare in modo esponenziale il ritmo di diffusione delle soluzioni digitali nelle aziende farmaceutiche italiane, impattando in particolare sull’evoluzione delle competenze e sulla definizione dell’organizzazione dell’impresa del farmaco.

Un interessante contributo in tal senso è stato offerto da Farmindustria attraverso un suo documento, pubblicato già a fine 2019, intitolato “Definizione dei nuovi profili professionali necessari ed emergenti per la gestione della digitalizzazione dell’industria farmaceutica”. Con questo documento Farmindustria ha descritto le figure professionali e il set di competenze che devono caratterizzare l’organizzazione delle aziende farmaceutiche per poter affrontare il processo di digitalizzazione: alla luce dell’esperienza maturata durante l’epidemia potrebbe essere necessario revisionare i contenuti in esso riportati, ma questi ultimi sono sicuramente una buona base di partenza per comprendere quali siano i processi di digital innovation da intraprendere.

Dal punto di vista organizzativo, il processo di innovazione digitale può essere messo in atto attraverso la creazione di specifiche figure professionali, come ad esempio il Chief Digital Officer, figura di coordinamento delle attività digitali in azienda (indicata in particolare quando è richiesta una significativa trasformazione digitale), o le unità di Advanced Analytics, solitamente create per sviluppare una maggior consapevolezza delle potenzialità dei big data in diversi ambiti (dalla R&D alla produzione e commercializzazione), oppure il Cyber security expert (stratega nella protezione dei dati, nella definizione di protocolli di sicurezza e responsabile del delle attività di audit) o ancora il Digital Marketing expert (figura che definisce strategie di marketing correlate alle attività di comunicazione online).

Riguardo le competenze digitali, il documento di Farmindustria fa riferimento a un’indagine svolta da Bain & Company tesa ad indagare su quali siano le principali modalità di reperimento delle competenze necessarie per l’azienda farmaceutica, sugli impatti delle nuove funzioni digital, e sugli sviluppi attesi a breve-medio periodo in termini di innovazione digitale. In essa non solo vengono sottolineate le competenze necessarie per poter ricoprire i nuovi suoli introdotti dalla digitalizzazione (nativi digital), ma viene evidenziato come quest’ultima richiede anche anche che diversi ruoli tradizionali incrementino le proprie competenze in ambito digital.

Le innovazioni digitali attese nei prossimi 3-5 anni richiederanno nuove modalità di individuazione e di diffusione delle competenze, (ad esempio lo studio degli effetti delle mutazioni genetiche, gli assessment dell’efficienza produttiva, il miglioramento del go-to-market, lo sviluppo di device di diagnostica portatile con interfaccia vs smartphone, la digitalizzazione della comunicazione con l’esterno, la creazione di app dedicate e forum online, e la pubblicazione di video tutorial online), e ciò richiederà lo sviluppo un piano di innovazione digitale in grado di minimizzare eventuali effetti indesiderati del cambiamento (come le problematiche legate alla privacy o alle difficoltà nella gestione della comunicazione online o via social).

Il documento si conclude con l’auspicio che negli anni a venire le aziende farmaceutiche italiane elaborino dei percorsi accelerati di sviluppo delle competenze, individuando già da ora i target di lungo periodo e gli step intermedi di questo processo. E’ abbastanza scontato precisare che ciò richiederà investimenti dedicati non solo all’innovazione tecnologica e all’elaborazione di una digital journey ma finalizzati anche ad attrarre e trattenere i nuovi talenti: una necessità che l’emergenza COVID-19 ha reso assolutamente prioritaria.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Farmindustria – Definizione dei nuovi profili professionali necessari ed emergenti per la gestione della digitalizzazione dell’industria farmaceutica

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.