La Digital Health in Europa dopo Covid-19

Il report “Digital transformation: Shaping the future of European healthcare” redatto da Deloitte Centre for Health Solutions offre un’analisi sullo stato attuale della digitalizzazione della sanità in Europa, e sul ruolo della tecnologia nella trasformazione del modo di lavorare degli operatori sanitari e nell’interazione con i pazienti: tutti aspetti che sono diventati cruciali a seguito dell’emergenza di Covid-19 che ha caratterizzato la prima metà del 2020

Deloitte Digital Transformation Europe healthcare

Il report “Digital transformation: Shaping the future of European healthcare” redatto da Deloitte Centre for Health Solutions offre un’analisi sullo stato attuale della digitalizzazione della sanità in Europa, e sul ruolo della tecnologia nella trasformazione del modo di lavorare degli operatori sanitari e nell’interazione con i pazienti: tutti aspetti che sono diventati cruciali a seguito dell’emergenza di Covid-19 che ha caratterizzato la prima metà del 2020

La pandemia di Covid-19, che ha colpito l’Europa nella prima metà del 2020, ha avuto un forte impatto sui sistemi sanitari dei paesi del vecchio continente, e in alcuni Stati e regioni le strutture sanitarie hanno seriamente rischiato di collassare, visto l’alto numero di pazienti infetti che hanno avuto necessità di ricovero e trattamento nei reparti di terapia intensiva. L’adozione di misure di prevenzione come il lockdown e il distanziamento sociale hanno reso di fatto non praticabili, se non in sporadici casi, le visite mediche e diagnostiche in presenza per tutte le situazioni cliniche che non presentavano caratteri emergenziali.

Partendo dall’esperienza maturata in questo periodo, appare sempre più evidente che le soluzioni di digital health, se adeguatamente progettate e sviluppate secondo il principio del rapporto costo-efficacia, in futuro potranno giocare un ruolo essenziale nella riduzione delle ineguaglianze a livello sanitario e nel garantire il benessere fisico ai pazienti.

Proprio per offrire un quadro di questa situazione e la sua possibile evoluzione nel prossimo futuro, il Deloitte Centre for Health Solutions, centro di ricerca di Deloitte dedicato ai temi relativi alla sanità, ha pubblicato il report “Digital transformation: Shaping the future of European healthcare”, che basa la sua analisi su un’indagine svolta tra marzo e aprile 2020 in sette paesi europei (Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Olanda, Norvegia e UK). La ricerca ha coinvolto circa 1.800 operatori sanitari (di cui 401 in Italia), ed è riuscita ad analizzare in dettaglio su questi temi grazie allo svolgimento di 40 interviste a stakeholder del settore in tutta Europa.

La trasformazione digitale della sanità in Europa, processo già in essere a prescindere dalla pandemia di Covid-19 in ragione del progressivo invecchiamento della popolazione e il conseguente incremento dei pazienti affetti da malattie croniche, ha incontrato un ostacolo nelle differenti strategie che ogni paese membro dell’UE ha intrapreso in questo settore, nonostante gli sforzi profusi dall’Unione Europea in questo ultimo decennio per far sì che si creasse un quadro normativo armonizzato nella digital health. La pandemia di Covid-19, però, sta accelerando il ritmo e la profondità della digitalizzazione in sanità e rendendo sempre più palese la necessità di agire in modo coordinato in tal senso nell’ambito dell’Unione Europea.

Detto ciò, i risultati dell’indagine condotta da Deloitte ha individuato quali i principali fattori di ostacolo all’implementazione di tecnologie digitali in alcuni specifici fattori: in prima posizione, con il 57,4% delle citazioni da parte degli intervistati (64% per la sola Italia, 61% per la Germania e il 67% per il Portogallo) c’è il problema dell’eccessiva burocrazia che caratterizza la sanità, seguito dal costo della tecnologia con il 50,3% delle citazioni, e dalla difficoltà nell’individuazione delle tecnologie più adatte da implementare con dal 49% dei rispondenti in Europa.

Asked about the current state of digitalisation in their country, the most frequently mentioned negative words were ‘Slow, Complex and Bureaucracy’

Il report analizza anche quali sono le tecnologie più utilizzate in Europa: al primo posto c’è la cartella clinica elettronica, in uso dall’81% degli operatori sanitari, seguita dai sistemi di prescrizione elettronica con il 62%, dai registri di appuntamenti on line con il 54%, e dalle app mobile dedicate all’attività dai medici con il 51%. E’ interessante notare che, nonostante siano in fondo a questa classifica, tecnologie innovative come la robotica e l’intelligenza artificiale abbiano registrato percentuali di utilizzo che iniziano a destare un certo interesse (l’8% la prima e il 5% la seconda). Concentrando l’attenzione sulla situazione italiana, l’unica tecnologia fra quelle più usate il cui utilizzo si discosta in modo sensibile rispetto alla media europea è quella delle cartelle cliniche elettroniche, con una percentuale poco edificante del 69%.

L’accelerazione nel processo di digitalizzazione in sanità provocata dal Covid-19 è testimoniata da pochi, ma significativi, dati: il 65% circa dei rispondenti di tutta Europa sostiene che, a seguito dell’emergenza, la propria organizzazione ha incrementato sia l’impiego di tecnologie digitali allo scopo di supportare meglio il lavoro degli operatori sanitari, sia l’utilizzo di soluzioni digitali innovative per fornire supporto e modalità di ingaggio virtuali ai pazienti. Dalle risposte ottenute, risulta che, in generale, sono stati soprattutto i medici di medicina generale ad aver dichiarato di avere assistito a tale incremento nell’utilizzo della tecnologia digitale in sanità.

E’ pertanto innegabile che la sanità europea si trova a dover affrontare già da ora una trasformazione del sistema sanitario e della medicina, che grazie all’innovazione digitale sarà in grado di adottare un modello fondato sulle 4P (Personalizzata, Predittiva, Preventiva e Partecipativa) fondato sulla centralità del paziente. Ma quanto tempo ci vorrà per assistere a tale evoluzione?

Dai dati raccolti dall’indagine di Deloitte sembra che gli operatori sanitari siano abbastanza ottimisti a riguardo, in quanto ben il 60% di coloro che sono stati intervistati ritiene che entro cinque anni la loro organizzazione diventerà compiutamente digitale. Tuttavia non mancano le difficoltà e le sfide da affrontare sono ancora molte.

Riguardo l’organizzazione dei sistemi sanitari dei paesi europei, per accelerare la trasformazione digitale occorre agire su più fronti, in particolare sulle infrastrutture (implementando una robusta infrastruttura IT e garantendo un interconnettività veloce e poco costosa), sulle cartelle cliniche elettroniche che devono accessibili ed integrate al sistema, sull’interoperabilità dei dati, sulla governance sanitaria (aziendale, locale, statale, europea) e sulla leadership.

Altro aspetto che risalta dalle analisi del report redatto da Deloitte è quello della necessità che i cittadini siano in grado di utilizzare le soluzioni di digital health, fattore sul quale occorre certamente lavorare ma che col passare del tempo pare essere gradualmente in via di risoluzione. Fra i paesi che hanno partecipato all’indagine ce n’è solo uno che pare essere in ritardo su questo aspetto: si tratta dell’Italia. Un dato su tutti che descrive al meglio il ritardo italiano su questo punto: nel 2019 il 31,5% della popolazione italiana aveva un’assoluta mancanza di abilità digitali, a fronte di una percentuale europea del 28%.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Deloitte

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