Le nuove vie dell’informazione scientifica del farmaco

L’analisi dei dati di IQVIA, MediPragma e Ipsos Italia, resi disponibili in differenti appuntamenti online, permette di avere un quadro generale dell’evoluzione dell’informazione scientifica del farmaco in Italia dopo la fase acuta dell’emergenza Covid-19: pur nella ripresa delle visite degli ISF in presenza, una quota rilevante delle loro attività sono ancora svolte attraverso i canali remoti. Ciò rappresenta un primo passo verso una nuova normalità dove l’informazione scientifica del farmaco sarà attuata attraverso un mix di attività face-to-face, remote e digitali

Le nuove vie dell'informazione scientifica del farmaco

L’analisi dei dati di IQVIA, MediPragma e Ipsos Italia, resi disponibili in differenti appuntamenti online, permette di avere un quadro generale dell’evoluzione dell’informazione scientifica del farmaco in Italia dopo la fase acuta dell’emergenza Covid-19: pur nella ripresa delle visite degli ISF in presenza, una quota rilevante delle loro attività sono ancora svolte attraverso i canali remoti. Ciò rappresenta un primo passo verso una nuova normalità dove l’informazione scientifica del farmaco sarà attuata attraverso un mix di attività face-to-face, remote e digitali.

Come già anticipato nel post intitolato “Informazione scientifica del farmaco e COVID-19”, con la ripresa generalizzata delle attività lavorative ed economiche a seguito della conclusione del lockdown, anche gli informatori scientifici del farmaco hanno cominciato nuovamente ad esercitare la loro professione riprendendo gradualmente le visite face-to-face. Infatti, come ampiamente prevedibile, le attività di informazione scientifica del farmaco veicolate attraverso i canali remoti sono ritornate ad essere una percentuale assolutamente rilevante rispetto al totale, fatto confermato dai numerosi studi dedicati a tale tema nel corso di questi ultimi mesi.

 

Il tema dell’informazione scientifica del farmaco trattata da Pharmastar, Ipsos Italia, IQVIA e AISM

Detto ciò, nelle ultime settimane si sono svolti numerosi eventi on line che hanno affrontato il tema relativo all’evoluzione della professione dell’ISF: siano essi stati espressamente dedicati a questo argomento oppure che lo abbiano trattato inserendolo in un contesto più ampio, l’attenzione che sta ricevendo l’informazione scientifica del farmaco è indice di quanto essa sia importante il suo ruolo nel business dell’industria farmaceutica.

Dovendo fare necessariamente una scrematura di tutti gli appuntamenti nei quali si è discusso di informazione scientifica del farmaco in questo periodo, per avere un quadro sufficientemente completo della situazione si può fare riferimento a quanto esposto durante i seguenti webinar e web conference:

  • il webinar di Pharmastar del 28 settembre 2020 con il quale è stato presentato il volume “Informazione medico scientifica: cosa è cambiato con il COVID 19?” redatto in collaborazione con MediPragma e con testimonianze di Abiogen Pharma, Astellas Pharma e Lundbeck Italia;
  • il contributo intitolato “I nuovi paradigmi della relazione Azienda-Medico, Medico-Paziente” presentato da Stefania Fregosi di Ipsos Italia, nell’ambito del live streaming “Assirm Talk Pharma” che ha avuto luogo il 30 settembre 2020;
  • il webinarWhat has 2020 taught us about European sales and promotion in 2021?” di IQVIA del 29 settembre;
  • il webinarLe nuove frontiere dell’informazione scientifica del farmaco” organizzato il 1 ottobre dal Dipartimento Farmaceutico di AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing.

 

Gli “effetti” di Covid-19 sulla professione degli informatori scientifici

I dati diffusi durante questi incontri virtuali mostrano che, seppur con differenti percentuali, le attività degli informatori scientifici del farmaco dalla fine del lockdown in poi hanno gradualmente ripreso ad essere prevalentemente in presenza, con Ipsos e IQVIA che stimano la percentuale delle visite F2F in un range fra il 65-70% del totale e MediPragma in misura leggermente inferiore.

Inoltre, IQVIA ha potuto effettuare un confronto fra la tendenza italiana con quella che si sta registrando negli altri paesi europei, e da tale comparazione sta emergendo che l’Italia ad oggi è l’unico dei cinque grandi mercati europei del settore pharma (gli altri sono Francia, Germania, Spagna e UK) ad aver ripreso ad effettuare le visite degli ISF in presenza. Infatti la Spagna, che in precedenza era l’altro grande mercato europeo dove la stragrande maggioranza delle visite effettuate dagli informatori scientifici del farmaco in periodo pre-covid erano di tipo F2F, sta mantenendo un trend che vede la prevalenza dei canali remoti di informazione scientifica del farmaco (nei 30 giorni a cavallo fra i mesi di agosto e settembre l’utilizzo complessivo di questi canali è stato pari a circa il 70%).

Detto ciò, anche nel nostro paese continua comunque a permanere una quota importante di attività di informazione scientifica del farmaco che viene messa in atto attraverso i canali remoti e con una crescente importanza di quelli digitali. Il perché questa percentuale non sia stata riassorbita e non si sia riproposta la quasi assoluta prevalenza delle visite in presenza è da ricercarsi in più di un motivo.

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Il ruolo di aziende sanitarie, medici e aziende farmaceutiche

Sicuramente persistono ancora delle misure regolamentari a livello di singole aziende sanitarie, a dire il vero molto sporadiche, che, anche laddove non vietano la visita degli ISF in presenza, richiedono comunque maggiori controlli e limitazioni rispetto al passato e segnalano comunque la preferenza per l’effettuazione delle visite in modalità remoto.

In realtà, partendo da diverse modalità differenti e da differenti prospettive, tutte le ricerche prese in considerazione segnalano che l’emergenza Covid-19 ha costretto sia i medici che le aziende farmaceutiche a ricorrere, in modo repentino, a tutti quei canali remoti di informazione scientifica del farmaco che precedentemente erano utilizzati in modo sporadico, o addirittura ad uno stadio iniziale di sperimentazione: l’aver testato tali approcci ha permesso a professionisti sanitari e specialisti delle industrie farmaceutiche di poter valutare opportunità e limiti di queste nuove modalità di comunicazione.

Dopo aver acquisito una più o meno estesa capacità di utilizzo dei nuovi canali, e pur nella generale preferenza della visita face-to-face, una percentuale molto alta di medici, soprattutto fra gli specialisti, oggi auspica che l’informazione scientifica del farmaco possa avvenire attraverso la compresenza di canali fisici e remoti, in particolare di quelli digitali (ad esempio dalle analisi di MediPragma risulta che un campione di medici oncologi già oggi apprezza e usa molto i webinar e le webcall con gli ISF).

Dal punto di vista delle aziende farmaceutiche, in un primo momento l’interruzione delle attività di informazione scientifica face-to-face ha rappresentato un proprio e vero shock, a cui hanno generalmente risposto intraprendendo una sperimentazione continua sui canali alternativi di contatto utilizzati dagli ISF. L’aver perseguito questo approccio pragmatico ha reso necessario investire risorse materiali e di tempo per mettere in atto un processo di miglioramento continuo: tutto ciò finalizzato a comprendere come poter migliorare la relazione fra medico e informatore scientifico del farmaco nel momento in cui si ricorre ai canali remoti.

 

Lo scenario rinnovato dell’informazione scientifica del farmaco

Il mondo dell’informazione scientifica del farmaco quindi si ritrova in contesto del tutto nuovo, anche se non propriamente imprevisto, descritto efficacemente da Salvatore Ruggiero, CEO di Merqurio:

questa nuova normalità è sostanzialmente basata su un utilizzo di un numero maggiore di canali, e soprattutto il loro utilizzo diventa più gradito, più efficace

In questo nuovo scenario, sarà il medico, con le sue preferenze e le sue necessità, a determinare gli approcci strategici che le aziende farmaceutiche adotteranno per veicolare in modo sempre più efficace la propria informazione scientifica del farmaco. In tale contesto, il ruolo dell’ISF avranno l’opportunità di diventare il vero fulcro di contatto fra medico e azienda farmaceutica, ma ciò rappresenterà anche una sfida per la sua professionalità, che si dovrà necessariamente arricchire di tutta una serie di competenze, in primis digitali, che oggi in molti casi è ancora deficitaria.

 

Dino Biselli

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