Performance SSR del 2020: Rapporto CREA Sanità

I sistemi sanitari regionali sono elementi fondamentali della sanità pubblica, e al fine di offrire una valutazione sul loro operato dalla prospettiva della domanda di salute, C.R.E.A. Sanità, centro per la ricerca economica applicata in ambito sanitario, da otto anni pubblica il report “Le performance Regionali”, attraverso il quale viene elaborato un ranking sulle prestazioni sanitarie delle regioni italiane reso possibile dalle valutazioni che un panel composto da varie categorie stakeholder esprime su determinate dimensioni di perfomance sanitarie

Performance SSR del 2020: Rapporto CREA Sanità

I sistemi sanitari regionali sono elementi fondamentali della sanità pubblica, e al fine di offrire una valutazione sul loro operato dalla prospettiva della domanda di salute, C.R.E.A. Sanità, centro per la ricerca economica applicata in ambito sanitario, da otto anni pubblica il report “Le performance Regionali”, attraverso il quale viene elaborato un ranking sulle prestazioni sanitarie delle regioni italiane reso possibile dalle valutazioni che un panel composto da varie categorie stakeholder esprime su determinate dimensioni di performance sanitarie

Arrivato alla sua ottava edizione, il Rapporto “Le Performance Regionali” redatto da C.R.E.A. Sanità, il centro per la ricerca economica applicata in sanità che opera nell’ambito dell’Università Tor Vergata di Roma, ogni anno offre una particolare valutazione dei sistemi sanitari regionali attraverso un metodo di valutazione della performance basato su cinque categorie di stakeholder (Utenti, Istituzioni, Professioni sanitarie, Management Aziendale, Industria Medicale) che per quest’anno ha visto il coinvolgimento di un panel di circa 100 esperti.

Come già descritto in precedenti post pubblicati su MioPharma Blog in anni precedenti (per accedere al primo post scritto in proposito clicca qui: Il Rapporto CREA Sanità: gli stakeholders e i sistemi sanitari regionali), la metodologia implementata da C.R.E.A. Sanità prende in considerazione cinque dimensioni individuate come quelle utili per misurare la performance della sanità: Sociale, Esiti, Appropriatezza, Innovazione ed Economico-Finanziaria. Ad ognuna di queste dimensioni ciascuna categoria di stakeholder assegna un “peso”, che viene costruito attraverso l’individuazione di tre indicatori per ognuna di esse, ai quali i componenti delle singole categorie di stakeholder attribuiscono una valutazione di utilità.

Dal combinato disposto fra “peso” assegnato alle dimensioni e valutazione degli indicatori, i ricercatori di C.R.E.A. Sanità sono in grado di determinare un indice di performance per ogni regione italiana, arrivando anche a suddividerlo per ogni categoria di stakeholder. Va sottolineato che rispetto al ranking del 2019, quasi tutte le categorie di stakeholder, ad eccezione della Management Aziendale, hanno attribuito un peso notevole alla dimensione Economico-Finanziaria (nella categoria Utenti ha raggiunto addirittura l’87%). La categoria Professioni Sanitarie ha attribuito una prevalenza alla dimensione sociale, mentre la categoria Management Aziendale ha attribuito un’importanza relativa alla dimensione Esiti.

Come appare chiaro già da questa breve descrizione della metodologia di ricerca applicata, che in realtà risulta essere molto più articolata rispetto a quanto illustrato, il progetto non ha come scopo la misurazione del grado di raggiungimento degli obiettivi di sanità pubblica da parte dei sistemi sanitari regionali, bensì quello di offrire una valutazione delle prestazioni di questi ultimi prendendo in considerazione l’ottica dal punto di vista della domanda di salute. Infatti, il progetto sulle Performance Regionali del C.R.E.A. Sanità è stato implementato per fornire un contributo alla definizione delle politiche sanitarie al fine di ottimizzare le opportunità di tutela della salute delle persone.

I risultati dell’VIII Rapporto mostrano un indice complessivo di performance, fatto 100% il massimo risultato raggiungibile, che oscilla da un massimo del 71% attribuito alla Provincia Autonoma di Trento, ad un minimo del 33% attribuito alla Regione Calabria. Senza voler andare ad analizzare nello specifico il posizionamento di ogni singola regione, è sufficiente sottolineare che le Regioni del Centro Nord hanno registrato tutto degli indici di performance superiori al 50%, mentre quelle del Centro Sud (tranne la Sardegna) hanno registrato performance al di sotto di tale percentuale.

Inoltre, va sottolineato che i risultati emersi dall’analisi sulle performance non hanno potuto ignorare le problematiche emerse a seguito dell’emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19. Già durante le discussioni fra i vari panel di stakeholder sono emerse delle valutazioni in particolare su due punti: la necessità di gestire l’extra finanziamento stanziato per il SSN (affinché quest’ultimo sia in grado di affrontare l’emergenza sanitaria di Covid-19) attraverso un’adeguata programmazione, e la necessità di rafforzare le reti del territorio potenziando la prevenzione con una maggiore integrazione tra le politiche sanitarie e le politiche sociali.

Su tale tema, altre esigenze che sono emerse in altre sessioni di confronto hanno riguardato la flessibilità che il sistema sanitario ha dimostrato durante l’emergenza, caratteristica che dovrebbe essere potenziata, e l’impiego della telemedicina come nuovo strumento per garantire continuità assistenziale, riorganizzare il tessuto organizzativo, e fornire una nuova modalità di presa in carico del paziente.

I contenuti del rapporto delle Performance Regionali possono essere certamente soggetti a numerose interpretazioni, ma anche solo focalizzando l’attenzione sulla distribuzione dei “pesi” fra le diverse categorie è possibile effettuare delle considerazioni che in qualche caso non sono molto rassicuranti. Ad esempio, il peso scarso che le varie categorie assegnano all’Innovazione, fattore che in realtà dovrebbe essere il motore del cosiddetto New Normal in sanità: solo l’Industria Medicale le attribuisce un peso appena al di sotto del 20%, mentre tutte le altre non la tengono in grande considerazione (con la categoria Utenti che “pesa” l’innovazione allo 0,8%!).

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Le Performance Regionali 2020

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