Cittadini e SSN futuro: ricerca di Doxapharma

Una ricerca di Doxapharma ha messo in luce quelli che per i cittadini italiani sono i punti di forza e di debolezza del sistema sanitario italiano. Le nuove abitudini indotte dalla pandemia di Covid-19, come anche la necessità di accedere alle prestazioni sanitarie, hanno permesso ai cittadini di avere una visione più ampia di quelle che sono le priorità da affrontare per far ripartire la sanità italiana: il miglioramento dell’accesso alle cure in ospedale e sul territorio, una maggiore uniformità nell’offerta sanitaria sul territorio nazionale, e una maggior digitalizzazione del SSN

Next Generation Health: indagine di Doxapharma

Una ricerca di Doxapharma ha messo in luce quelli che per i cittadini italiani sono i punti di forza e di debolezza del sistema sanitario italiano. Le nuove abitudini indotte dalla pandemia di Covid-19, come anche la necessità di accedere alle prestazioni sanitarie, hanno permesso ai cittadini di avere una visione più ampia di quelle che sono le priorità da affrontare per far ripartire la sanità italiana: il miglioramento dell’accesso alle cure in ospedale e sul territorio, una maggiore uniformità nell’offerta sanitaria sul territorio nazionale, e una maggior digitalizzazione del SSN

La pandemia di Covid-19 ha messo in luce tutte le debolezze del nostro sistema sanitario nazionale e la sua impreparazione nella risposta all’emergenza seguita alla diffusione del virus Sars-Cov2. Viste le vicende che si sono susseguite nel corso del 2020, era abbastanza scontato prevedere che tutte le problematiche legate alla gestione della sanità italiana sarebbero da subito diventate oggetto di dibattito pubblico. Alle criticità già presenti dapprima della diffusione della pandemia, in particolare a quella relativa alla mancanza di personale medico ed infermieristico, se ne sono aggiunte altre che hanno ulteriormente complicato un quadro di offerta sanitaria già compromessa.

Ciò significa che una volta terminata la fase di emergenza occorrerà quindi riorganizzare il servizio sanitario nazionale, e per tale motivo è utile capire quali sono le priorità individuate dagli italiani per mettere in atto tale riorganizzazione e comprendere quali linee guida sarà necessario seguire per affrontare tale sfida.

Delle indicazioni in tal senso sono state offerte dai risultati di una ricerca condotta da Doxapharma e presentata dalla Dottoressa Paola Parenti nel corso della conferenza stampa virtuale intitolata “Next Generation Health: le priorità degli Italiani per la sanità del futuro” organizzata da AdnKronos, alla quale hanno preso parte anche il Professor Walter Ricciardi, Consigliere scientifico del Ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus, il Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, AD di Janssen Italia, Raffaele Donini, assessore alle politiche per la salute dell’Emilia Romagna.

L’indagine ha coinvolto due differenti campioni di cittadini italiani, composti ognuno da 1.000 individui, intervistati in due momenti diversi: il primo è stato intervistato nel settembre 2020 (in un periodo di relativa stabilità nella dinamica dell’infezione), mentre il secondo nel mese di Novembre 2020 (in una fase di piena crescita del numero di casi giornalieri).

La ricerca di Doxapharma ha messo in luce un incremento della sensibilità dei cittadini italiani nei confronti della salute, la quale è diventata un elemento di assoluta importanza per il 78% di essi (+12% rispetto al dato relativo a febbraio 2020), e una maggior attenzione alla prevenzione (81% con un +7% rispetto a febbraio 2020). La pandemia di Covid-19 ha avuto effetti rilevanti sulle abitudini dei cittadini, in quanto se già a settembre il 30% di loro dichiarava di aver timore a riprendere le proprie abitudini come prima del lockdown, tale percentuale a novembre è salita al 42%.

La sanità italiana nel suo complesso gode ancora di una buona reputazione, in quanto ben l’86% del campione di cittadini ritiene che il modello universale e gratuito del nostro sistema sanitario nazionale è un valore fondamentale, e che l’offerta sanitaria dovrebbe essere più uniforme sul territorio nazionale. Gli aspetti maggiormente apprezzati sono la professionalità dei medici e degli operatori sanitari, e la pulizia e l’igiene degli ambienti, mentre la quantità e la qualità delle strutture sanitarie e, ancora di più, la facilità di prenotazione di visite\esami e l’accesso alle cure sono quelli considerati più carenti (con ben il 50% dei cittadini che ha segnalato criticità legate a quest’ultimo aspetto).

Non è un caso, quindi, che ben il 62% dei cittadini abbiano indicato proprio il miglioramento della gestione delle prenotazioni e dei tempi di attesa per esami e ricoveri come principale ambito da sviluppare in modo prioritario, seguito dall’aumento dei medici specialisti sul territorio che è stato indicato dal 44%. Particolarmente interessante è l’ambito del potenziamento dell’assistenza domiciliare: a settembre era stata indicata come prioritaria dal 29% del campione, ma a novembre, con la diffusione della pandemia, tale ambito è stato indicato dal 41% delle persone intervistate.

Scostamenti percentuali di un certo rilievo fra il mese di settembre e quello di novembre sono stati registrati anche in merito all’opinione sulla necessità di investimento nell’assunzione di nuovo personale sanitario (passata dal 74% all’82%) e nel potenziamento dell’assistenza domiciliare (passata dal 68% al 75%).

Altra indicazione fornita dai cittadini, con una percentuale di consenso del 92%, è il favore espresso per l’idea di presidi territoriali multispecialistici, più piccoli degli ospedali ma più diffusi sul territorio e capaci di fornire una reale assistenza territoriale. Importante anche la percentuale di coloro che sono propensi alla consegna domiciliare dei farmaci: si tratta del 72% del campione, con il 64% che pone come precondizione quello della sua gratuità.

In aggiunta alle priorità sopra indicate, vale a dire quella del miglioramento dell’accesso alle cure in ospedale e sul territorio, e una maggiore uniformità nell’offerta sanitaria sul territorio, ne esiste una terza non meno importante delle altre due: una maggior digitalizzazione del SSN.

Durante questi ultimi mesi, l’utilizzo di strumenti e soluzioni digitali in ambito sanitario è stato una delle abitudini acquisita da molti cittadini, tanto che il 98% del campione della ricerca ha dichiarato di aver sperimentato la ricezione delle prescrizioni mediche per via telematica senza nessuna difficoltà, circa il 33% ha dichiarato che preferirebbe effettuare tutti gli acquisti di farmaci sul canale online se ci fosse la garanzia di un consulente autorevole, e circa il 60% sarebbe molto propenso a ricorrere a differenti modalità di relazioni con i clinici rispetti a quelli attuali.

Queste esperienze e aspettative sono state utili ai cittadini per consentire loro di farsi un’idea su come la tecnologia possa essere di supporto in ambito sanitario, ed è significativo il fatto che, nonostante l’indicazione che ha ottenuto maggior consenso, il 94%, sia quella relativa all’impiego della tecnologia per migliorare l’attività diagnostica, tutte le altre maggiormente citate riguardano l’aspetto relazionale: l’82% afferma che la tecnologia dovrebbe facilitare l’accesso e la relazione dei cittadini con medici e specialisti, per il 78% dovrebbe far aumentare visite a distanza con gli specialisti attraverso l’uso del computer o del cellulare, ed infine per il 78% dovrebbe permettere l’aumento delle visite a distanza con MMG attraverso l’uso del computer o del cellulare.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Next Generation Health – Doxapharma

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