Frontiers Health 2020: New Normal e Digital Health

Grande successo per Frontiers Health 2020 che quest’anno, causa pandemia di Covid-19, è stata configurata con l’inedita modalità di Global Hybrid Conference: la mancanza di contatti in presenza (limitati alle poche persone presenti nei digital health hub locali) è stata ampiamente compensata dalla numerosità e qualità degli interventi che hanno caratterizzato l’intera manifestazione dedicata alla digital health, e guidata da Roberto Ascione e il team di Healthware Group

Frontiers Health 2020: New Normal e Digital Health

Grande successo per Frontiers Health 2020 che quest’anno, causa pandemia di Covid-19, è stata configurata con l’inedita modalità di Global Hybrid Conference: la mancanza di contatti in presenza (limitati alle poche persone presenti nei digital health hub locali) è stata ampiamente compensata dalla numerosità e qualità degli interventi che hanno caratterizzato l’intera manifestazione dedicata alla digital health, e guidata da Roberto Ascione e il team di Healthware Group

Fra tutti gli aspetti che hanno caratterizzato l’edizione 2020 di Frontiers Health ce n’è uno che, allo stesso momento, rappresenta al meglio sia i problemi che l’organizzazione ha dovuto affrontare per riuscire comunque a far sì che la manifestazione avesse luogo, sia l’opportunità che il format Global Hybrid Conference ha permesso di offrire ai partecipanti rispetto al passato. Mentre negli anni precedenti per assistere a Frontiers Health sarebbe stato opportuno possedere il dono dell’ubiquità per aver modo di partecipare alle varie sessioni che si tenevano in uno stesso slot orario, l’edizione 2020 ha risolto in parte questo problema. Tuttavia, la visione di tutte le sessioni relative ai temi di estremo interesse trattati durante il suo svolgimento richiede una quantità di tempo davvero notevole.

 

I numeri di Frontiers Health 2020

Proprio partendo da questa considerazione, si può tranquillamente constatare che l’organizzazione approntata da Healthware Group sotto la guida de CEO Roberto Ascione, frontman dell’evento, ha colto ancora una volta nel segno. Nonostante le limitazioni dovute alla diffusione della Covid-19, Frontiers Health ha visto il coinvolgimento di 250 relatori provenienti da 40 nazioni, tra cui oltre 100 scale-up e startup innovative. Inoltre ha riunito, sia virtualmente che di persona (nei Digital Health Hub locali di Losanna (Svizzera), Berlino (Germania), Helsinki (Finlandia), Barcellona (Spagna) e La Valletta (Malta)) più di 1.000 partecipanti.

In più, l’impegno nella definizione dell’Agenda di Frontiers Health è stato impressionante. Infatti, sono state oltre 60 le sessioni e quasi 200 i relatori che hanno approfondito, come mai fatto prima, tutti gli aspetti legati alla digital health.

Al di là di tutto, non è stata solo la quantità di ”offerta” messa in campi per questa edizione della conferenza che, oltre a raccontare le innovazioni nella sanità digitale e a fornire le chiavi concettuali per comprendere il “New Normal” che caratterizza il mondo life science nella sua globalità, ha rappresentato essa stessa l’inizio di una nuova normalità nella diffusione dell’innovazione sanitaria. Il vero punto di forza di Frontiers Health 2020, ancora di più rispetto alle precedenti edizioni, è stata la qualità dei contenuti offerti: aspetto che oggi è diventato in assoluto una rarità.

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I temi trattati durante le sessioni della Global Hybrid Conference

I temi trattati durante le varie sessioni di Frontiers Health 2020 hanno riguardato l’innovazione digitale in tutti i contesti del mondo life science: fra questi le sperimentazioni cliniche virtuali, la trasformazione che le industrie farmaceutiche e di medical device devono affrontare per rispondere alle nuove esigenze sanitarie di operatori sanitari e pazienti, il supporto offerto dalla tecnologia al mondo delle assicurazioni sanitarie, l’accesso al mercato per le soluzioni sanitarie digitali, e la ritrovata centralità del paziente resa possibile dalle nuove tecnologie digitali.

Non potevano mancare delle sessioni espressamente dedicate a Covid-19, fattore che, comunque, anche in forma molto indiretta, è stato protagonista in ogni “capitolo” dell’evento. Le sessioni che hanno affrontato i temi direttamente riconducibili alla pandemia hanno trattato in particolare il tema dei biomarcatori digitali per scoprire l’infezione da Covid-19 prima ancora dei sintomi, e quello delle applicazioni per pianificare le vaccinazioni.

 

Tecnologia e Digital Therapeutics

La tecnologia è stata la protagonista di alcune delle principali sessioni di Frontiers Health: particolare attenzione è stata dedicata all’Intelligenza Artificiale in ambito sanitario, alla necessità di disporre di dati sanitari di qualità che permettano di elaborare una rapida reazione alle crisi, e a quelle che sono da sempre le protagoniste assolute degli eventi organizzati da Frontiers Health: le Digital Therapeutics.

Terapie digitali che sono state uno dei principali spunti dell’intervento di Gottfried Ludewig, Direttore Generale digitalizzazione e innovazione del Ministero Federale della Salute tedesco, il quale ha sottolineato che le digital therapeutics e l’European data space per la circolazione in sicurezza dei dati sanitari in Europa sono fra i principali temi centrali del semestre di Presidenza tedesca del Consiglio dell’Ue. Infatti, è fin troppo chiaro che nell’attuale contesto la salute sia uno degli argomenti cruciali per la politica continentale, e i due temi sopra richiamati rappresentano parte essenziale di questo capitolo.

 

La risposta di Frontiers Health 2020 a Covid-19

In conclusione, per comprendere lo spirito che ha caratterizzato questa edizione 2020 di Frontiers Health non si può non concordare con quanto dichiarato da Roberto Ascione nel suo Opening Keynote in apertura della seconda giornata della conferenza: tutti coloro che, in qualità di innovatori, si sono posti come loro obiettivo primario quello di trasformare la sanità, hanno oggi la grande responsabilità di guidare la rivoluzione del progresso tecnologico in ambito healthcare.

La pandemia di Covid-19 ha reso ancora più urgente la necessità di rendere i sistemi sanitari più sostenibili e accessibili, ed è proprio questo senso di urgenza deve spingere tutti gli stakeholder del sistema ad accelerare la sua trasformazione, attraverso la digital health.

The only way out of this pandemic is to go forward: we need to accelerate all possible best practices and adopt them at scale

Tutto ciò, però, non deve far dimenticare che esiste un elemento importante di assoluta importanza: l’empatia. Essa è un elemento essenziale per ogni azione che riguarda la salute umana, tanto che se la tecnologia non si coniuga con l’empatia non esiste digital health.

Infine, è solo attraverso l’unione delle forze che gli innovatori in ambito healthcare, nei loro vari livelli di operatività e responsabilità, riusciranno a porre al centro del confronto politico ed istituzionale la loro visione “rivoluzionaria” di sanità: è questo il compito che li attende e che la Covid-19 ha reso più urgente.

 

Per poter accedere all’agenda di Frontiers Health 2020 e rivedere i vari contributi che si sono susseguiti durante l’evento, clicca su questo link: https://2020.frontiers.health/home

 

Dino Biselli

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