Meridiano Sanità 2020: SSN oltre Covid-19

La pandemia di Covid-19 e i suoi effetti a livello sanitario ed economico sono i principali argomenti dell’edizione 2020 del Rapporto Meridiano Sanità, redatto da The European House-Ambrosetti, ma non gli unici: come sua mission il team di analisti che ha realizzato il rapporto ha analizzato i numerosi aspetti che caratterizzano il sistema sanitario italiano ed ha elaborato alcune proposte per migliorarne l’efficienza  la sostenibilità. Ecco  di seguito alcune delle problematiche affrontate e delle soluzioni in esso proposte

Meridiano Sanità 15 2020
Fonte: The European House-Ambrosetti

La pandemia di Covid-19 e i suoi effetti a livello sanitario ed economico sono i principali argomenti dell’edizione 2020 del Rapporto Meridiano Sanità, redatto da The European House-Ambrosetti, ma non gli unici: come da sua mission il team di analisti che ha realizzato il rapporto ha analizzato i numerosi aspetti che caratterizzano il sistema sanitario italiano ed ha elaborato alcune proposte per migliorarne l’efficienza e la sostenibilità. Ecco di seguito alcune delle problematiche affrontate e delle soluzioni in esso proposte

Arrivato ormai alla sua quindicesima edizione, la pubblicazione del Rapporto Meridiano Sanità, redatto ogni anno da The European House-Ambrosetti, uno dei principali e più conosciuti think tank a livello europeo, rappresenta sempre un’occasione per analizzare, valutare e riflettere sulla condizione sanitaria italiana e sullo stato del nostro Servizio Sanitario Nazionale. L’enorme mole di dati ed analisi di qualità in esso disponibili sono una vera e propria miniera per tutti coloro che vogliono acquisire informazioni su come sta evolvendo il settore sanitario italiano, ma la descrizione di tutto ciò richiederebbe numerosi post per trattare in modo approfondito i temi proposti nel report.

Inoltre, nonostante solitamente i dati in esso contenuti fanno riferimento all’anno precedente a quello di pubblicazione, il rapporto 2020 ha dedicato un’ampia sezione alla pandemia di COVID-19 e agli effetti collegati ad essa, in considerazione di tutti gli eventi straordinari che hanno caratterizzato il lasso di tempo che va dal febbraio 2020 in poi proprio in ambito medico-sanitario. Come loro consolidata modalità, i ricercatori di TEH-Ambrosetti, hanno analizzato il tema della pandemia non solo dal punto di vista sanitario, ma prendendo in considerazione le conseguenze economiche che essa sta ancora generando. Il tutto per poter così arrivare alla formulazione di proposte mirate al miglioramento dell’efficienza del nostro sistema sanitario ma, al tempo stesso, caratterizzate da una sostenibilità economica di fondo.

Quello che traspare da un confronto fra le criticità emerse nel 2020 e quelle che hanno contraddistinto gli anni precedenti è la constatazione che in genere la pandemia non ha fatto altro che amplificare problemi in ambito sanitario già esistenti in passato, e far emergere delle nuove difficoltà frutto di cause più o meno note che comunque erano state segnale come priorità da affrontare per far sì che l’intero sistema sanitario diventasse più efficiente e sostenibile.

Ad esempio, il problema dell’insufficiente livello di finanziamento della sanità italiana, calato dal 6,8% del 2014 al 6,4% nel 2019, è materia di dibattito da molti anni, come anche la rapidità della tendenza all’invecchiamento della popolazione italiana, con gli over 65 che già oggi rappresentano il 22,7% della popolazione totale (contro una media europea del 19,8%) e con l’indice di dipendenza degli anziani (rapporto tra la popolazione in età inattiva e quella in età attiva), pari al 35,7%, dato più alto a livello europeo.

Altra criticità già nota da tempo è quella della carenza di personale sanitario e dell’eccessiva anzianità anagrafica di medici e infermieri: blocco del turnover nelle Regioni in Piano di Rientro e misure di contenimento delle assunzioni a tempo indeterminato, che hanno causato l’aumento della quota di professionisti assunti a tempo determinato, unite all’esiguo numero di borse di specializzazione a disposizione per i giovani medici laureati, nel corso degli anni hanno provocato una carenza cronica di personale sanitario che diventerà ancora più grave nei prossimi anni e che non sarà risolvibile in tempi brevi.

Infine, nonostante il settore farmaceutico italiano sia primo in Europa per valore della produzione, pari a 34 miliardi di euro nel 2019, e crescita dell’export, con un +168% registrato nell’ultimo decennio, oltre ad essere uno dei settori a più alto valore aggiunto e a più alta intensità di ricerca e sviluppo, in Italia non vi è né una visione strategica di medio/lungo periodo sul settore né un Piano strategico capace di favorirne la crescita e la competitività: al contrario, fattori come una regolamentazione molto complessa e frammentata, la presenza e la rigidità dei tetti di spesa farmaceutica, l’inadeguatezza delle risorse per alcune voci di spesa, e il meccanismo del payback che ha portato negli anni ad effetti distorsivi e penalizzanti, hanno limitato le possibilità di sviluppo di un settore che ha dimostrato di essere un volano di innovazione e competitività per il sistema paese italiano.

La pandemia COVID-19 ha evidenziato il ruolo fondamentale che la salute ricopre per il benessere e la crescita economica di un Paese e il valore strategico di avere un servizio sanitario nazionale universalistico e una filiera di ricerca e produzione.

La COVID-19 ha rappresentato uno shock per l’intero sistema sanitario italiano, impegnato in una difficile trasformazione di lungo periodo il cui obiettivo primario è quello di riuscire a gestire efficacemente un crescente numero di malati affetti da patologie croniche in un contesto di sostenibilità finanziaria. La pandemia ha messo in discussione proprio questo processo, cogliendo l’intero sistema in contropiede e costringendolo in parte a ritornare sui suoi passi.

Le proposte formulate dal team che ha redatto Meridiano Sanità sembrano proprio orientate in tal senso, con una visione che non si limita all’attuale fase di emergenza, ma che, al contrario, è tesa a far riprendere il funzionamento “ordinario” di tutto il pianeta salute italiano, facendo però tesoro di quella che è e sarà stata l’esperienza acquisita alla fine della pandemia.

Alcune delle proposte pubblicate nel rapporto erano già state formulate in edizioni passate, come quella relativa all’aumento strutturale delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale (fissando una soglia minima in percentuale del PIL, il 7%, per prossimo triennio), il mantenimento e il potenziamento dei fondi ad hoc per i farmaci innovativi, e la continuazione del processo di revisione della governance della spesa farmaceutica.

Altre proposte invece, anche se una volta adottate potrebbero avere effetti duraturi su più anni, sono scaturite da avvenimenti legati alle pandemia: ad esempio, la richiesta di utilizzare le risorse europee rese disponibili per finanziare una riforma strutturale del sistema sanitario è diretta conseguenza della costituzione di appositi fondi europei (Recovery Fund e MES sanitario) istituiti per contrastare gli effetti della diffusione della pandemia; o ancora, la richiesta di attivazione di interventi specifici per recuperare il consistente numero di screening e di vaccinazioni che non è stato possibile effettuare a causa del drammatico calo di attività di prevenzione che sono state condotte negli ultimi mesi.

Infine, fra le proposte di Meridiano Sanità ce ne sono due particolarmente interessanti in quanto cercano di individuare delle soluzioni a problemi che caratterizzano da tempo il nostro sistema sanitario:

  • l’introduzione di un coordinamento interministeriale in grado di agire attraverso una visione olistica del sistema salute e capace di superare la frammentarietà di competenze presenti nei diversi ministeri. In tal modo si potrebbe affrontare uno dei problemi che caratterizzano da sempre la gestione sanitaria nel nostro paese: il modello a silos nella determinazione della spesa sanitaria;
  • l’elaborazione di un Piano Nazionale delle Life Sciences di medio-lungo periodo che sia in grado di consolidare il ruolo del comparto delle scienze della vita nel sistema economico italiano e favorire la sua affermazione del ruolo dell’Italia come hub farmaceutico innovation driven a livello mondiale.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Rapporto Meridiano Sanità 2020

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