AstraZeneca: attività di ricerca e CSR
Astrazeneca è una delle principali multinazionali farmaceutiche livello mondiale, nata dalla fusione fra un’azienda svedese e una inglese. Le aree terapeutiche che vedono il suo coinvolgimento sono numerose, e proprio per questo dedica molte risorse finanziarie e umane nello sviluppo di nuovi farmaci, come testimoniato dal suo impegno per lo sviluppo di un vaccino anti Covid-19 (nonostante alcune diatribe regolatorie e contrattuali in ambito europeo). Importanti anche le iniziative di Corporate Social Responsibility, sia a livello internazionale che in ambito italiano

AstraZeneca è una delle principali multinazionali farmaceutiche a livello mondiale, nata dalla fusione fra un’azienda svedese e una inglese. Le aree terapeutiche che vedono il suo coinvolgimento sono numerose, e proprio per questo dedica molte risorse finanziarie e umane nello sviluppo di nuovi farmaci, come testimoniato dal suo impegno per lo sviluppo di un vaccino anti Covid-19 (nonostante alcune diatribe regolatorie e contrattuali in ambito europeo). Importanti anche le iniziative di Corporate Social Responsibility, sia a livello internazionale che in ambito italiano
Recentemente è stata oggetto di alcune polemiche a seguito di alcune criticità sorte durante la sperimentazione del vaccino anti Covid-19 da lei implementato in collaborazione con l’Università di Oxford, e ancora per le dispute contrattuali che l’hanno vista contrapporsi alla Commissione Europea riguardo i tempi di consegna delle quantità concordate del vaccino. Tuttavia, AstraZeneca è una delle principali aziende biofarmaceutiche a livello globale che offre un importante contributo alla ricerca scientifica e farmaceutica.
Chi è e cosa fa AstraZeneca
AstraZeneca è nata nel 1999 dalla fusione di Astra AB, azienda svedese all’epoca specializzata in farmaci gastrointestinali, cardiovascolari, per la respirazione e per l’anestesia, e Zeneca Group PLC, società inglese specializzata in farmaci oncologici, cardiovascolari, per la respirazione, per il sistema nervoso centrale, e per l’anestesia.
Oggi la multinazionale anglo-svedese ha il suo headquarter a Londra, è presente in più di 100 paesi, e nel 2020 ha fatturato più di 26,6 miliardi di Dollari, in crescita di più del 9% rispetto a quello generato l’anno precedente. L’azienda occupa 76.100 persone a livello globale (+5.500 rispetto al 2019) di cui il 44% presso le sedi presenti nei mercati emergenti.
Le aree terapeutiche nella quali è impegnata AstraZeneca sono l’oncologia, ambito che nel 2020 ha generato il 42% del fatturato e che ha riportato una crescita di circa il 25% rispetto al 2019, le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche; le patologie respiratorie, infiammatorie ed autoimmuni; e, come già sopra indicato, con lo scoppio della pandemia la multinazionale anglo-svedese si è attivata per contrastare la diffusione del virus Sars-Cov2 e della Covid-19.
Attualmente AstraZeneca ha una pipeline di 171 prodotti frutto del suo impegno nella ricerca. Al 2020 sono circa 10.500 gli addetti dedicati alle attività di ricerca e sviluppo, che operano nei tre centri strategici di R&D a livello mondiale, siti in Cambridge (UK), Gaithersburg (Maryland USA), e Gothenburg (Svezia), e in altri centri minori situati in UK, USA, Giappone, Cina e Polonia. Gli investimenti in ricerca sono stati pari a poco meno 6 miliardi di Dollari, di cui il 36% dedicati ai prodotti in fase iniziale di sviluppo e il restante 64% indirizzati ai prodotti in fase finale di sviluppo.
La sede principale di AstraZeneca in Italia è situata a Basiglio, appena a Sud di Milano. I dipendenti della filiale italiana della multinazionale biofarmaceutica anglo-svedese sono circa 700, di cui circa 200 operanti presso la sede centrale, e i restanti 500 in tutta Italia.
La CSR di AstraZeneca
Accanto alle sue attività di ricerca, AstraZeneca esprime un forte impegno nella sostenibilità che si fonda su tre pilastri: l’accesso alle cure sanitarie, la protezione ambientale, e l’eticità e la trasparenza dei comportamenti aziendali.
In particolare, nel 2020 i programmi di formazione organizzati da AstraZeneca a livello globale hanno coinvolto 132mila operatori sanitari, e hanno raggiunto un bacino potenziale di più di 25 milioni di persone. Sono due i programmi principali che rientrano in questo ambito di intervento: la Healthy Lung initiative, il cui obiettivo è quello di favorire l’incremento della conoscenza, prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure per l’asma e la Malattia Polmonare Ostruttiva Cronica (COPD); lo Young Health Programme (YHP), un programma di prevenzione dedicato ai giovani dai 10 ai 24 anni realizzato attraverso una partnership con Plan International UK, Project Hope e altre numerose organizzazioni no-profit di vari paesi.
Infine, l’emergenza Covid-19 ha visto AstraZeneca in prima linea nell’affrontare la pandemia non solo dal lato della ricerca, ma anche attraverso numerosi progetti di Corporate Social Responsibility, fra i quali va segnalata l’iniziativa globale con la quale l’azienda ha distribuito più di nove milioni di mascherine protettive in 49 paesi. Concentrando l’attenzione al solo caso italiano, Astrazeneca Italia durante la prima ondata della pandemia ha donato 2 milioni di Euro in beni e servizi di pronto utilizzo a Ospedali e Protezione Civile, comprese più di 700mila mascherine (di cui 500mila destinate alla Protezione Civile, 100mila (FFP3) agli ospedali della Regione Lombardia e 100mila distribuite negli ospedali di tutta Italia).
La cifra di 2 milioni di euro è stato raggiunto anche grazie al contributo di tutto il personale della società, che ha messo a disposizione il corrispettivo di alcune delle ore della propria retribuzione che l’azienda si è impegnata a raddoppiare. Inoltre, i dipendenti di AstraZeneca hanno lavorato per fornire alle Associazioni Pazienti la mappatura aggiornata dei centri di cura e assistenza ancora aperti e le indicazioni sulle loro modalità di accesso.
Dino Biselli
Fonti Principali
Astrazeneca
Astrazeneca Italia
