Le tendenze del Life Science nel dopo Covid

Sono nove le tendenze che Sarah Rickwood, Vice President di IQVIA, ha individuato e descritto come eredità della pandemia di Covid-19. Dalla lettura dei suoi due articoli pubblicati su PharmaPhorum dedicati a questo tema, l’intero anno 2021 si prefigura come il lasso di tempo nel quale le conseguenze della crisi sanitaria, e della conseguente crisi economica, si manifesteranno appieno. Tuttavia, l’industria farmaceutica, che nel 2020 ha dimostrato capacità di adattamento impensabili fino all’anno scorso, pare essere pronta a cogliere queste sfide

le tendenze post pandemia nell'industria life science

Sono nove le tendenze che Sarah Rickwood, Vice President di IQVIA, ha individuato e descritto come eredità della pandemia di Covid-19. Dalla lettura dei suoi due articoli pubblicati su PharmaPhorum dedicati a questo tema, l’intero anno 2021 si prefigura come il lasso di tempo nel quale le conseguenze della crisi sanitaria, e della conseguente crisi economica, si manifesteranno appieno. Tuttavia, l’industria farmaceutica, che nel 2020 ha dimostrato capacità di adattamento impensabili fino all’anno scorso, pare essere pronta a cogliere queste sfide

Dopo la grande crisi sanitaria del 2020, il 2021 sarà necessariamente un anno di trasformazione, un periodo durante il quale si dovrebbe riuscire a risolvere, almeno parzialmente, l’emergenza legata all’infezione da Covid-19, ma che, nel contempo, sarà sicuramente contrassegnato dal perdurare della crisi sanitaria (e dei sistemi che la gestiscono) e di quella economica, che sono state innescate dalla pandemia. Tuttavia, all’incertezza che oggi caratterizza la nostra vita quotidiana, si contrappongono tutta una serie di opportunità che il cambiamento repentino nei comportamenti quotidiani e nelle modalità di lavoro ha reso possibile, anche e soprattutto nell’ambito delle scienze della vita.

Fra i tanti interventi che recentemente sono stati resi disponibili allo scopo di offrire una visione di quali sfide dovrà affrontare il mondo nel life science nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, uno dei più interessanti è quello di Sarah Rickwood, Vice President, Thought Leadership and Marketing di IQVIA. In due articoli pubblicati su PharmaPhorum, la Dottoressa Rickwood ha individuato nove tendenze chiave che, secondo la sua opinione e i dati a sua disposizione, influenzeranno le industrie del life science a livello globale in questo 2021.

 

Le nove tendenze eredità della Covid-19

Il primo fattore preso in considerazione è la trasformazione che hanno subito i sistemi sanitari dei vari paesi, i quali, in qualche misura, hanno dimostrato un’elasticità impensabile prima della pandemia di Covid-19. Trattandosi tuttavia di organizzazioni fondamentalmente rigide (ad esempio, non è possibile costruire e gestire più ospedali in poche settimane e senza una programmazione specifica), l’adozione di alcune soluzioni innovative (anche in via del tutto sperimentale, come per alcune tipologie di telemonitoraggio o di televisita) hanno contribuito a mitigare la mancata effettuazione di esami ed interventi non Covid-19. Tuttavia, i ritardi nelle diagnosi e nei trattamenti (se non addirittura la loro mancata effettuazione) registrati nel corso del 2020 avranno anche un impatto sulle aziende farmaceutiche, che dovranno adoperarsi per mettere a disposizione, per patologie in stadi più avanzati, un numero maggiore di soluzioni terapeutiche rispetto a quanto avveniva in passato. Inoltre, la diminuzione delle visite medico-paziente in modalità face-to-face presso lo studio del medico o l’ospedale, e il perdurare di tale tendenza, favorirà soprattutto i farmaci di autosomministrazione.

Proprio la gestione dell’enorme arretrato di prestazioni che dovranno essere recuperate per i pazienti non Covid è un’ulteriore tendenza globale della quale occorrerà necessariamente tenere conto. La somministrazione del vaccino permetterà di rendere leggermente meno gravoso questo arretrato, ma la vera sfida sarà soprattutto quella di convincere i pazienti a vincere i loro timori di possibili infezioni, e farli ritornare a visitare i centri diagnostici e di cura: riguardo tale punto, l’industria farmaceutica può svolgere un ruolo importante creando piani specifici su misura per paese e area terapeutica.

La terza tendenza indicata da Sarah Rickwood è quella dei lanci di nuovi prodotti farmaceutici nel contesto di post-pandemia: il 2021 sarà un anno cruciale in quanto l’attenzione si concentrerà sia sulla capacità dei lanci del 2020 di accelerare la crescita nelle vendite, per far raggiungere il loro obiettivo potenziale previsto prima della pandemia, sia sulla possibilità che i lanci del 2021 ripercorrano la medesima traiettoria di quelli del 2020, nonostante le caratteristiche dell’arena competitiva sia drasticamente cambiata rispetto a quella pre-pandemica.

La quarta tendenza prende in considerazione la sostenibilità economica dei sistemi sanitari e come il controllo delle spesa farmaceutica potrebbe avere un impatto sull’industria e sull’accesso ai farmaci innovativi da parte dei cittadini. Sono soprattutto i sistemi sanitari europei a poter finire sotto pressione per tale criticità, in quanto molto attivi sul mercato dei farmaci biosimilari: una diminuzione delle risorse disponibili renderà possibile l’acquisto di volumi nettamente inferiori di questi farmaci che, hanno un costo elevato, anche se molto più basso rispetto al biologico originale. In questo momento, quindi, i mercati statunitense, cinese e giapponese paiono essere maggiormente capaci di garantire l’accesso a farmaci innovativi.

La digitalizzazione dell’assistenza sanitaria domiciliare non è una novità assoluta: anzi, l’ecosistema digitale è progressivamente cresciuto negli anni, e già prima della pandemia la digital health offriva già il proprio supporto ai pazienti. La diffusione di Covid-19 ha rappresentato il momento nel quale la digitalizzazione in sanità ha dimostrato di essere un pilastro importante per la sostenibilità dei sistemi sanitari: per tal motivo, è una tendenza che non è più possibile ignorare.

L’effetto più evidente della pandemia di Covid-19 sulle strategie commerciali delle aziende farmaceutiche è la rimodulazione delle attività di informazione scientifica del farmaco, a seguito della generale indisponibilità da parte degli operatori sanitari (soprattutto durante i momenti di picco dell’infezione) ad effettuare delle visite in presenza, seppure tale modalità sia generalmente apprezzata. Per ovviare a tali criticità, le aziende, dimostrando una pronta capacità di risposta, si sono strutturate per garantire le attività di informazione scientifica del farmaco attraverso l’impiego di canali remoti (online e non). A riguardo, va sottolineato che in Europa alcuni paesi, come UK, sono partiti da una posizione di vantaggio in questo cambio di paradigma (in quanto le modalità remote di informazione scientifica del farmaco erano già quelle maggiormente utilizzate), mentre in altri paesi (Italia e Spagna in primis) tali processi sono stati costruiti praticamente da zero. In questi ultimi, una volta terminata l’emergenza da pandemia, tale tendenza subirà sicuramente una contrazione, ma non scomparirà: l’informazione medico scientifica da remoto ha conquistato un suo spazio (che si accrescerà in futuro) e non si ritornerà più alla situazione pre-pandemica.

Prendendo in considerazione le aree terapeutiche, dopo che il decennio 2010-2020 è stato dedicato all’oncologia, quello degli anni venti sarà incentrato sulle patologie che colpiscono il sistema nervoso centrale. Tale tendenza non significherà che l’impegno nell’oncologia sarà trascurato, ma la persistenza di bisogni insoddisfatti, la necessità di innovazione, e l’esplosione di disturbi della salute mentale dovuti ai provvedimenti assunti per contrastare la pandemia, saranno tutti fattori che riporteranno a concentrare nuovamente l’attenzione sul sistema nervoso centrale.

Un’altra tendenza relativa specificatamente all’industria farmaceutica riguarda i biosimilari, strumenti terapeutici molto preziosi per i sistemi sanitari, in quanto permettono di realizzare consistenti risparmi di costi sulla spesa farmaceutica. Essi saranno ancora più somministrati e il loro impiego maggiormente promosso al fine di rendere più sostenibili i sistemi sanitari (soprattutto europei).

L’ultima tendenza individuata è il crescente peso la Cina assumerà nell’ambito del mercato farmaceutico negli anni del post pandemia. La Cina assumerà un ruolo di notevole importanza non solo per quello che riguarda la manifattura farmaceutica, ma soprattutto come mercato di sbocco dell’industria e come fonte di innovazione terapeutica.

 

L’industria del pharma

Queste nove tendenze, alcune già in essere prima della pandemia, altre che si sono manifestate proprio durante questo periodo, rappresentano delle nuove sfide per l’industria farmaceutica, ma queste ultime, come sottolineato dalle parole di Sarah Rickwood, nel 2020 hanno già dimostrato di essere state in grado ottenere risultati fino a quel momento considerati impossibili.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
PharmaPhorum – Nine for 2021: The COVID-19 legacy
PharmaPhorum – Nine for 2021: Addressing the pandemic legacy

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