I progressi contro Covid-19 per McKinsey
Il report “McKinsey on Healthcare – 2020 Year in Review” analizza in modo accurato quanto avvenuto nell’anno della pandemia di Covid-19, e individua alcune linee di tendenza che stanno consentendo di affrontare in modo positivo la crisi sanitaria ancora in corso. Innovazione tecnologica, prevenzione, equità nell’accesso alle cure, flessibilità e riforma dei sistemi sanitari: sono alcuni degli elementi presi in considerazione per analizzare i progressi nella lotta contro la pandemia

Il report “McKinsey on Healthcare – 2020 Year in Review” analizza in modo accurato quanto avvenuto nell’anno della pandemia di Covid-19, e individua alcune linee di tendenza che stanno consentendo di affrontare in modo positivo la crisi sanitaria ancora in corso. Innovazione tecnologica, prevenzione, equità nell’accesso alle cure, flessibilità e riforma dei sistemi sanitari: sono alcuni degli elementi presi in considerazione per analizzare i progressi nella lotta contro la pandemia
In ogni crisi, dalla più “soft” a quella più severa, si devono affrontare delle sfide che, in alcuni casi, possono essere ritenute insormontabili, ed è innegabile che a partire da marzo 2020 a causa della pandemia di Covid-19, tutto il mondo ha dovuto gestire una situazione assolutamente inedita per la nostra storia recente. Tuttavia, dopo circa un anno vissuto più o meno in emergenza, e con la pandemia ancora in atto, è anche vero che sono stati compiuti dei progressi, in molti casi parziali, sulla via della mitigazione della crisi, almeno a livello sanitario.
Partendo da questi presupposti, una delle analisi più complete su quali tendenze saranno in grado di contribuire positivamente ad affrontare la crisi pandemica nel 2021 è quella contenuta nel report “McKinsey on Healthcare – 2020 Year in Review” pubblicato da McKinsey Company lo scorso gennaio. Sebbene alcune considerazioni in esso riportate siano da riferirsi prettamente alla realtà sanitaria americana, nella sua generalità l’analisi effettuata descrive quale sia stata l’evoluzione della sanità nei paesi occidentali.
Innovazione guidata dalla tecnologia
La pandemia sembra aver innescato un processo di innovazione tecnologica e digitale in settori fino ad un anno fa considerati “conservatori” come quello sanitario e farmaceutico. Telemedicina, telemonitoraggio, teleconsulti: nei soli Stati Uniti si stima che gli attuali processi di assistenza sanitaria soggetti ad una potenziale virtualizzazione, nel lungo periodo possano assorbire un valore pari a 250 miliardi di Dollari di spesa sanitaria americana. Inoltre, in un report dedicato all’AI redatto congiuntamente da EIT Health e McKinsey nel 2020, è stato sottolineato che i finanziamenti complessivi per le prime 50 aziende attive nell’AI dedicata alla sanità hanno raggiunto la cifra di 8,5 miliardi di Dollari.
Investimenti in prevenzione e trasformazione nell’erogazione delle cure
McKinsey Global Institute ha sì stimato che nel 2020 gli effetti di Covid-19 costeranno all’economia globale fino all’8% del PIL reale, ma i costi annuali generati dagli effetti di una cattiva gestione della salute, in particolare le morti premature e la perdita di produttività tra la popolazione attiva, sono pari al doppio di questa percentuale. Per cercare di attenuare tale tendenza, i consulenti di McKinsey suggeriscono di investire nella genomica per erogare prestazioni di prevenzione e di trattamento personalizzate, di impiegare dati e intelligenza artificiale per rilevare e monitorare le patologie, di utilizzare la tecnologia a sostegno dell’erogazione dei servizi sanitari, e di perseverare nello studio della biologia dell’invecchiamento.
Disparità nell’erogazione di servizi sanitari ed equità
Covid-19 ha dimostrato e reso ancora più evidente che le condizioni problematiche sia sociali che di salute sono correlate a peggiori outcome a livello sanitario. Da queste constatazioni ne deriva la necessità di affrontare tali situazioni di difficoltà, fra le quali vanno comprese anche le disparità razziali e sociali nell’accesso alle cure.
Disponibilità di luoghi di cura alternativi
Altro effetto ben visibile di Covid-19 è stato quello di accentuare ancor di più la tendenza, già in corso prima della pandemia, di favorire l’erogazione di diagnosi e trattamenti in strutture diverse da quelle ospedaliere. La diffusione delle tecnologie digitali come il telemonitoraggio, possono favorire le interazioni virtuali con i pazienti e un risparmio di spesa sanitaria: già prima della pandemia uno studio ha rilevato che, in ottica value based, i sistemi sanitari hanno registrato un risparmio del 17% quando hanno fornito cure virtuali con i loro professionisti sanitari in organico.
Flessibilità dei sistemi sanitari
Dopo Covid-19 i sistemi sanitari dovranno acquisire una flessibilità operativa a vari livelli, tenendo in debito conto delle peculiarità che caratterizza ognuno di esso: nei sistemi sanitari caratterizzati da una forte presenza dei privati fra i provider e i payors si assisterà a un maggior numero di consolidamenti, allo scopo di ottenere una maggiore scalabilità e una più ampia possibilità di effettuare reinvestimenti in tecnologia e digitale, e siti di assistenza alternativi; nei sistemi con prevalenza di intervento pubblico, invece, la maggior flessibilità perseguita sarà quella che permetterà ai provider sanitari di modificare rapidamente le caratteristiche e le disponibilità dell’offerta di prestazioni in caso di emergenza sanitaria.
Riforma dei sistemi sanitari
Sebbene questo punto sia stato trattato prendendo come riferimento il sistema americano, indica una problematica che investe tutti gli altri sistemi sanitari: la necessità di procedere con la loro riforma, non solo in termini operativi e di risorse (infrastrutturali, materiali ed umane) disponibili, ma soprattutto in termini di governance, allo scopo di superare almeno in parte le criticità che sono drammaticamente emerse a seguito della pandemia di Covid-19.
Dino Biselli
Fonti Principali
McKinsey on Healthcare – 2020 Year in Review
