100 esperienze italiane del life science
Il comparto Life Science è uno dei pilastri del sistema produttivo italiano e sono numerosi i protagonisti che rientrano in esso ad essere degli esempi di innovazione. Per far conoscere queste esperienze aziendali di successo, Fondazione Symbola ed Enel, in collaborazione con Farmindustria, hanno realizzato e pubblicato il rapporto “100 Italian Life Sciences Stories” dove vengono presentate cento testimonianze della qualità delle istituzioni, delle imprese e della ricerca italiane
Il comparto Life Science è uno dei pilastri del sistema produttivo italiano e sono numerosi i protagonisti che rientrano in esso ad essere degli esempi di innovazione. Per far conoscere queste esperienze aziendali di successo, Fondazione Symbola ed Enel, in collaborazione con Farmindustria, hanno realizzato e pubblicato il rapporto “100 Italian Life Sciences Stories” dove vengono presentate cento testimonianze della qualità delle istituzioni, delle imprese e della ricerca italiane
In questi ultimi dodici mesi, la pandemia di Covid-19 ha posto i temi legati alla salute e alla sanità al centro dell’attenzione mediatica italiana. Purtroppo, la maggior parte degli organi di informazione, in particolare quelli generalisti, hanno diffuso soprattutto notizie ed informazioni di tipo sensazionalistico, tese ad ottenere alti livelli di ascolto piuttosto offrire un quadro realistico della realtà, anche per quel che riguarda la situazione dell’industria life science italiana.
Come già esposto in molteplici post di questo blog, il comparto life science è una delle colonne portanti del sistema economico italiano, non solo per il valore prodotto ma anche per il contributo offerto al progresso tecnologico, alla ricerca e al miglioramento dello stato di salute della popolazione. Purtroppo questa realtà è ignorata dalla maggior parte della popolazione italiana che, in aggiunta, non ha coscienza di quale sia l’importanza del life science italiano in ambito europeo.
Per tentare di colmare, almeno in parte, tale mancanza, Fondazione Symbola e Enel, grazie alla collaborazione con Farmindustria, hanno voluto dedicare il loro documento annuale incentrato sull’innovazione tecnologica proprio all’universo della salute, con la pubblicazione del rapporto “100 Italian Life Sciences Stories”. Lo scopo di questo rapporto è quello di mettere in luce, attraverso il racconto di cento esperienze di innovazione nel settore delle scienze della vita, l’importanza di un sistema che si avvale del lavoro di 1,8 milioni di addetti, genera un valore della produzione di 225 miliardi di Euro (dato del 2018), e un valore aggiunto di 100 miliardi di Euro: considerando anche l’indotto, il contributo del life science al PIL nazionale è pari al 10%.
L’importanza del Life Science in Italia
Il settore di punta dell’ecosistema life science è sicuramente quello farmaceutico, con i suoi primati a livello europeo relativamente al valore della produzione al valore aggiunto per addetto, ma non bisogna dimenticare anche il settore biomedicale: un tessuto industriale molto eterogeneo, altamente innovativo e specializzato, che rappresenta un settore molto quotato perché ad alto contenuto scientifico-tecnologico.
Inoltre, un altro motivo per il quale il sistema del life science italiano è molto apprezzato è la sua capacità di produzione scientifica: infatti, l’Italia è il primo Paese al mondo per numero di citazioni e per produttività della ricerca scientifica in termini di pubblicazioni per ricercatore (ed è al quarto posto nel mondo per numero di pubblicazioni scientifiche sul Covid-19). Apprezzamento internazionale che si estende anche alla quantità e qualità degli studi clinici svolti sul territorio.
A livello territoriale, è indubbio che i vari protagonisti del comparto life science italiano sono presenti principalmente nelle regioni del Centro-Nord, in particolare nelle quattro regioni poste lungo l’asse Milano-Roma: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio, anche se esistono importanti insediamenti produttivi e di ricerca anche in Abruzzo, Campania e Sicilia. Tuttavia la Lombardia è la regione maggiormente sviluppata nel campo delle scienze della vita, con un valore aggiunto di 25 miliardi di Euro e 355mila addetti. Un primato che si proietta anche a livello continentale, in quanto la Lombardia, insieme alla Cataluña, al Baden-Württemberg e all’Île de France è uno dei quattro poli farmaceutici regionali d’Europa.
In ambito biomedicale, invece, è una provincia italiana a detenere il primato in Europa e ad essere fra le prime al mondo: a Nord di Modena ci sono 8 comuni, tra cui Mirandola, dove sorge il più importante distretto biomedicale d’Europa e terzo nel mondo, dopo quelli di Minneapolis e Los Angeles negli Stati Uniti d’America. Si tratta di un network di circa cento imprese che producono un fatturato complessivo di un 1 miliardo di euro (compreso l’indotto).
100 Italian Life Sciences Stories
Partendo da queste premesse, il gruppo di lavoro che ha realizzato il report ha effettuato una sorta di censimento, individuando oltre 300 eccellenze italiane nell’ambito della ricerca. Di queste sono state selezionate
100 esperienze che testimoniano la qualità delle istituzioni, delle imprese e della ricerca italiane, che sempre più vanno messe al servizio anche di un rafforzamento della medicina territoriale. È un patrimonio di grande valore strategico per il Paese, che concorre a creare buona economia e posti di lavoro nella direzione di una visione umanistica del futuro.
Si tratta di aziende, ricercatori, scienziati, università, start-up e strutture sanitarie che con il loro lavoro quotidiano contribuiscono, attraverso processi di continua innovazione, a garantire la salute delle persone e a migliorare la qualità della vita dei pazienti. Per far sì che esperienze di questo tipo aumentino di numero e contribuiscano ancora di più allo sviluppo del paese, occorre agire non solo garantendo maggiori investimenti pubblici, ma anche (e soprattutto) favorendo la ricerca scientifica e liberando i protagonisti del life science da quegli adempimenti regolatori, fiscali e burocratici che non solo possono risultare inutili, ma addirittura dannosi per la crescita.
Alcune di queste realtà, quali il Gruppo Chiesi, Tecnopolo Mirandola, Fondazione Toscana Life Sciences, Human Technopole, e Masmec, sono state presentate durante il webinar di illustrazione del Rapporto che ha avuto luogo lo scorso 10 maggio. In questa occasione, oltre a Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, e Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, sono intervenuti anche Maria Chiara Carrozza, presidente CNR (via messaggio registrato) e Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.
Dino Biselli
Fonti Principali
Presentazione “100 Italian Life Sciences Stories
