La telemedicina e il parere dei cittadini
La telemedicina è stato uno dei temi maggiormente trattati durante la pandemia di Covid-19, anche se ad oggi non sempre si ha ben chiaro a cosa di preciso fa riferimento questo termine. Nonostante ciò, i dati di una ricerca commissionata dalla multinazionale tecnologica VMwave mostrano un atteggiamento sempre più positivo da parte dei pazienti verso le opportunità offerte dalla telemedicina e dalla digital health in generale

La telemedicina è stato uno dei temi maggiormente trattati durante la pandemia di Covid-19, anche se ad oggi non sempre si ha ben chiaro a cosa di preciso fa riferimento questo termine. Nonostante ciò, i dati di una ricerca commissionata dalla multinazionale tecnologica VMware mostrano un atteggiamento sempre più positivo da parte dei cittadini verso le opportunità offerte dalla telemedicina e dalla digital health in generale
Con la pandemia di Covid-19 si è registrato un sensibile calo nell’accesso alle prestazioni sanitarie in presenza presso le strutture ospedaliere ed ambulatoriali (argomento già trattato nel post “Impatto di Covid-19 sull’accesso alle cure“), e il ricorso alla telemedicina ha contribuito, almeno in parte, a garantire un certo grado di assistenza sanitaria.
La telemedicina non è una novità comparsa con la crisi sanitaria: da anni essa è oggetto di confronto, di implementazione di processi, di innovazione tecnologica, e di analisi sui suoi eventuali impatti sui sistemi sanitari. Tuttavia, con la pandemia di Covid-19 essa è diventata uno dei temi al centro del dibattito pubblico, ed è ormai certo che la sua importanza crescerà nel prossimo futuro, in quanto utile per contribuire alla sostenibilità dei sistemi sanitari, soprattutto in quei paesi dove la popolazione diventa di anno in anno sempre più anziana.
Detto ciò, occorre chiarire a cosa si fa riferimento quando si parla di “telemedicina” poiché in molte occasioni il significato attribuito a questo termine è abbastanza oscuro, e talvolta anche palesemente errato. Le “Linee di indirizzo Nazionali in Telemedicina” approvate dalla Conferenza Stato Regioni il 20 febbraio 2014 specificano che
Per Telemedicina si intende una modalità di erogazione di servizi di assistenza sanitaria, tramite il ricorso a tecnologie innovative, in particolare alle Information and Communication Technologies (ICT), in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente (o due professionisti) non si trovano nella stessa località
Quindi con il termine telemedicina non si fa riferimento ad uno specifico strumento, ma ad un “categoria” di differenti servizi che possono essere classificati in gruppi differenti: telemonitoraggio, televisita, teleconsulto e telecooperazione sanitaria.
Le macro categorie della telemedicina
Con telemonitoraggio si fa riferimento il monitoraggio a distanza dei parametri del paziente, attraverso l’utilizzo di appositi device che possono essere in grado di rilevare informazioni vitali come il tasso di glicemia, il peso corporeo, la pressione del sangue, la saturazione. Si tratta, quindi, di un monitoraggio da remoto che consente il controllo dei parametri del paziente sia quando quest’ultimo si trova presso la sua abitazione (telemonitoraggio domiciliare) sia nel caso egli sia ospite presso delle strutture residenziali (monitoraggio in struttura).
La televisita, invece, può essere considerata la trasposizione video della tradizionale visita in presenza che intercorre fra medico e paziente: si tratta di una visita a distanza in tempo reale, resa possibile da una connessione internet che permette il contatto fra due video device.
Anche il teleconsulto è una comunicazione a distanza, ma avviene fra medici specialisti e consente ad un medico di chiedere il consiglio di uno o più medici in merito a un paziente specifico senza la presenza fisica di quest’ultimo. Infine, la telecooperazione sanitaria consiste nell’assistenza fornita da un medico (o altro operatore sanitario) ad un altro medico (o altro operatore sanitario) impegnato in un quello stesso momento in un atto medico o sanitario.
L’opinione dei cittadini sulla telemedicina
Ma qual è la propensione dei cittadini italiani all’utilizzo delle opportunità messe a loro disposizione dalla telemedicina? Una delle più recenti ricerche svolte a riguardo, intitolata “Digital Frontiers – The Heightened Customer Battleground” e commissionata da VMware, multinazionale tecnologica specializzata in innovazione digitale, è stata presentata lo scorso mese di marzo. L’indagine, condotta su più di 6.000 consumatori in cinque Paesi europei, ha rivelato che il 45% degli italiani è disposto a sostituire i consulti medici di routine in presenza con appuntamenti virtuali a distanza (in linea con il 44% registrato a livello europeo).
La ricerca ha inoltre messo in rilievo che il 61% dei consumatori sarebbe “felice” all’idea che i membri della propria famiglia affetti da una malattia cronica possano usufruire del telemonitoraggio ed avere così la libertà di vivere più lontano dalle strutture mediche. Inoltre, sempre il 61% del campione intervistato ritiene che grazie al monitoraggio a distanza sia possibile migliorare sensibilmente la qualità della vita delle persone vulnerabili, come gli anziani o i disabili.
La fiducia riposta nella telemedicina è diventata davvero notevole, in quanto il 73% dei cittadini intervistati pensa che le tecnologie digitali contribuiranno alla riduzione del Covid-19, mentre il 57% del campione ha fiducia nella chirurgia a distanza e il 49% dei consumatori non avrebbe problemi se a rilevare e riconoscere alcune anomalie fosse uno sistema di intelligenza artificiale piuttosto che un medico di persona.
Infine, il 48% degli intervistati dichiara di sentirsi a proprio agio se il medico ha accesso a dati accurati sulla propria vita quotidiana, nel caso ciò permetta di ottenere indicazioni utili per la propria salute, e il 51% ritiene positivo il fatto che un medico più qualificato conduca un’operazione chirurgica invasiva tramite tecnologia robotica a distanza piuttosto che un medico meno qualificato ma che operi di persona.
Dino Biselli
Fonti Principali
Comarch Italia
Corriere Comunicazioni
