Il futuro del Life Science per Deloitte

Il “Global life science outlook 2021” è uno studio realizzato Deloitte che analizza gli effetti della pandemia sul mondo del life science, e le risposte che le aziende farmaceutiche  hanno saputo elaborare alle sfide poste dalla diffusione dell’epidemia di Covid-19 e dal conseguente blocco delle attività in presenza. Tale situazione però ha aperto anche enormi opportunità in vari aspetti del business (organizzazione delle risorse, umane, digitalizzazione, ricerca, modello di interazione con gli operatori sanitari) che le aziende del comparto potranno cogliere già dal prossimo futuro

Immagine copertina dello studio Global life science outlook 2021 di Deloitte
Image by Deloitte.com

Il “Global life science outlook 2021” è uno studio realizzato Deloitte che analizza gli effetti della pandemia sul mondo del life science, e le risposte che le aziende farmaceutiche  hanno saputo elaborare alle sfide poste dalla diffusione dell’epidemia di Covid-19 e dal conseguente blocco delle attività in presenza. Tale situazione però ha aperto anche enormi opportunità in vari aspetti del business (organizzazione delle risorse umane, digitalizzazione, ricerca, modello di interazione con gli operatori sanitari) che le aziende del comparto potranno cogliere già dal prossimo futuro

La singolarità rappresentata dalla portata della pandemia di Covid-19 sta spingendo numerosi soggetti pubblici e privati ad analizzare le sue implicazioni sulla società e sull’economia. Come già evidenziato in precedenti analisi, la diffusione dell’infezione di coronavirus a livello globale ha determinato l’accelerazione di dinamiche e processi in essere già prima della pandemia. In seguito a questa situazione estremamente fluida e di totale incertezza, le aziende di ogni settore hanno dovuto affrontare degli ostacoli, ma allo stesso tempo hanno avuto la possibilità di cogliere importanti opportunità.

La sanità e il settore life science in genere sono al centro di questo tipo di attenzioni e ad essi sono ancora oggi dedicati numerosi studi. Nello specifico, uno di particolare interesse è quello redatto da Deloitte intitolato “Global life science outlook 2021”. Per mezzo di questo studio la nota multinazionale di consulenza strategica e direzionale fa un esame approfondito su come il Covid-19 abbia accelerato i cambiamenti del settore e su cosa possa essere migliorato in futuro. Ecco una breve analisi dei suoi contenuti.

Riorganizzazione del Lavoro e della Forza Lavoro

La pandemia è stata l’evento che ha costretto le aziende farmaceutiche a ripensare la propria organizzazione del lavoro, adottando e sperimentando modelli basati sulle attività da remoto (vista l’impossibilità di svolgere le proprie mansioni in presenza). Ciò ha richiesto alle aziende di essere molto flessibili non solamente nella gestione delle risorse umane, ma anche nella capacità di rendere disponibili ai propri collaboratori gli strumenti e le tecnologie necessarie per garantire la continuità lavorativa.

Alcune figure professionali, in particolare gli informatori scientifici del farmaco, hanno subito una vera e propria trasformazione della loro operatività quotidiana. Tutto ciò ha permesso di comprendere, fra le varie innovazioni introdotte, quali mantenere, quali scartare e quali rimodulare. In particolare, le aziende farmaceutiche, in considerazione dei risultati di una survey che evidenzia che il 64% degli addetti del settore desidera comunque passare parte del proprio tempo lavorativo in ufficio, stanno sposando, sotto varie forme, un modello di lavoro ibrido.

Più in generale, il benessere dei propri collaboratori sarà il tema principale che nei prossimi anni caratterizzerà il dibattito sull’organizzazione delle risorse umane nelle aziende life science, in quanto sarà necessario, da parte di queste ultime, mettere in atto strategie per attrarre e trattenere i talenti.

La Rivoluzione Digitale in Sanità

Indicata da più parti come la vera tendenza emergente a seguito dello scoppio della pandemia di Covid-19, la digital health, e la digitalizzazione in generale di tutti gli aspetti che rientrano nella sfera delle life science, sembra essere diventata la vera priorità che è necessario affrontare fin da ora. Durante la pandemia la comunicazione medico-paziente, a causa dell’interruzione delle visite in presenza, in molti casi è stata possibile grazie all’utilizzo di app digitali… Ed è solo la punta dell’iceberg.

Terapie digitali, drug delivery, home diagnostics, teleassistenza domiciliare: dopo l’esperienza di Covid-19 queste ed altre innovazioni digitali sembrano essere degli obiettivi raggiungibili e a portata di mano. In realtà ognuno di questi argomenti pone delle sfide a livello finanziario, legislativo, regolatorio, logistico e di rimborsabilità che dovranno essere discusse e risolte per fa sì che la sanità digitale riesca ad affermarsi definitivamente.

Il Medico al centro della Comunicazione Aziendale

Come già accennato in precedenza, quella dell’ISF è stata una delle professioni maggiormente impattate dalla pandemia, a causa dei numerosi blocchi delle attività in presenza imposte dagli Stati e dai provider sanitari. Tuttavia, è tutta l’attività comunicativa indirizzata agli operatori sanitari messa in atto dalle aziende life science ad essere oggi entrata in una fase evolutiva.

Infatti, il mix fra fisico e virtuale rappresenterà il new normal nella gestione della comunicazione fra azienda e operatori sanitari. Già durante il blocco delle attività in presenza, le aziende hanno avuto modo sperimentare e valutare nuove modalità di contatto. Tuttavia, dopo mesi di interazioni solamente virtuali, ci si è resi conto che è necessario adottare un approccio ibrido, vale a dire un mix (più o meno modulabile) fra presenza e virtualità.

Tale tendenza imporrà comunque che le competenze necessarie per intrattenere delle relazioni proficue (soprattutto con la classe medica) vadano oltre quelle prettamente scientifiche. Insieme a queste ultime, infatti, soprattutto per chi opera in area commerciale e nel medical affairs, sarà necessario focalizzarsi anche sull’empatia e sull’abilità di condurre e gestire delle interazioni virtuali.

Come cambierà la Ricerca e Sviluppo

Il rapido sviluppo dei vaccini anti Covid-19 ha dimostrato che anche i processi di ricerca adottati finora possono essere resi maggiormente razionali ed efficienti. Un supporto in tal senso può essere fornito dall’impiego di soluzioni di intelligenza artificiale, oltre che da una collaborazione più efficiente ed interconnessa fra aziende biofarmaceutiche e mondo accademico, piattaforme tecnologiche, fornitori di dati ed enti regolatori.

Inoltre, la pandemia ha permesso di ottimizzare la conduzione di clinical trials, riducendo enormemente il tempo necessario per condurre studi anche di grandi dimensioni. Ciò è stato possibile a seguito dell’adozione di un approccio ibrido, basato su un sapiente mix di visite di persona e virtuali.

Le Innovazioni nel Processo Regolatorio

Anche l’attività delle agenzie regolatorie è stata pesantemente impattata dalla pandemia: infatti, le tempistiche di approvazione adottate per i vaccini anti Covid-19 sono state compresse al fine di render disponibili questi ultimi a tutta la popolazione italiana nel più breve tempo possibile. Nel contempo è stato potenziato il processo di farmacovigilanza, attraverso la raccolta e l’analisi dei real world data e delle evidenze ottenute dalle piattaforme, e dal monitoraggio clinico.

Ciò che secondo gli analisti di Deloitte le aziende life science dovranno cercare di perseguire nel prossimo futuro è tentare di immedesimarsi con la mentalità dei professionisti che operano all’interno degli enti regolatori: solo adottando il loro modo di pensare, le aziende farmaceutiche saranno in grado di comprendere appieno le azioni da intraprendere per raggiungere i loro obiettivi nello sviluppo di nuovi farmaci.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Global Life Science Outlook 2021 – Deloitte

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