Le proposte I-Com per il rilancio del SSN
Il sistema sanitario nazionale ha subito i maggiori contraccolpi a seguito della pandemia di Covid-19, anche a causa di criticità pregresse finora non affrontate o gestite in modo parziale e inefficiente. Con il Rapporto “Programmare dopo la tempesta – Quali modelli di governance e cura per il SSN post pandemia?” I-com Istituto per la Competitività ha analizzato la situazione attuale della sanità italiana, gli ambiti sui quali intervenire, e le azioni da mettere in campo per rilanciarla, sfruttando anche le opportunità rappresentata dai fondi europei disponibili per l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Il sistema sanitario nazionale ha subito i maggiori contraccolpi a seguito della pandemia di Covid-19, anche a causa di criticità pregresse finora non affrontate o gestite in modo parziale e inefficiente. Con il Rapporto “Programmare dopo la tempesta – Quali modelli di governance e cura per il SSN post pandemia?” I-com Istituto per la Competitività ha analizzato la situazione attuale della sanità italiana, gli ambiti sui quali intervenire, e le azioni da mettere in campo per rilanciarla, sfruttando anche le opportunità rappresentata dai fondi europei disponibili per l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)
Sono passati più di venti mesi dall’inizio della pandemia, e il numero di studi dedicati all’analisi delle cause della diffusione del Covid-19 e delle sue conseguenze è aumentato esponenzialmente. Effettivamente, in questo lasso di tempo gli effetti della pandemia hanno riguardato tutti gli aspetti della nostra società, ma, come facilmente comprensibile, il sistema sanitario, e il comparto della salute nella sua generalità, è stato quello a subire il maggior impatto sia in termini clinici che organizzativi.
Proprio per tale motivo, la sanità nel suo complesso è la destinataria di numerose proposte di riforma e di innovazione, tutte tese a migliorarne le performance facendo tesoro di quanto emerso, sia in positivo che in negativo, durante la pandemia. Una dei contributi più completi sinora prodotti in tal senso è quello intitolato “Programmare dopo la tempesta – Quali modelli di governance e cura per il SSN post pandemia?” pubblicato da I-Com Istituto per la Competitività.
I danni della pandemia
Una particolare attenzione viene dedicata alle difficoltà nell’accesso alle diagnosi e alle cure che si è verificata durante la pandemia: in particolare, l’oncologia è stata una delle aree terapeutiche che ha registrato i maggiori ritardi nei programmi di screening oncologico e nella somministrazione delle cure necessarie per contrastare l’insorgere di tumori. Le cause di questa situazione sono derivate non solo dalla diminuita tendenza delle persone a partecipare ai programmi di prevenzione ma anche dalla limitata disponibilità di personale sanitario, di spazi fisici e di tecnologie (tutti fattori in parte o del tutto riconvertiti a supporto delle diagnosi dell’infezione da coronavirus).
Altri aspetti presi in considerazione nello studio sono le carenze organizzative che caratterizzano il sistema sanitario italiano già da prima della pandemia e che quest’ultima ha reso ulteriormente critiche. Infatti, al pari di altri sistemi sanitari europei, anche quello italiano è stato preso in contropiede dalla diffusione dell’infezione di Covid-19.
Le criticità pregresse del SSN
In particolare, nel corso degli anni è stato attuato un ridimensionamento dei servizi ospedalieri, al quale, tuttavia, non è stata parallelamente affiancata un’adeguata riforma dell’assistenza territoriale. Inoltre, la sanità italiana presenta un’elevata disomogeneità a livello regionale, non solo in relazione al livello di offerta e di qualità dei servizi sanitari, ma anche a livello organizzativo e infrastrutturale. Un esempio a tal riguardo è offerto dalla scarsa interoperabilità tra i sistemi regionali, che ancora oggi è causa della frammentazione del patrimonio informativo dei pazienti.
Insieme a queste problematiche ne sono state esposte altre, definite come le “incompiute del SSN”:
- l’aggiornamento dei LEA, non ancora entrato in vigore dopo che il relativo D.P.C.M. è stato pubblicato già dal 2017;
- la diminuzione a livello quantitativo delle ore di Assistenza Domiciliare Integrata;
- il completamento del processo di digitalizzazione della sanità, che oltre a dover agire in termini di interoperabilità dei dati come sopra ricordato, deve anche essere guidato da un’unitarietà di approccio nel completamento e implementazione delle linee guida nazionali;
- la revisione dell’impianto regolatorio ed autorizzativo, allo scopo di limitare quella riduzione delle sperimentazioni cliniche non Covid-19 (per la verità osservata anche a livello mondiale ed europeo).
Nell’elenco delle “incompiute” è compresa anche la voce relativa al partenariato pubblico-privato, strumento attualmente concepito come una mera modalità di finanziamento, e non come un processo di acquisto innovativo grazie al quale il pubblica e il privato operano in sinergia allo scopo di raggiungere uno stesso obiettivo.
Come agire per riformare la nostra sanità
La pandemia ha reso palese una considerazione ovvia che però nel corso del tempo cittadini ed istituzioni hanno via via dimenticato: la salute della popolazione è una questione di sicurezza nazionale e non può essere affrontata senza una collaborazione a livello internazionale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è il frutto proprio di questa consapevolezza: infatti oltre a quanto stanziato negli altri capitoli, il piano mette a disposizione della Missione 6 dedicata alla Salute circa 15,6 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti altri 1,71 miliardi di euro nell’ambito del React EU e ulteriori 2,89 miliardi di euro del fondo complementare al PNRR, così da raggiungere un ammontare complessivo di risorse pari a 20,23 miliardi di Euro.
Tuttavia, occorre anche comprendere che non sarà possibile superare le criticità vecchie e nuove della sanità italiana solo attraverso lo stanziamento di ingenti risorse economiche, ma anche e soprattutto attraverso una seria programmazione e avendo ben chiaro quali sono gli obiettivi da perseguire.
A tal proposito, il Rapporto di I-Com elenca una serie di interventi da mettere in campo per affrontare le priorità per garantire la sostenibilità futura del sistema sanitario nazionale: oltre a portare a compimento le problematiche incompiute sopra riportate, gli analisti di I-Com considerano fra le azioni più urgenti quelle che prevedono una reale implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, la concreta attuazione del Piano Nazionale per la Prevenzione 2020 – 2025, la programmazione degli investimenti futuri attraverso attività di horizon scanning delle innovazioni sanitarie e la revisione dei processi assistenziali in modo da rendere possibile il monitoraggio e raccolta dei dati relativi ai pazienti.
Dino Biselli
Fonti Principali
Programmare dopo la tempesta – Quali modelli di governance e cura per il SSN post pandemia? – I-Com Istituto per la Competitività
