Covid-19 nella percezione degli Europei

Dopo due anni di pandemia, Merck Group, in  collaborazione con GAD3, ha condotto una ricerca in dieci paesi europei per capire quali siano le opinioni sullo stato di salute e sulla sanità in genere dei cittadini europei. Emerge un quadro nel quale la maggioranza i cittadini hanno dovuto adottare nuovi stili di vita, non solo a livello personale ma anche in rapporto alla comunicazione con il proprio medico. Fra i vari aspetti emersi, soprattutto fra la popolazione più giovane, si segnalano quelli relativi ai contraccolpi a livello psicologici emersi a seguito della pandemia e la diffusione della telemedicina

Dopo due anni di pandemia, Merck Group, con GAD3, ha condotto una ricerca in dieci paesi europei per capire le opinioni su salute e sanità dei cittadini europei

Dopo due anni di pandemia, Merck Group, in  collaborazione con GAD3, ha condotto una ricerca in dieci paesi europei per capire quali siano le opinioni sullo stato di salute e sulla sanità in genere dei cittadini europei. Emerge un quadro nel quale la maggioranza i cittadini hanno dovuto adottare nuovi stili di vita, non solo a livello personale ma anche in rapporto alla comunicazione con il proprio medico. Fra i vari aspetti emersi, soprattutto fra la popolazione più giovane, si segnalano quelli relativi ai contraccolpi a livello psicologico emersi a seguito della pandemia e la diffusione della telemedicina

Attualmente sono molte le indagini che stanno esplorando le opinioni dei cittadini europei riguardo Covid-19 e i suoi effetti. Fra le tante pubblicate finora, una di queste è stata realizzata direttamente dall’azienda biofarmaceutica tedesca Merck, con il supporto tecnico di GAD3, società spagnola di consulenza e ricerca sociale, ed è intitolata “Merck Survey: Europeans’ perception of health two years after the start of Covid 19”.

La ricerca ha coinvolto un campione di ben 6000 cittadini europei in un’età compresa fra i 18 e i 65 anni, 600 partecipanti per ognuno dei dieci paesi nei quali è stata svolta l’indagine (Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito).

Le domande poste durante questa survey hanno avuto come fine quello di raccogliere informazioni ed opinioni dei cittadini su cinque macro argomenti ben specifici: Sanità e Telemedicina, il Sistema Sanitario post-Covid, Condizioni di Salute e Nuove Abitudini, Percezione del Cancro, e Maternità e Paternità. Con questo contributo si prenderanno in esame le prime tre di queste aree.

Sanità e Telemedicina

I dati mostrano che sia la popolazione più giovane (18-29 anni ) che quella più anziana (45-65 anni) hanno effettuato un numero medio di visite nell’anno leggermente superiore a quello della popolazione adulta (30-44 anni): 2,8 visite per la prima, 3 visite per la seconda, e 2,6 per la terza. La maggior parte delle visite ha riguardato la primary care, seguite da quelle delle aree specialistiche e, più distanziate, da quelle di tipo diagnostico. Da segnalare poi che la popolazione più giovane ha effettuato una quota leggermente maggiore di visite presso i servizi psicologici, rispetto alle altre due fasce di età.

Riguardo alle preferenze dei canali di visita, in generale quello preferito rimane la visita in presenza, seguito rispettivamente dal canale telefonico, dalle app sullo smartphone, e dalle videocall. Tuttavia, anche in questo caso la fascia di popolazione più giovane si distingue rispetto alle altre, in quanto esprime una leggera preferenza per il canale telefonico, seguito, a pari merito, dalla visita di persona e dall’utilizzo delle mobile app.

Inoltre, come ampiamente prevedibile, la popolazione più giovane è anche quella che fa più ricerche online, e che ricerca, in modo sistematico, informazioni sui sintomi e sulle patologie prima di avere un appuntamento con il proprio medico. Durante il 2020 la maggior parte delle keywords ricercate hanno riguardato la pandemia (Covid, Vaccini, Effetti Collaterali), ma anche la percentuale di quelle relative al disagio mentale (Ansia/Depressione, Insonnia) è stata abbastanza significativa. Questo perché la fascia di popolazione più giovane ha effettuato un numero elevato di ricerche in questo ambito. Da segnalare, invece, che la fascia più anziana ha fatto un numero di ricerche significativamente superiore rispetto alla media sugli effetti collaterali dei farmaci.

Sistema sanitario post-Covid

In genere, l’apprezzamento per il lavoro svolto dalle categorie professionali attive in ambito sanitario durante la crisi generata dal Covid-19 è molto altro: sia i farmacisti che gli operatori sanitari (medici, infermieri, ecc…) hanno ricevuto il 70% di giudizi positivi espressi dai cittadini intervistati (anche se i farmacisti hanno ottenuto una quota maggiore di giudizi estremamente positivi), mentre tale dato scende al 63% quando la valutazione riguarda scienziati e ricercatori.

Per i cittadini europei i principali ambiti in sanità su cui occorrerà investire in futuro sono rispettivamente: la medicina preventiva e la sanità pubblica (57%), la primary care (43%), ed, infine, la salute mentale e l’assistenza psicologica (41%). La necessità di effettuare investimenti in quest’ultimo ambito è particolarmente sostenuta dai giovani e dalla popolazione femminile, mentre i più anziani richiedono di dedicare maggior attenzione alla ricerca e sviluppo di nuovi farmaci.

Condizioni di salute e…

Il dato principale che emerge dall’analisi dei dati di questa area della ricerca di Merck è quello relativo alla valutazione che i cittadini europei fanno del loro stato di salute: infatti, più della metà del campione dichiara di godere di una salute buona o molto buona. Esaminando in dettaglio questo dato, il 54% dichiara di godere di un buon stato a livello fisico, mentre il 45% si dichiara in buona salute a livello mentale.

La quota di popolazione anziana che si dichiara fisicamente in buona salute è del 48%, leggermente più bassa della media. Di contro, solo il 40% della popolazione più giovane dichiara di essere in buon stato psicologico, anche se occorre anche tener presente che il 23% di questa fascia di età afferma di aver avuto bisogno di aiuto psicologico durante la pandemia (mentre il 31% della popolazione anziana sostiene di non aver subito alcuna conseguenza a livello emotivo).

La misura del disagio emotivo patito da una quota importante della popolazione europea è testimoniato anche dal fatto che il 30% del campione ha dichiarato di aver avuto problemi psicologici durante la crisi sanitaria (con punte del 35% per la popolazione femminile e del 33% per la popolazione giovane).

Inoltre, dai dati dell’indagine viene sottolineato che il 38% della popolazione europea ha dichiarato che, durante il 2020, ha sofferto situazioni di maggiore ansia e stress, il 33% ha provato più paura ed incertezza rispetto al passato, e il 27% ha visto accentuata la sua percezione di solitudine. Infine, è da evidenziare che il 26% del campione ha dichiarato di aver sviluppato la paura del contatto fisico con altre persone.

 

…Nuove abitudini

Per quel che riguarda l’influenza della pandemia sulle abitudini dei cittadini europei, ci sono stati sicuramente degli effetti negativi, in particolare la diminuzione delle relazioni sociali e di quelle sessuali. Ma accanto alle numerose situazioni di svantaggio generate dal Covid-19 e dalle misure adottate per limitarne la diffusione, i cittadini riportano anche degli effetti positivi.

Infatti, il 24% dei cittadini europei ha affermato che, durante il 2020, in piena emergenza sanitaria, ha ridotto il consumo di alcol e droghe, e uno su cinque afferma di aver seguito una dieta più sana. Ma gli aspetti positivi considerati come diretto effetto della pandemia di Covid-19 sono ritenuti essere una maggiore coesione in ambito familiare (sviluppato a seguito dei lunghi periodi di convivenza forzata) e una maggiore solidarietà nel rapportarsi con le altre persone.

 

Dino Biselli

 

Fonti Principali
Merck Survey: Europeans’ perception of health two years after the start of Covid 19

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