La leadership del CDMO italiano in Europa
La sesta edizione del report “Il CDMO farmaceutico” che riporta i risultati dell’indagine condotta nel 2021 da Farmindustria e Prometeia del 2021″ evidenzia come il settore del conto terzi farmaceutico italiano continui a mantenere e a consolidare il suo primato in Europa. Dalla lettura del report si può apprendere come si tratti di una crescita resa possibile da una crescente capacità di esportazione da parte dei player italiani del settore, e dalla loro spiccata propensione ad investire

La sesta edizione del report “Il CDMO farmaceutico” che riporta i risultati dell’indagine condotta nel 2021 da Farmindustria e Prometeia del 2021″ evidenzia come il settore del conto terzi farmaceutico italiano continui a mantenere e a consolidare il suo primato in Europa. Dalla lettura del report si può apprendere come si tratti di una crescita resa possibile da una crescente capacità di esportazione da parte dei player italiani del settore, e dalla loro spiccata propensione ad investire
Il settore life science italiano, e quello farmaceutico in particolare, sono fra le eccellenze del nostro sistema produttivo nazionale. Fra i vari segmenti che compongono questa realtà variegata, uno di quelli che in questi ultimi anni sta contribuendo alla crescita dell’intero comparto è quello che riunisce in esso le Contract Development and Manufacturing Organization.
Infatti, il CDMO italiano, usando l’acronimo con il quale è meglio conosciuto presso il grande pubblico, non solo ha ottenuto ottimi risultati di crescita, ma ha anche consolidato il suo primato, e quello farmaceutico in genere, in ambito europeo. Una conferma a tali affermazioni è offerta dalla sesta edizione del report di Prometeia, intitolato “Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2021” redatto a cura delle Dottoresse Alessandra Benedini, Cristina Rossi e Roberta Scannavini, permette di comprendere lo stato di salute di questo particolare segmento.
I risultati del comparto
Nel 2019 il CDMO farmaceutico europeo, che come noto raggruppa tutti i produttori conto terzi, ha generato un valore della produzione pari a 9,947 miliardi di Euro e occupava 54.323 addetti. Riguardo il primo dato, il CDMO italiano ha contribuito al raggiungimento di questi risultati con un valore della produzione di 2,32 miliardi di Euro (pari circa il 23% del totale) e poco meno di 11.500 addetti (pari a circa il 21% del totale).
E’ interessante rilevare che l’insieme dei primi tre paesi europei per fatturato realizzato dalle CDMO europee (Italia, Germania con 2,1 miliardi di Euro, e Francia con 1,9 miliardi di Euro) ha totalizzato un valore della produzione pari al 64,2% del fatturato continentale. Considerando il periodo 2011/2019, tale percentuale è cresciuta di circa il 7%, in quanto ad inizio decennio questi stessi tre paesi totalizzavano circa il 57% del fatturato CDMO in Europa.
Inoltre, occorre anche tener presente, che in questo stesso lasso di tempo, il fatturato complessivo del CDMO continentale è cresciuto di circa il 37%, e nel report si sottolinea che circa ⅓ di questa crescita di fatturato è stata realizzata dalle imprese operanti in Italia.
Il CDMO italiano
Facendo riferimento all’andamento del solo CDMO italiano, i dati del report di Prometeia dimostrano che la pandemia ha inciso negativamente sul valore generato dalle aziende che ne fanno parte. Tuttavia, il settore non è andato in crisi, ma ha solamente subito un rallentamento nella crescita del suo fatturato totale. Infatti, nel 2020 quando l’intera economia italiana è entrata in profonda recessione, la crescita del totale fatturato generato dal comparto CDMO è stata del +18,8%, mentre per il 2021 si prevede una crescita pari al +5,8%.
Riguardo i mercati di sbocco della produzione delle CDMO italiane, è da rilevare che è tuttora in corso quella tendenza in essere fin dal 2010 che vede il canale estero in continuo incremento. Infatti, mentre un decennio fa le esportazioni assorbivano il 57% del fatturato generato in Italia, nel 2019 tale quota è passata al 70%, per poi diventare il 74% nel 2020, ed essere prevista pari al 76% a fine 2021.
Entrando maggiormente in dettaglio, per il 2021 si stima che l’export sarà indirizzato in maggior parte, all’incirca per il 35% del totale, verso i paesi UE. Gli USA assorbiranno il 30% delle esportazioni mentre la quota di export verso i restanti paesi europei sarà pari a poco più del 20%.
Altro dato interessante è quello relativo a quali tipologie di aziende le CDMO italiane vendono i loro prodotti: si prevede che nel 2021 il 69% delle vendite saranno rivolte a multinazionali estere, in salita rispetto al dato del 2019 che era pari al 62%. Inoltre, il 21% delle vendite sarà destinato a multinazionali italiane e il restante 10% ad altre aziende nazionali.
Gli investimenti delle aziende italiane del CDMO
Il report ha anche analizzato i dati sugli investimenti realizzati dalle CDMO, che confermano un’elevata propensione all’investimento. Le cifre rese disponibili dalle analisi di Prometeia evidenziano che nel 2019 e nel 2020, il volume degli investimenti è stato pari a circa il 14% del fatturato totale, mentre si prevede che nel 2021 tale quota salirà al 20%.
Infine, lo studio dedica attenzione anche alla destinazione degli investimenti, stimando che per il biennio 2020/2021 circa il 52% del loro totale sarà destinato alla creazione di nuove linee produttive, e il 15% all’ammodernamento delle linee esistenti.
Proprio in base a tali previsioni, è possibile ritenere che nei prossimi anni si dovrebbe assistere ad un’ulteriore espansione della capacità produttiva del comparto CDMO italiano e al consolidamento del suo primato in Europa.
Dino Biselli
Fonti Principali
Il CDMO farmaceutico – I risultati dell’indagine Farmindustria-Prometeia del 2021
